Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01187 presentata da PROCACCI ANNAMARIA (PROG.FEDER.) in data 19940602
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: l'ospedale Fatebenefratelli di Roma, dispone di un centro per l'emodialisi; sino al 31 luglio 1991, questo servizio ha svolto due turni di terapia emodialitica; dal 1^ agosto 1991, in seguito ad un accordo interno con il personale paramedico, si avvio' un terzo turno, in via sperimentale, per sei mesi, attraverso la protrazione di un'ora per turno in lavoro straordinario. Come incentivo, il personale infermieristico veniva gratificato di una quota sul fatturato (+3.25 per cento); in data 12 febbraio 1994, pero', gli infermieri denunciavano il fallimento dell'esperimento adducendo problemi di stress e affaticamento con ricaduta sull'efficienza del centro stesso chiedendo il ritorno al trattamento economico antecedente l'accordo. Nel contempo affermavano che la riduzione della tariffa per l'emodiafiltrazione (tecnica specifica di emodialisi) aveva comportato loro un minor introito mensile (circa 100.000 lire); l'amministrazione del Fatebenefratelli, dunque, pressata da un lato dal personale infermieristico e dall'altro dai minori introiti economici (la regione Lazio non rimborsa le rette di degenza dal 1993), decideva di contattare i singoli pazienti afferenti il terzo turno, invitandoli, entro un termine congruo, ad andare via; su richiesta dei pazienti, interveniva il Tribunale per i Diritti del Malato: il 24 aprile 1994, si teneva una prima riunione con l'amministrazione del Fatebenefratelli, presente un funzionario dell'Assessorato alla Sanita' della regione Lazio ed un funzionario della USL RM 1. Si decideva quindi di convocare una seconda riunione per il 23 maggio 1994, invitando, per una piu' ampia valutazione, le organizzazioni sindacali del personale non medico. Nel frattempo ci si impegnava, momentaneamente, a non allontare i pazienti; il Tribunale per i Diritti del Malato sollecitava, intanto, la regione Lazio per una risposta in merito alla definizione della tariffa relativa alla emodiafiltrazione e, con lettera agli organi interessati, esponeva le motivazioni per cui era contrario alla chiusura del terzo turno. Il 6 maggio 1994, con grande partecipazione dei pazienti organizzava una manifestazione di protesta innanzi l'ospedale stesso. Alcuni pazienti minacciano addirittura lo sciopero della dialisi, il che significa entrare in coma con morte certa -: se il ministro intenda intervenire per dirimere questa gravissima situazione venutasi a creare con l'intendimento inaccettabile di sopprimere il "terzo turno": L'interruzione infatti arrecherebbe un pesantissimo "vulnus" a quel "diritto alla salute" previsto dalla Costituzione Italiana (articolo 32), obiettivo di civilta' da tutelare e proteggere in via primaria, incondizionata ed assoluta. (4-01187)
Si risponde sulla base degli indispensabili elementi di competenza regionale, acquisiti attraverso il Commissariato del Governo nella Regione Lazio. All'esame ed alla soluzione del problema della prosecuzione delle tre dialisi giornaliere per posto letto presso l'Ospedale "San Giovanni Calibita" - Fatebenefratelli dell'Isola tiberina di Roma risulta da ultimo dedicata una riunione, appositamente tenuta il giorno 15 giugno 1994. Ad essa hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dell'amministrazione e della Direzione sanitaria del Presidio, rappresentanti della regione Lazio, dell'Associazione nazionale emodializzati (ANED), del "Tribunale per i diritti del malato" e delle forze sindacali del personale non medico. Peraltro; va sottolineato che l'unita' sanitaria locale RM/1 competente per territorio, pur non essendo rappresentata nella riunione, non aveva mancato di segnalare per iscritto l'esigenza di assicurare il livello di prestazioni da tempo presente in materia, considerando che si trattava di un servizio sanitario pubblico essenziale attivo da un triennio senza alcun sintomo di disfunzione e che la sua ventilata contrazione avrebbe determinato un danno psicologico e materiale irreparabile a pazienti gia' provati, di per se'; da una forma patologica gravemente invalidante. Dal canto loro i rappresentanti del competente Settore dell'Assessorato alla Sanita' della Regione Lazio hanno fornito assicurazioni sull'elaborazione in corso in sede regionale dei criteri-guida per l'esercizio della terapia dialitica da parte dei Presi'di ambulatoriali (Centri Dialisi), con emanazione dei relativi atti entro il corrente anno. Forti di tali assicurazioni; i rappresentanti dell'Amministrazione e della Direzione sanitaria ospedaliera hanno allora dichiarato di aver gia' elaborato tre ipotesi di "turnistica" espressamente dirette a diminuire il disagio lamentato dagli operatori del Servizio di Emodialisi dello stesso Ospedale - all'origine della ventilata contrazione dell'assistenza sottoponendole al vaglio diretto degli stessi lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali In questo quadro, una volta acquisito l'assenso dei rappresentanti sindacali presenti alla riunione; e' stato possibile concordare la prosecuzione temporanea di tre dialisi giornaliere per posto letto; in attesa della definizione di nuovi criteri sull'organizzazione dei Centri dialisi da parte della Regione Lazio. In tal senso la "Commissione di vigilanza per l'emodialisi" ha frattanto approvato, nella propria seduta del 6 giugno 1994, lo specifico provvedimento sui "Criteri/requisiti per l'esercizio della terapia dialitica in regime ambulatoriale", che verra' sottoposto ora, quanto prima, all'approvazione della Giunta Regionale. Il Ministro della sanita': Costa.