Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00150 presentata da REBECCHI ALDO (PROG.FEDER.) in data 19940706
Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e per il commercio con l'estero. - Per sapere - premesso che: la legge 257/92 ha sancito per l'Italia la fine dell'impiego dell'amianto in tutti i prodotti per l'edilizia civile e industriale piu' noti come "eternit" dal nome della maggiore produttrice mondiale. In ossequio a quanto previsto dalla legge, la maggior parte delle aziende italiane del settore ha compiuto la riconversione degli impianti e la conseguente bonifica dell'ambiente di lavoro in accordo con le USSL competenti e sotto il loro controllo; cio' nonostante restano invece ancora completamente deluse le aspettative delle imprese italiane che, anziche' decidere di chiudere e cambiare mestiere, hanno scelto la strada impervia e costosa della ricerca della riconversione tecnologica. Infatti, per quanto possa sembrare assurdo, la CEE - a quanto pare - continua a consentire "l'uso controllato dell'amianto" in quei paesi che non hanno recepito e legiferato in materia, cioe' Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Grecia e in parte anche l'Inghilterra. Da questo stato di cose derivano pesanti conseguenze negative per i produttori italiani che erano forti esportatori e hanno quindi subi'to delle incisive perdite di mercati esteri. Non solo: questo significa anche un'infiltrazione nel mercato italiano di materiali fuorilegge che - al di la' del danno dimostrato per la salute - sono un ulteriore colpo inferto alla produzione delle aziende italiane nel settore; si rende necessario quindi che la Commissione Europea per l'Ambiente emani una direttiva che vieti l'uso e l'importazione di amianto in tutti i paesi della Comunita'; in riferimento ai compiti della Commissione presso il Ministero dell'industria di cui all'articolo 4 della legge citata, avente l'incarico di stabilire le modalita' attuative della stessa, si deve purtroppo lamentare il grave ritardo su due punti fondamentali: 1) omologazione dei nuovi prodotti in fibrocemento; 2) bonifica delle coperture gia' esistenti in amianto-cemento; questo ha comportato un'evoluzione paradossale: circa il 50 per cento delle aziende produttrici di amianto hanno dovuto chiudere ma, per quelle che sono rimaste sul mercato sopportando i pesanti costi della riconversione, perdura l'incertezza del diritto relativa all'omologazione dei nuovi prodotti cui e' legata l'erogazione di finanziamenti previsti all'articolo 14 della legge; cio' considerato, l'intero settore dell'ex amianto-cemento si sta continuamente sgretolando e allo stato rimangono faticosamente sul mercato solo la societa' italiana lastre SpA di Verola Nuova e la Landini di Bagnolo in Piano, mentre hanno gia' chiuso 7 fabbriche, ne stanno chiudendo 4 e sono in situazione drammatica almeno altre 3: il settore e' quindi pressoche' distrutto e necessita di un forte intervento di salvataggio -: quali iniziative intendano assumere per rispondere ad una tale situazione di crisi che contribuisce vieppiu' a disarticolare il tessuto economico del Paese, nonche' a rendere ancora piu' disastroso lo stato dell'occupazione; quali risposte si intendano dare sull'operato della Commissione del Ministero dell'industria, commercio e artigianato e sull'ultimazione in tempi certi del suo compito indispensabile per la certezza delle regole e per l'attivita' dei produttori del settore. (5-00150)