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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00085 presentata da BORDON WILLER (MISTO) in data 19940630

Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri degli affari esteri, della difesa e dell'industria, commercio e artigianato, per sapere - premesso che: le mine anti-uomo, per l'entita' della loro diffusione nel mondo sono un'arma di distruzione di massa. Autorevoli ricercatori calcolano che ve ne siano da 55 a 100 milioni sparse in 601 paesi. Le mine anti-uomo, come altre armi del genere (chimiche, nucleari, batteriologiche) uccidono indiscriminatamente bambini, donne, anziani; e colpiscono, uccidendo e mutilando, piu' i civili che i militari, anche perche' sono pronte ad esplodere in ogni momento, anche dopo la fine delle ostilita'; questa situazione e' stata creata sia dalla larga disponibilita' della tecnologia produttiva (ci sono ben 48 paesi costruttori di mine anti-uomo), sia il costo, bassissimo, di queste armi (non piu' di tre dollari l'una). Queste condizioni hanno reso possibile una produzione elevatissima di mine, disponibili non solo per gli eserciti regolari degli Stati, ma anche per movimenti impegnati in guerre civili, per fazioni e clan in lotta tra loro. La semina di mine e' pertanto avvenuta in modo selvaggio e incontrollato, secondo le esigenze tattiche del momento, senza che nessuno abbia preso nota dei luoghi dove questi ordigni erano stati collocati, al fine di rendere piu' agevole la bonifica successiva; in tali casi la bonifica diventa un vero e proprio incubo, dovendo spesso setacciare metro per metro centinaia di chilometri quadrati. Questo comporta che la spesa di rimozione di una singola mina si aggira tra i trecento e i mille dollari; in Cambogia, per esempio, ove si trovano tra i tre e i sette milioni di mine inesplose, su un totale di nove milioni di abitanti, la rimozione di una mina costa da uno a quattro volte il reddito medio annuo di un abitante. In Kuwait, per fare un altro esempio, sono stati spesi, solo per rimuovere le mine lasciate dagli iracheni, ottocento milioni di dollari, e sono morte 84 persone. E ancora: in Angola le terre rese incoltivabili dalla semina di mine costeranno quest'anno trentadue milioni di dollari di aiuti alimentari; in Mozambico la guerra civile ha reso impraticabili quasi tutte le vie di comunicazione terrestri, costringendo a ricorrere al trasporto aereo, per un costo per tonnellata di materiale trasportato 25 volte superiore; le implicazioni sanitarie sono drammatiche: le mine anti-uomo, specialmente quelle a frammentazione, causano ferite di difficile cura; spesso portano a cancrene, a operazioni multiple, ad amputazioni; e questo senza contare l'elevato dispendio sanitario in paesi spesso molto poveri e dotati di strutture rudimentali. Per di piu', in questi paesi, basati sull'agricoltura e comunque sul lavoro manuale, e' ben difficile la vita dei disabili. Si calcola che oggi esistano una persona mutilata per l'esplosione di mine ogni 236 in Cambogia, ogni 460 in Angola, ogni 1.000 nel nord della Somalia, ogni 2.500 in Vietnam; la comunita' internazionale sta iniziando a prendere delle contromisure: il 16 dicembre 1993 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato all'unanimita' una risoluzione non vincolante a favore di un bando generale all'esportazione di mine. Gia' nel 1992 il Congresso degli USA aveva approvato, su iniziativa del senatore Patrick Leahy, una moratoria unilaterale di un anno all'esportazione di mine americane. Alla fine del 1993, il Presidente Clinton ha esteso questa moratoria di altri tre anni e ha chiesto ad altri paesi produttori di seguire il suo esempio. Francia, Grecia, Germania, Sudafrica hanno aderito all'iniziativa; l'Italia ancora non ha compiuto questo passo: cio' appare ancor piu' preoccupante, dal momento che la nostra nazione e' uno dei maggiori produttori di queste armi. Lo scorso anno l'Italia ha esportato 30.000 mine anti-uomo ad un paese non identificato per un totale di 264 milioni di lire. Si noti inoltre che sia la Gracia che il Sudafrica costruiscono mine su licenza italiana; inoltre, l'Italia non ha mai ratificato la Convenzione sulle armi inumane del 1981, che pure ha firmato. Tale Convenzione contiene un protocollo sulle mine terrestri che ne vieta l'impiego contro le popolazioni civili. Si noti che, specialmente negli Stati Uniti, il dibattito sull'opportunita' di rafforzare questa Convenzione e' ancora in corso; si propone di bandire la costruzione di tutte le mine che non contengano meccanismi che ne agevolino l'individuazione o che le autodistruggano, mentre il senatore Leahy e' favorevole ad un bando totale alla produzione di mine anti-uomo e sta anche tentando di far passare in Congresso una moratoria di una anno sulla produzione americana; l'Italia, nonostante sia uno dei maggiori produttori di mine anti-uomo, come gia' ricordato, non ha un interesse economico quantitativamente e qualitativamente molto rilevante nel settore. Secondo i dati ufficiali forniti dal Governo, l'Italia ha esportato mine per 300 milioni nel 1990, per 18,7 miliardi nel 1991, per 13,3 miliardi nel 1992, per 1,8 miliardi nel 1993. Secondo dati elaborati da Giuseppe Catalano e Francesco Torrieri dell'Ires Toscana, nel 1992 gli occupati in questo settore, che comprende anche le mine anti-carro e quelle navali, erano circa 150 in quattro industrie (BPD, Tecnovar, Valsella e Whitehead), e davano luogo ad un fatturato di circa 20 miliardi di lire. Una economia come quella italiana, con 25 milioni di occupati che hanno prodotto nel 1992 un milione e mezzo di miliardi di lire, puo' dunque permettersi di convertire parzialmente o totalmente uomini e impianti oggi addetti alla produzione di mine -: 1) se il Governo intenda promuovere l'adesione italiana alla moratoria sull'esportazione delle armi, aderendo all'invito del Presidente americano Clinton; 2) se il Governo intenda presentare al Parlamento il disegno di legge di ratifica della Convenzione sulle armi inumane e sollecitarne la piu' celere approvazione, eventualmente con emendamenti restrittivi; 3) se e quali iniziative il Governo intenda assumere affinche' l'Italia diventi una delle prime nazioni non piu' nell'alimentare ma nel debellare il flagello costituito dalla diffusione e dall'impiego delle mine anti-uomo; 4) se e quali iniziative il Governo intenda assumere per dare concreta attuazione alle dichiarazioni, in questi giorni piu' volte ripetute dallo stesso Ministro degli affari esteri, che l'Italia non produrra' piu' mine anti-uomo. (2-00085)

 
Cronologia
mercoledì 29 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Sergio Fois, Gian Vittorio Gabri, Franco Fumagalli, Carlo Federico Grosso, Andrea Proto Pisani, Giovanni Fiandanca, Alfredo Pazzaglia, Agostino Viviani e Franco Franchi sono eletti al primo scrutinio membri del Consiglio superiore della magistratura.

venerdì 1° luglio
  • Politica, cultura e società
    Il Consiglio nazionale del PDS elegge segretario del Partito Massimo D'Alema, che prevale su Walter Veltroni.