Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01327 presentata da TAURINO GIUSEPPE MARIA (PROG.FEDER.) in data 19940614
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: con delibera n. 781 del 17 dicembre 1993, e' stata approvata una convenzione generale che sancisce l'accordo tra l'ente ferrovie dello Stato Spa ed il PERCOMIT (Consorzio Componenti Italiani Ferroviari) riguardante l'esecuzione dei lavori di rinnovamento del cosiddetto "armamento ferroviario" e cioe' il riassetto delle massicciate, il cambio dei binari e delle traversine dell'intera rete ferroviaria, nonche' lo smaltimento a condizione di favore del materiale usato, per un importo pari a circa 5 miliardi di lire per i prossimi cinque anni; il FERCOMIT e' composto da cinque imprese e da alcuni consorzi: ILVA, IPA, OMSE, DAlmene, Acciaierie Piombino, Consorzio Marinelli Angelo, Consorzio Strade Ferrate, CEVIP, CIPAF, che rappresentano solo una parte dell'imprenditoria italiana specializzata nel settore e avente i necessari requisiti di ordine tecnico-organizzativo-economico atti a soddisfare le esigenze dell'ente ferrovie dello Stato; numerose imprese italiane iscritte all'albo dei lavori ferroviari con affidamento per importi illimitati, sono state escluse dalla FERCOMIT, ed a parere delle stesse, tale esclusione sarebbe avvenuta sulla base di criteri di totale discrezionalita' adottato dai dirigenti delle ferrovie; le ditte escluse hanno presentato denuncia al TAR, sottolineando la mancanza di una pre-gara che normalmente avviene anche negli affidamenti a trattativa privata e la mancata possibilita' data a tutte le imprese di consorziarsi o presentare delle offerte; pertanto si oppongono alla modalita' di affidamento delle commesse a trattativa privata, consentita solo in casi di estrema urgenza, fra i quali non rientrerebbe quello di lavori dilazionati in cinque anni; la normativa comunitaria impone tassativamente una gara pubblica per importi di tale entita'; le otto imprese consorziate dispongono, a prezzi determinati, del 65 per cento del monte dei lavori, mentre le imprese escluse, iscritte all'Albo nazionale dei costruttori, devono concorrere al restante 35 per cento che il PERCOMIT deve eventualmente subappaltare; numerose imprese escluse, operano nel Mezzogiorno d'Italia, accentuando le discrasie nello sviluppo economico del territorio, continuando ad incidere negativamente sulla situazione della realta' meridionale, confermando il ruolo economicamente subalterno del Mezzogiorno; tutte le imprese coinvolte sono fortemente specializzate nel settore mediante ingenti investimenti in macchinari non riconvertibili in altre produzioni. Senza gli appalti delle ferrovie, di conseguenza, le imprese escluse, sarebbero totalmente estromesse dal mercato; la direttiva CEE n. 531 del 1990, impone fra l'altro procedure nell'aggiudicazione di appalti che privilegiano la trasparenza e l'evidenza pubblica nella scelta, ponendosi su una linea di chiarezza e legittimita' che non sembra riguardare il rapporto FS-FERCOMIT e la costituzione stessa di detto consorzio -: quale intervento intenda adottare per la rimozione di tali scelte fortemente discriminanti che hanno incoraggiato una gestione monopolistica del consorzio stesso a danno di tutte le realta' professionali esistenti sul territorio. (4-01327)