Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01034 presentata da NARDINI MARIA CELESTE (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940601
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: 1) la GEPI ha rilevato l'azienda ex Hettemarks di circa 1200 dipendenti in data 13 maggio 1977, di cui 400 furono trasferiti in due iniziative che ebbero un immediato processo fallimentare (vedi MIDI SpA e CANSIGLIO DUE SpA), il rimanente rimase in forza alla nascente LEONETTA SpA che divenne successivamente G.P.M. sino a divenire l'attuale GECONF DUEMILA, che ha inglobato in parte anche le maestranze e gli stabilimenti della ex HARRIS MODE di Lecce; 2) da un fatturato di lire MLD 4 del 1980 si e' giunti ad un fatturato attuale di circa 20 lire/MDL; 3) non e' mai stato fatto alcun intervento sulla struttura (antiquata, vedi il pagamento di circa 60 lire/MLD annui per tasse sui rifiuti e salate bollette di energia elettrica per sola illuminazione) della GECONF DUEMILA, mentre la stessa GEPI poteva finanziare una costruzione nonche' l'impiantistica di un moderno stabilimento come quello fatto per lo SVEVO INTERNATIONAL SpA di Bari il cui fatturato e' inferiore a quello della GECONF; 4) le perdite di esercizio citate nell'ultimo bilancio al 31 dicembre 1993 sono in parte la risultanza di una serie di fattori non dipendenti dall'esercizio aziendale (es. fusione per incorporazione della GICOFIN SpA di GIFFONI VALLEPIANA - Salerno) costata alla GECONF lire/MLD 2 circa e letteralmente "morta" nel giro di 6 mesi sottraendo allo stesso comune una benche' minima forza lavoro esistente ed una serie di vecchi debiti rivenienti da esercizi finanziari della GECONF DUEMILA di Castelfranco Veneto (es. causa persa con l'ALPHA PACIFIC il cui costo di lire/MLD 1, e altri costi della RYS'80 fatti confluire sull'ultimo bilancio); 5) il grosso prezzo pagato in termini occupazionali dalle maestranze, accondiscendendo anche a prepensionamenti, mobilita' lunga ed anche ad alcuni licenziamenti forzati, che ha ridotto la forza lavoro iniziale agli attuali 277 dipendenti, non ha prodotto nessun beneficio -: 1) se non intenda sollecitare un intervento urgente della GEPI nell'erogare la somma necessaria all'avvio della produzione; 2) se risponda al vero che la GEPI pensa nell'immediato alla liquidazione o alla vendita dell'azienda. (4-01034)
La GEPI S.p.A. riferisce che la GECONF DUEMILA e' stata costituita nel 1988 per dare soluzione ai problemi occupazionali su Lecce e su Bari derivanti dai dissesti di aziende di rilevanti dimensioni. Ad oggi il capitale sociale e' detenuto al 100 per cento dalla GEPI ed ammonta a L/ML 5.800. Recentemente la GEPI ha stanziato un finanziamento di L/ML 3.000 (di cui L/ML 2.000 erogati e L/ML 1.000 in corso di erogazione) ed una fideiussione di L/ML 1.400. Solo a partire dal 1990, dopo aver assorbito i problemi conseguenti alla omogeneizzazione di capacita', risorse e produzioni differenti (Geconf di Castelfranco Veneto, Harrys Moda di Lecce, Hettemarks di Bari) la societa' ha trovato una identita' ed una collocazione di mercato precisa. Attualmente la Geconf Duemila si presenta come una societa' specializzata e qualificata nella produzione di capi di abbigliamento donna di elevata qualita' che coprono praticamente tutti i segmenti di mercato dell'abbigliamento donna escluso il casual e lo sportivo. Nel 1993 il fatturato e' stato inferiore a quello del 1992 a causa della drastica contrazione delle linee industriali (L/ML 3.917 contro L/ML 6.835) e' della mancanza del fatturato derivante dall'attivita' di facon effettuata per un grosso gruppo industriale ora in difficolta'. Al contrario le linee firmate sono cresciute portando complessivamente il fatturato da L/ML 9.970 a L/ML 12.079. Per il 1994 le prospettive di fatturato sono buone perche' si e' andata consolidando la tendenza al rafforzamento delle linee firmate che hanno raccolto complessivamente ordini per circa L/ML 20.000 cui si debbono aggiungere gli ordini di prodotti propri per circa L/ML 2.000. I problemi della societa' derivano invece principalmente dalla organizzazione produttiva articolata sui due stabilimenti di Bari e di Lecce, la cui gestione risulta particolarmente onerosa, e dal numero eccessivo di dipendenti (attualmente 277 addetti, dopo l'utilizzo della mobilita' nel 1993 per 26 addetti) che non consente il ricorso al piu' economico decentramento produttivo almeno nella misura utilizzata normalmente dagli operatori del settore. Recentemente e' stato predisposto un piano di ristrutturazione che prevede la cessione dello stabilimento di Lecce, la riduzione dei livelli occupazionali e l'introduzione di nuove linee di prodotto con l'obiettivo di raggiungere in tempi rapidi il pareggio. Infine la GEPI informa che e' stato gia' identificato il partner privato con il quale gestire il piano. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato: Gnutti.