Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01793 presentata da VASCON ANTONIETTA (FORZA ITALIA) in data 19940629
Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, delle finanze e dei trasporti e navigazione. - Per sapere - premesso che: l'abbattimento delle frontiere fra i paesi dell'Unione Europea e l'abolizione dei controlli doganali negli scambi intracomunitari, decisi con l'Atto unico europeo e rafforzati dal Trattato di Maastricht, ha contemporaneamente abrogato tutte quelle particolari formalita' alle quali provvedevano gli spedizionieri doganali, professionisti del settore, iscritti nell'albo professionale istituito con legge 22 dicembre 1960, n. 1612; perseguendo l'obbiettivo di assicurare il benessere a circa cinquecento milioni di cittadini europei, i paesi dell'Unione, dal 1^ gennaio 1993, hanno tolto il lavoro e quindi i mezzi necessari al sostentamento a piu' di trentamila cittadini: gli spedizionieri doganali, i loro impiegati e le loro famiglie: questo, ovviamente, per quanto si riferisce al nostro Paese; l'interscambio comunitario, che in media rappresenta il 74 per cento dell'intero traffico internazionale, svincolato dalle procedure per le "operazioni doganali", non costituisce piu' materia di lavoro per questi soggetti; con la vittoria del "Si'" al referendum austriaco sull'adesione all'Unione europea, ulteriori decine di addetti saranno senza lavoro a partire dal gennaio 1995, con l'eliminazione delle formalita' doganali con l'Austria; il dramma e' di portata ancora piu' ampia, in quanto gli spedizionieri doganali sono tenuti a versare al proprio Fondo di previdenza un contributo oggettivo commisurato al valore delle merci importate o esportate; l'Ente di previdenza, istituito con l'Albo professionale, funziona con il sistema cosiddetto a ripartizione che, come e' noto a tutti, si basa sul principio di erogare le prestazioni pensionistiche attraverso i contributi dei lavoratori in attivita' e, nel caso in esame, non puo' piu' funzionare, dal momento che, evidentemente, le risorse contributive sono drasticamente diminuite nella stessa percentuale in cui e' diminuita l'attivita' professionale; dal mese di febbraio 1994, esaurite le possibilita' finanziarie costituite dagli avanzi di gestione dei precedenti esercizi e dalle esigue contribuzioni riferite alle attivita' doganali, nello scambio di beni con i paesi terzi, il Fondo previdenziale e assistenziale degli spedizionieri doganali non e' piu' in grado di corrispondere i trattamenti previdenziali, lasciando 1800 pensionati privi di ogni sostegno; il Consiglio dei Ministri non ha esaminato il provvedimento urgente predisposto dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale che aveva come obbiettivo immediato quello di erogare un finanziamento per l'esercizio 1994; nel frattempo il Parlamento ha varato un riordino delle Casse e degli Enti previdenziali con la Legge 24 dicembre 1993, n. 537, dando delega al Governo per la formulazione delle relative norme di attuazione; il Governo ha predisposto uno schema di Decreto legislativo, attualmente in Parlamento per il parere, con il quale si prevede la privatizzazione, insieme ad altre Casse, del Fondo spedizionieri doganali; risulta evidente l'impossibilita' di sopravvivenza di un Fondo al quale sono venute meno, per i motivi esposti, le necessarie risorse finanziarie e a maggior ragione non risulta perseguibile il progetto di privatizzazione; invero lo schema di decreto legislativo prevede la possibilita' di ciascun iscritto di optare per il passaggio all'INPS, ma l'iscritto non potra' avere garantiti i propri diritti acquisiti dal momento che il fondo di provenienza non ha risorse per ricostituire la posizione contributiva di ciascuno in seno al nuovo Istituto; lo Stato, che in attuazione dell'articolo 38 della Costituzione ha istituito il Fondo previdenziale degli spedizionieri doganali, ha il dovere di assicurare la previdenza a questi professionisti, e cio' puo' essere messo in atto unicamente prevedendo la confluenza dell'intera gestione, compreso il patrimonio immobiliare, nell'INPS (secondo quanto previsto dalla legge finanziaria); che e' necessario emendare in questa direzione lo schema di decreto legislativo attualmente all'esame del Parlamento, con il riordino del sistema pensionistico in una gestione separata nel comparto degli esercenti attivita' commerciali, facendo attenzione all'articolo 11, comma 11, della Legge 24 dicembre 1993, n. 537, che contempla l'obbligo di iscrizione dei lavoratori autonomi a favore dei quali non operano forme pensionistiche; e' altresi' necessario assicurare il mantenimento dei diritti acquisiti dai pensionati e le anzianita' maturate dai lavoratori in attivita' che continueranno a versare i contributi previdenziali, anche se con modalita' diverse, secondo i princi'pi generali previsti dal progetto di riordino previdenziale -: se il Governo non intenda assolvere ai suoi obblighi derivatigli dal dettato costituzionale, garantendo i trattamenti previdenziali previsti e attuando delle misure a sostegno di una categoria cosi' duramente colpita e per la quale a tutt'oggi non si registra l'adozione di interventi adeguati alle dimensioni e alla portata del fenomeno sia in termini occupazionali e previdenziali che di patrimonio di lavoro disperso, diversamente da quanto attuato negli altri Paesi comunitari. (4-01793)