Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01006 presentata da NESPOLI VINCENZO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940601
Ai Ministri del tesoro, delle finanze, del bilancio e della programmazione economica e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: in data 4 maggio 1992, la B.N. Factoring S.p.A. (la quale gia' nel 1990, pur chiudendo il bilancio in pareggio, esponeva, a fronte di un capitale sociale di 20 miliardi, circa 40 miliardi di sofferenza) era costretta a fondersi con la B.N. Leasing S.p.A. dando vita alla B.N. Commercio e finanza S.p.A.; la nuova societa', chiudendo la gestione 1992 con un utile di lire miliardi 1,2, faceva registrare un decremento rispetto al bilancio della B.N. Leasing relativo all'anno precedente di circa 4,7 miliardi di lire ed evidenziava sofferenze per 178 miliardi; tutto quanto sin qui esposto e' stato oggetto di osservazione nel corpo di un'interrogazione parlamentare di piu' ampio spettro sull'attivita' del Banco di Napoli e delle sue collegate e partecipate, presentata il 3 giugno del 1993; alla fine del 1993, la citata B.N. Commercio e finanza S.p.A. (societa' di cui il Banco di Napoli e' unico azionista tramite la Holding), deliberava un aumento di capitale con emissione di azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale; tale aumento di capitale fu sottoscritto interamente dal Banco di Napoli; solo un mese dopo, e precisamente il 7 febbraio 1994, il Consiglio di amministrazione del Banco, suffragato da una quanto meno pretestuosa motivazione tesa a dimostrare una "migliore gestione" da parte del Banco rispetto alla B.N. Commercio e finanza, deliberava, al piu' verosimile scopo di occultare consistenti perdite di detta partecipata e relativa responsabilita', l'acquisto mediante cessione - ingiustificatamente - pro saluto di crediti in sofferenza del valore di oltre 111 miliardi vantati da B.N. Commercio e finanza per il prezzo di lire miliardi 60 -: se non si ritenga opportuno intervenire per quanto di competenza per accertare la veridicita' delle circostanze di fatto e dei dati patrimoniali a fondamento dell'aumento di capitale con sovrapprezzo sul valore nominale, deliberato dalla B.N. Commercio e finanza; se non si ritenga opportuno intervenire altresi', per verificare la rispondenza della perizia, in base alla quale e' stato fissato il prezzo di vendita delle azioni, che avrebbe invero dovuto determinare la svalutazione del capitale sociale; se non si ritenga opportuno intervenire per procedere, nei modi di regola, alla revisione del bilancio della B.N. Commercio e finanza S.p.A., tenuto conto del legittimo sospetto che il Banco di Napoli, ben informato, quale unico azionista, della reale situazione patrimoniale della partecipata, abbia sottoscritto l'aumento di capitale onde occultare perdite della stessa e conseguenti responsabilita' degli amministratori, alcuni dei quali, gia' Consiglieri di amministrazione della Fondazione B.N. rivestono, allo stato, la carica di Consiglieri di amministrazione del Banco di Napoli S.p.A.; se non si ritenga opportuno intervenire presso l'Organo di vigilanza della Banca d'Italia perche' faccia piena luce sull'operazione di acquisto crediti della B.N. Commercio e finanza deliberata dal Consiglio di amministrazione del Banco di Napoli, ove, nel tentativo di coprire gravi responsabilita' gestionali della partecipata, si addurrebbero false motivazioni, ma, cio' che e' piu' grave, si peccherebbe di correttezza amministrativa, tenuto conto che detti crediti sono stati acquistati in blocco, senza alcuna valutazione delle concrete possibilita' di recupero, specie ove si consideri che, per molte posizioni, i debitori risultano falliti - come al Banco e' ben noto - avendo concesso agli stessi nominativi crediti bancari attualmente in sofferenza; se non si ritenga infine opportuno, nel verificare la credibilita' della societa' certificatrice di bilancio Price Waterhouse, di intervenire sospendendo i Consigli di amministrazione della B.N. Commercio e finanza, della Holding, nonche' del Banco di Napoli S.p.A., accertando il ruolo svolto dai rispettivi amministratori (sempre gli stessi, ancorche' diversamente collocati) e procedendo al commissariamento per il ripristino della legalita' e la tutela degli interessi di azionisti e risparmiatori. (4-01006)
Si risponde all'interrogazione indicata in oggetto, concernente l'operazione di acquisizione pro-soluto dei crediti della societa' BN Commercio e Finanza spa da parte del Banco di Napoli S.p.A. Al riguardo, si fa presente che l'assemblea della BN Commercio e Finanza S.p.A., in data 29 settembre 1993, delibero' un aumento di capitale che, oltre a rispondere a ragioni di consolidamento dell'assetto patrimoniale della societa', si inquadrava in un accordo con la Finmotor s.p.a. (societa' del gruppo Piaggio) teso all'acquisizione, da parte della Commercio e Finanza, dell'intero pacchetto azionario della Finproget s.p.a. (societa' pur essa facente capo al gruppo Piaggio). Tale operazione fu autorizzata dal Ministero del tesoro con decreto in data 1^ dicembre 1993, su parere favorevole della Banca d'Italia. Infatti, l'aumento dei volumi dell'attivo della B.N. Commercio e Finanza, conseguente all'acquisizione della Finproget, aveva determinato, ai fini del rispetto del coefficiente di solvibilita' previsto dalle istruzioni di vigilanza, la necessita' di una ripatrimonializzazione della societa'. Per quanto concerne l'acquisto crediti dalla controllata BN Commercio e Finanza, deliberata dal consiglio di amministrazione del Banco di Napoli nella riunione del 7 febbraio 1994, si precisa che l'operazione e' stata motivata sia dall'esigenza di conferire ad una struttura piu' idonea, come quella della banca, l'attivita' di gestione e di recupero di crediti in sofferenza, sia dalla possibilita' di poter gestire in maniera accentrata le posizioni facenti capo alla clientela affidata dal Banco medesimo. A tale proposito, occorre precisare che le valutazioni in ordine ai vari profili dei singoli atti gestionali, ivi comprese quelle attinenti agli aspetti economici, spettano ai competenti organi del Banco di Napoli, i quali devono, comunque, attenersi al rispetto dei requisiti prudenziali previsti dalla normativa di vigilanza sia a livello di gruppo che di singole componenti. Nell'ambito della autonomia decisionale degli organi gestionali della banca rientrano anche gli interventi sul capitale deile societa' controllate appartenenti al gruppo. Si soggiunge, infine, che la Banca d'Italia, considerata la rilevanza della situazione aziendale della controllata BN Commercio e Finanza ai fini della stabilita' complessiva del gruppo BN, ha provveduto a sensibilizzare la societa' capogruppo sull'importanza di assicurare una costante opera di monitoraggio mediante idonei strumenti e procedure di controllo del rischio nelle sue diverse configurazioni. Il Ministro del tesoro: Dini.