Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00089 presentata da DI MUCCIO PIETRO (FORZA ITALIA) in data 19940704
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro del tesoro, per sapere - premesso che: risulta all'interpellante che all'inizio del 1992 il Poligrafico stipulo' un contratto con le neonata Repubblica Ucraina per un valore di circa 250 miliardi, con utilizzo della linea di credito promessa dal Governo italiano e che la produzione dei copechi inizio' alla Zecca senza che tale linea e la relativa assicurazione SACE fossero state definite; dell'intera commessa, solo le monete per un valore di 30-35 miliardi sarebbero state consegnate al committente sembra con perdita per la Zecca; risulta all'interpellante che esisterebbe intermediario della commessa che avrebbe stipulato con il Poligrafico uno specifico contratto; il Poligrafico ha creato un discreto gruppo finanziario che alla fine del 1992 era costituito da 20-25 societa', alcune controllate direttamente, altre tramite una finanziaria, la "Iniziative Fabriano"; amministratori di tali societa' sono spesso gli stessi dirigenti del Poligrafico che si autonominerebbero senza informare il consiglio di amministrazione dell'istituto; l'attivita' di alcune di queste societa' - stando agli stessi bilanci ufficiali del Poligrafico - suscitino inquietanti interrogativi, e precisamente: a) l'acquisto della Verres, fabbrica per la produzione di tondelli destinati alla monetazione, avvenuto con il decisivo apporto finanziario della FINAOSTA (755 milioni di aumento di capitale sottoscritto con un sovraprezzo di 4 miliardi). Nonostante un preciso accordo di evitare iniziative concorrenziali al capitale Verres partecipa la SAT, anch'essa produttrice di tondelli; b) l'acquisto, avvenuto nel marzo 1991 dell'80 per cento delle azioni dell'Editalia e dell'Editalia Film Telecinedizioni dallo stesso proprietario. La seconda societa' aveva un capitale sociale di 20 milioni e almeno nei 4 anni precedenti non aveva svolto alcuna attivita' ne' aveva personale dipendente. Eppure il Poligrafico sborso' subito 560 milioni ed altri 349 ne aggiunse in seguito in "conto prezzo" per l'aumento di capitale sottoscritto. Dopo l'acquisto dell'IPZS la societa' ha prodotto "il commissario Sarti n. 2" ed aveva in cantiere un firm con Fellini, tutte attivita' che non rientrano negli scopi istituzionali dell'istituto; c) la catena DIETA-CONIAL-NICOMET per la produzione e commercializzazione di materiale per monetazione, societa' a scatola cinese ove centrale e' il ruolo della seconda il cui amministratore unico e' il direttore della Zecca. Eppure le partecipazioni azionarie sono tali da far pensare che la Conial e' controllata non dal Poligrafico ma dalla SAT, gia' citata a proposito della Verres; quando la Zecca, nel 1978, passo' dal tesoro al Poligrafico porto' in dote alcune decine di miliardi da destinarsi alla costruzione di una nuova sede e che dopo 16 anni i lavori sono ben lungi dall'essere ultimati; le tre questioni precedenti assieme a molte altre, sono state ripetutamente sollevate dal rappresentante del personale di Zecca, nel consiglio di amministrazione senza mai ottenere risposta ma invece minacce e sanzioni per atti contrari agli interessi dell'istituto -: se i fatti esposti in premessa rispondano al vero; quali siano le conclusioni della commissione di indagine costituita dal Ministro Barucci e diretta dal provveditore generale dello Stato, dottor Avizzano, da anni gia' presente in consiglio di amministrazione del Poligrafico e, dunque, gia' al corrente dei fatti; quale sia il costo per la Zecca delle singole monete divisionali e quali siano i corrispettivi unitari che la Zecca riceve dal tesoro e quale parte del ciclo di produzione delle monete venga subappaltata. (2-00089)