Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01476 presentata da PERCIVALLE CLAUDIO (LEGA NORD) in data 19940616
Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: l'interrogante ha presentato in data 21 aprile 1994 l'interrogazione n. 4-00146 sull'argomento oggetto della presente; persistono situazioni di disomogeneita' nei bandi per l'ammissibilita' alle gare d'appalto per i servizi del trasporto postale redatti dalle varie Direzioni provinciali delle poste e telecomunicazioni per quanto riguarda il fatturato medio annuo richiesto alle singole imprese per essere ammesse alle gare; fanno testo al proposito le gare d'appalto bandite dalle Direzioni provinciali di Vercelli-Cuneo-Piacenza, supplemento alla Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee n. S99/105 del 26 maggio 1994; la direttiva del 19 maggio 1994 da Postgen Post Div II/3 E.P.E. DCSP/2/3/18486/94/BV che parzialmente integra e rettifica a circolare Prot. DCSP/2/3/045677 del 27 novembre 1993 inerente Direttiva CEE 92/50 del 18 giugno 1992 non riduce sostanzialmente le difficolta' in ordine alla possibilita' di partecipazione alle gare per quelle imprese artigiane, circa 500, che hanno attualmente un solo appalto di servizi di trasporti postali e vengono automaticamente a perdere i requisiti richiesti per concorrere alle gare indette dalle varie Divisioni provinciali anche se il servizio appaltato e' stato svolto dalle stesse per numerosi anni; per effetto delle nuove disposizioni, l'appaltatore artigiano, che effettua il servizio al 50 per cento in meno del prezzo posto a base di gara, proprio per la sua particolare organizzazione, non potra' piu' concorrere; inevitabilmente si giungera', in tempi brevi, ad una vera e propria monopolizzazione dei suddetti servizi, con gli evidenti maggiori costi e sprechi nella spesa pubblica; le imprese artigiane posseggono comunque tutti i requisiti richiesti dalla normativa CEE 92/50, mezzi necessari per svolgere il servizio in oggetto dell'appalto, le capacita' finanziarie previste dalla direttiva CEE del 18 giugno 1992 articolo 31 e la capacita' di eseguire i servizi, articolo 32, dimostrate nel rispetto dei controlli stipulati e dalla corretta e scrupolosa esecuzione dei servizi svolti da molti anni per l'Amministrazione P.T.; se e' vero, come e' vero, che l'impegno del Governo e' mirato alla soluzione del problema del lavoro e quindi inevitabilmente alla tutela dei posti di lavoro esistenti -: se non ritenga opportuno condizionare la partecipazione alle gare d'appalto, peraltro in linea con la normativa CEE, solamente alla valutazione del servizio precedentemente svolto, al possesso dei mezzi adeguati per l'attuazione del servizio richiesto, unitamente a tutti gli altri documenti previsti dalla normativa CEE. (4-01476)
Al riguardo non puo' che confermarsi quanto gia' fatto presente con la nota protocollo n. GM/82161/10/4-146/INT/BP del 16 luglio 1994, di cui ad ogni buon fine si allega copia (all. 1), con la quale e' stata data risposta alla interrogazione parlamentare n. 4-146 presentata dalla medesima S.V. onorevole in data 21 aprile 1994. A completamento di informazione l'Ente poste italiane ha precisato che la disposizione diramata il 19 maggio 1994 in merito alla richiesta di produrre tra le referenze quella riguardante il fatturato medio, che deve essere almeno pari al costo di gestione del progetto di riappalto, non appare contravvenire al disposto della direttiva CEE n. 50/92 che all'articolo 31 la prevede espressamente. Il medesimo Ente ha, infine, comunicato che la possibile estromissione dalle gare dei cessati accollatari (mono appaltatori di servizi), legata alla impossibilita' di produrre un fatturato medio annuo pari almeno ai prezzi base delle esperende gare, e' stata attentamente esaminata e per ovviare all'inconveniente e' stata formulata la proposta di richiedere ai cessati appaltatori il requisito della capacita' professionale unitamente all'attestazione di una lodevole gestione: tale indicazione tuttavia non e' stata accolta in considerazione del fatto che sarebbe venuta meno la salvaguardia della par condicio fra i partecipanti. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Tatarella.