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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00069 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD) in data 19940614

Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: da molti anni e' aperto nell'artigianato un evidente conflitto sulle modalita' di attuazione dell'accordo interconfederale del 21 luglio 1988 e quelli successivi (3 agosto-3 dicembre 1992) e che cio' investe specificatamente la regolamentazione degli enti bilaterali; l'attuazione di tale accordo in molte regioni e nella specificita' del Veneto suscita la riprovazione di un grande numero di artigiani, che considerano tale strumento illegittimo, troppo oneroso ed in ogni caso non conforme alla lettera dei citati accordi interconfederali nazionali; anche da parte di alcune associazioni nazionali dell'artigianato, firmatarie dell'accordo interconfederale, c'e' la ricusazione esplicita delle forme, dei metodi, degli oneri che tale accordo ha assunto in alcune regioni; preoccupato inoltre delle arbitrarie interpretazioni di tale accordo da parte dell'INPS, relativamente alla automaticita' di rapporto tra versamenti agli enti bilaterali e diritto alla fiscalizzazione degli oneri (Legge 20 maggio 1993, n. 151, e circolare INPS 1994), e che cio' puo' provocare gravi danni al tessuto produttivo dell'artigianato, che e' gia' sottoposto a pressioni fiscali eccessive e che sempre di piu' mal sopporta balzelli e lacci che poco hanno a che fare con la libera contrattazione tra le parti; considerato in ogni caso che in presenza di questa confusa situazione si determina una incertezza non priva di effetti negativi, in quanto vi sono imprenditori artigiani che pur controvoglia versano contributi all'ente bilaterale ed altri che non lo fanno pur beneficiando entrambi della fiscalizzazione prevista dalla legge 20 maggio 1993, n. 151, e cio' nonostante la discutibilissima interpretazione che l'INPS formula per tale legge; valutato inoltre che vi sono altri motivi di profonda perplessita' sulla congruenza costituzionale di uno strumento che penalizza anche i lavoratori delle aziende artigiane che si vedono costretti a versare contributi sindacali senza avere sottoscritto alcuna delega e questo attraverso la formula - certamente incostituzionale - del silenzio-assenso -: se non intenda attivarsi in tutte le sedi e sentendo i soggetti a vario titolo interessati alla questione affinche' sia superata questa incresciosa situazione, ristabilendo la certezza del diritto di tutti; quale sia l'orientamento del Ministero rispetto alla opinabile intenzione di alcune giunte regionali, e tra queste di quella appena decaduta in Veneto, di intervenire con risorse pubbliche a supporto degli enti bilaterali (la regione Veneto ha stanziato 2 miliardi di lire a sostegno di iniziative dell'EBAV, ente-bilaterale artigianato veneto); se il Governo non intenda agire rispetto alla anomala situazione degli enti bilaterali dell'artigianato, che risultano essere in regioni come il Veneto, al di la' di altre considerazioni critiche, i piu' onerosi per le imprese rispetto a tutte le altre realta' che operano nel Paese; come consideri il fatto che soltanto per le aziende che accettano, o meglio subiscono, l'ente bilaterale, nelle forme anomale vigenti in alcune realta' come il Veneto, vi e' l'approvazione in via breve dei contratti di formazione-lavoro, mentre quelle che contestano il fondamento giuridico di tale strumento, spesso seguendo la indicazioni di associazioni di categoria che pur essendo firmatarie dell'accordo interconfederale invitano i loro associati a versare esclusivamente la quota nazionale e ad apporre un rifiuto relativamente all'obbligo di sostenere il livello regionale (oltretutto gli enti bilaterali risultano avulsi dalle strutture sindacali e associative e si configurano coma societa' private, senza riconoscimento giuridico e regolate ai sensi dell'articolo 36 e seguenti del codice civile), devono attendere le lungaggini della CRI (commissione regionale impiego), subendo una immotivata penalizzazione che danneggia, oltre alle loro aziende, anche i lavoratori che non possono essere assunti tempestivamente. Si configura in tal modo una violazione del diritto di usufruire di una legge dello Stato (legge n. 863 del 1984) analogamente ad altri cittadini per la obiettiva ed immotivata disparita' di trattamento, quasi a voler far pressione affinche' le aziende accettino giocoforza l'ente bilaterale; se non intenda attivarsi prontamente affinche' le CRI approvino in tempi rapidi tutte le richieste relative ai contratti di formazione-lavoro; se non ritenga opportuno fornire precise informazioni ed adeguate garanzie per l'avvio di un processo che, ad avviso dell'interrogante, deve portare all'artigianato non solo il sostegno necessario in termini di risorse atte a far fronte alla fase di crisi che si sta attraversando, ma anche quell'azione, non piu' rinviabile, di superamento di vincoli burocratici dannosi e onerosi, di lacci superflui, di situazioni vincolistiche farraginose, ad iniziare da quelle fiscali, che provocano un costo insopportabile specie per le piccole imprese e che impediscono uno sviluppo sia degli investimenti che dell'occupazione e cio' senza nulla togliere al rispetto dei fondamentali diritti e doveri della contrattazione tra le parti. (5-00069)





 
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    A seguito della sconfitta elettorale Achille Occhetto si dimette da segretario del PDS, Ottaviano Del Turco da segretario del PSI e Willer Bordon da coordinatore di Alleanza democratica.

martedì 21 giugno
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    Valdo Spini è nominato coordinatore del PSI.