Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01394 presentata da TANZARELLA SERGIO (PROG.FEDER.) in data 19940615
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: vi e' in Caserta una casa circondariale femminile nella quale sono ristrette oltre 60 detenute che versano in condizioni di estremo e gravissimo disagio occupando spazi previsti per un massimo di 35 detenute, cifra calcolata per eccesso non essendo gli ambienti idonei ad ospitarne nemmeno la meta'; le otto celle sono anguste, sovraffollate (in pochissimi metri quadrati sono ristrette anche dieci detenute con un minuscolo bagno senza aerazione), lo spazio per l'ora d'aria e' un piccolissimo cortile, tutti gli ambienti sono inadatti ad ospitare le detenute, a causa della ristrettezza di spazio l'istituto non puo' avere nemmeno un deposito, mancano le sale colloquio per i familiari, le assistenti sociali, gli avvocati, manca l'infermeria. E' impossibile per le detenute madri, a causa delle gravissime condizioni igieniche, ospitare figli piccoli; il personale e' costretto ad operare in condizioni di disagio e pericolo e pur lavorando con grande impegno non puo' risolvere la gravissima situazione dei problemi strutturali e di vivibilita' della casa circondariale di Caserta che e' una struttura antica e infelicemente riadattata ad uso carcerario; pur essendo noto che in questa situazione versano purtroppo la maggioranza degli istituti penitenziari italiani nei quali a causa del sovraffollamento e della inadeguatezza delle strutture penitenziarie ai detenuti sono negate le condizioni minime di sopravvivenza, di rispetto e dignita' della persona umana; ad avviso degli interroganti e' opportuno trasferire immediatamente le detenute della casa circondariale di Caserta ad appena 17 chilometri di distanza nel comune di Arienzo dove e' stato ultimato sette anni fa un carcere mandamentale destinato (come altri tre della Campania) alla detenzione di tossicodipendenti. Carcere che il Ministro di grazia e giustizia ha successivamente ritenuto inopportuno per l'uso originariamente previsto, lasciando questa struttura inutilizzata; il carcere di Arienzo e' stato due anni fa completamente arredato e fornito di tutte le apparecchiature logistiche e messo quindi nelle condizioni di entrare in funzione entro i pochi giorni necessari per i collaudi. La struttura, gli impianti e i macchinari rischiano ora una rapida decadenza se ancora abbandonati; il carcere di Arienzo offre 55 celle per complessivi 110 posti con una condizione di vita dignitosa per le detenute e una condizione lavorativa meno ingrata e pericolosa per il personale; il problema descritto e la soluzione prospettata richiedono un intervento molto semplice e scarsamente oneroso -: se non ritenga opportuno disporre l'immediato trasferimento della casa circondariale di Caserta nel carcere mandamentale di Arienzo. (4-01394)
In relazione alla interrogazione di cui in oggetto, si comunica quanto segue. Onde consentire il trasferimento alla nuova struttura di Arienzo, non ancora attivata, delle detenute presenti nella Casa Circondariale di Caserta, stanti le precarie condizioni strutturali di quest'ultima, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha provveduto, in ottemperanza al vigente Ordinamento delle Case mandamentali, a comunicare al comune di Arienzo l'intendimento di procedere alla soppressione dell'istituto quale Casa mandamentale e alla trasformazione dello stesso in Casa Circondariale. In merito alla mancata attivazione, a tutt'oggi, della nuova struttura in argomento, si fa presente che e' stata di impedimento l'opposizione del comune alla destinazione dell'istituto alla tossicodipendenza, disposta con il decreto ministeriale 10 maggio 1991. Solo recentemente, infatti, il comune medesimo ha consentito alla stipula del contratto di comodato per la cessione dell'immobile a questa amministrazione, subordinandone comunque la sottoscrizione alla destinazione a detenuti non tossicodipendenti. Considerato che il provvedimento di soppressione comporta il superamento di tale problematica, si ritiene non debbano sussistere difficolta' da parte del comune e che possa pertanto, a riscontro avvenuto, provvedersi tempestivamente alla emissione degli appositi decreti di soppressione e di trasformazione e all'apertura dell'istituto. Il Ministro di grazia e giustizia: Biondi.