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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01216 presentata da PETRELLI GIUSEPPE (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940614

Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: in data 30 maggio 1994, veniva pubblicato su Il Sole 24 ore uno studio del nostro sistema economico in base al quale risulta che nel Mezzogiorno si accumulano giacenze nei caveaux delle banche che poi vengono impiegate, in massima parte, in investimenti realizzati nelle aree del nord Italia; da cio' dipende la perenne asfissia dell'economia meridionale determinata sia dall'impoverimento dei risparmiatori, che vedono il loro potere d'acquisto del capitale assottigliarsi per l'inflazione, sia dall'elevato costo del denaro che le banche impiegano al sud a tassi notevolmente superiori a quelli praticati al nord; in tal modo al nord aumentano sempre piu' gli investimenti ed al sud si prosciugano progressivamente le risorse finanziarie; il sistema bancario potrebbe giocare ora un grande ruolo, impostando una nuova politica di credito che orienti, indirizzi e sostenga le piccole e medie imprese del sud, privilegiando, in particolare, gli investimenti in settori fino ad oggi completamente trascurati quali quelli del turismo, della agricoltura e dei servizi; tali settori rivestono un'enorme importanza nel Mezzogiorno ed e' derivata una grave paralisi dalla cessazione dell'attivita' della Cassa del Mezzogiorno -: quali misure intenda adottare per risolvere la grave crisi economica che attanaglia il sud e se non ritenga opportuno intervenire presso il sistema bancario onde consentire parita' di trattamento per gli imprenditori che operano nelle zone meridionali. (4-01216)

Si risponde all'interrogazione indicata in oggetto con la quale, nel segnalare l'eccessiva onerosita' delle condizioni praticate dal sistema bancario, vengono evidenziate le particolari esigenze finanziarie delle piccole e medie imprese. Al riguardo, sentita la Banca d'Italia, si fa presente che la determinazione dei tassi di interesse e delle condizioni economiche praticate dagli intermediari creditizi e' rimessa all'autonomia delle parti contraenti, nel rispetto della normativa prevista dal titolo VI del decreto legislativo n. 385 del 1993, concernente la trasparenza delle condizioni contrattuali. Tale disciplina fissa gli obblighi di pubblicita' che le banche e gli altri intermediari finanziari sono tenuti ad osservare nei confronti della clientela. In caso di inosservanza, la Banca d'Italia puo' attivare specifiche procedure sanzionatorie in via amministrativa; la legge stabilisce, inoltre, regole generali circa la forma, il contenuto minimo, l'integrazione dei contratti, nonche' le comunicazioni periodiche che le banche sono tenute a effettuare alla clientela. Le disposizioni in materia di trasparenza concorrono a promuovere la concorrenza sul mercato bancario e finanziario, sollecitando gli intermediari ad indirizzare la competitivita' sulla qualita' dei servizi e sull'efficienza operativa. L'Organo di vigilanza valuta, altresi', i comportamenti delle imprese bancarie ai fini dell'applicazione nel settore del credito delle norme previste dalla legge n. 287 del 1990 in materia di concentrazioni, intese e abusi di posizioni dominanti sul mercato. In tale contesto normativo, la Banca d'Italia svolge i compiti istituzionali nel rispetto dell'autonomia imprenditoriale riconosciuta alle banche dall'ordinamento, astenendosi dall'interferire nelle scelte dei singoli intermediari, comprese quelle in materia di erogazione del credito e quelle relative all'apertura nel territorio di dipendenze bancarie. Con particolare riferimento a quest'ultimo punto, a seguito dell'attuazione della seconda Direttiva CEE di coordinamento bancario, le banche possono stabilire liberamente succursali in Italia e negli altri paesi comunitari. La Banca d'Italia puo' vietare gli insediamenti solo per motivi attinenti all'adeguatezza delle strutture organizzative o della situazione economica e patrimoniale delle banche. Per quanto riguarda l'andamento dei tassi bancari in relazione alle variazioni del tasso ufficiale di sconto, la Banca d'Italia, nell'ambito del ruolo istituzionale svolto nella determinazione della politica monetaria del Paese, ha favorito, dopo la forte restrizione attuata durante la crisi valutaria dell'estate 1992, l'instaurarsi di migliori condizioni monetarie che hanno determinato una graduale riduzione dei tassi ufficiali e dei rendimenti del mercato monetario. Solo di recente tale andamento, con l'aumento di mezzo punto del tasso ufficiale di sconto stabilito a decorrere dal 12 agosto scorso, ha mostrato un'inversione di tendenza. I tassi bancari - fissati autonomamente dagli intermediari creditizi - hanno seguito una dinamica analoga a quella dei tassi del mercato monetario, pur presentando un adeguamento piu' lento sia nella fase di ribasso che in quella di rialzo. Quest'ultimo aspetto e' riconducibile a diversi fattori, tra i quali l'aumento nel sistema dei crediti in sofferenza. La Banca d'Italia ha precisato, infine, che sulla base delle segnalazioni periodiche effettuate da alcune banche fra le piu' rappresentative, elabora rilevazioni statistiche sui tassi attivi e passivi praticati alla clientela, che sono rese note con periodicita' mensile sia mediante appositi comunicati stampa sia mediante i Bollettini Statistici della Banca d'Italia. Il Ministro del tesoro: Dini.



 
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