Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00080 presentata da SCHETTINO FERDINANDO (PROG.FEDER.) in data 19940614
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: la IV sezione del Consiglio superiore della magistratura (CSM) ha recentemente elaborato una proposta di soppressione di 33 tribunali, rispetto ai 56 inizialmente previsti, sostenendo che il provvedimento avrebbe portato al recupero di 300 magistrati, tra inquirenti e giudicanti; il Consiglio plenario del Consiglio superiore della magistratura non ha approvato l'elenco della IV sezione ed ha insistito nel sottolineare l'urgenza della soppressione dei tribunali aventi sede non in capoluoghi di provincia; i ragionamenti del CSM e dell'Associazione magistrati, oltre che dalla IV sezione, sono da respingere perche': la spesa della giustizia incide nel bilancio dello Stato per meno dell'1 per cento ed il risparmio che si realizzerebbe, per peggiorare una situazione gia' precaria, risulterebbe risibile; gli amministratori ed i presidenti degli ordini degli avvocati hanno sottolineato, in pubbliche riunioni seguite da comunicati stampa, la mancanza di elementi giustificativi della iniziativa del CSM; l'utilizzazione dei magistrati provenienti dalle sedi da sopprimere risulta del tutto teorica, sia per la differenza esistente tra il numero dei magistrati assegnati in organico ai singoli uffici giudiziari a quelli effettivamente attribuiti, sia per il fatto che i magistrati ed il personale trasferito dovrebbe essere, in ogni caso, adibito al disbrigo delle pratiche giudiziarie dalla stessa popolazione da cui verrebbe tolto il presidio; la situazione della giustizia nei piccoli centri e' attualmente ottimale perche', al disbrigo delle pratiche in tempi accettabili, si unisce la sufficienza e la qualita' delle discussioni e delle decisioni, in evidente contrasto con i tempi lunghissimi della giustizia civile e penale esistenti nei medi e grandi centri; il presidio dei magistrati e degli avvocati nei territori interessati costituiscono anche un forte presidio di legalita' e di cultura; l'istituzione recente di nuovi tribunali in zone interne, ad alto rischio delinquenziale, ha costituito un valore insopprimibile di rapporto tra la collettivita' ed il presidio della giustizia; la difesa dei tribunali minori, specie di quelli delle zone interne, montagnose e servite da reti stradali impervie, e' condotta nell'interesse dell'utenza (privati cittadini, ditte, societa'); e' ancora in rodaggio il funzionamento del nuovo processo penale, il quale attende ancora i necessari assestamenti, ed e' in fase di attivazione il nuovo processo civile, il quale avra' un impatto, tutto da verificare, sicuramente sconvolgente nei medi e nei grandi centri; e' ormai generalizzata l'accettazione del giudice unico monocratico di primo grado, sia in pratiche civili che penali, per cui l'attuale ordinamento sara' scoordinando con la scomparsa della distinzione tra pretura e tribunale e con l'introduzione della distinzione soltanto tra giudici di primo grado e giudici di appello -: se non ritenga che: emerga l'esigenza di configurare la giustizia come servizio che deve essere reso per qualita' e non per numero di addetti; e' universalmente accettato che la giustizia come servizio di qualita' viene reso essenzialmente nei piccoli tribunali, ove di piu' emerge lo sforzo culturale e civile del magistrato ed ove il presidio degli avvocati e' presidio di legalita' e di cultura; e' saggio ed opportuno considerare che le zone che maggiormente verrebbero penalizzate dal provvedimento di soppressione sarebbero quelle interne; e' saggio procedere a riforme meno demagogiche e piu' efficaci per rendere veramente efficiente il servizio della giustizia (aumento del numero dei magistrati e della dotazione organica degli uffici giudiziari, ecc.); e' saggio non depauperare di istituzioni le zone interne, le quali gia' soffrono per emarginazione, sottosviluppo e scadente qualita' della vita. (5-00080)