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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02041 presentata da RIZZO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940707

Ai Ministri dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: l'intenso e continuo emungimento delle falde acquifere sotterranee da parte degli Enti pubblici e dalle Agenzie per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno ha provocato un gravissimo fenomeno di subsidenza nel territorio di Sarno; tale fenomeno e' causa di numerose lesioni ad edifici privati e pubblici anche di rilevante valore storico, quali: la chiesa di San Francesco d'Assisi ed il Palazzo municipale consigliandone in taluni casi il puntellamento e lo sgombero immediato; per tale problema sono stati interessati gli organi istituzionali competenti, i quali hanno riconosciuto l'esistenza del fenomeno e la sua gravita' in rapporto all'incolumita' pubblica, tenuto conto della precaria stabilita' degli edifici ed il pericolo imminente di crollo; si e' diffuso nella popolazione un giustificato malcontento ed allarme con pregiudizio per il mantenimento dell'ordine pubblico -: se non ritenga indispensabile ed urgente adottare con tempestivita' gli opportuni provvedimenti, per la difesa del suolo, per la salvaguardia della pubblica e privata incolumita', del patrimonio edilizio abitativo e pubblico. (4-02041)

In risposta alla interrogazione indicata in oggetto, si fa presente che il Provveditorato regionale alle OO.PP. per la Campania - Sezione staccata di Salerno - ha riferito, con una apposita relazione, da cui si evince che quell'Ufficio ha eseguito una ricognizione conoscitiva sia sui fenomeni di subsidenza lamentati dall'amministrazione comunale di Sarno, sia sull'andamento delle falde relativamente agli acquiferi del massiccio carbonatico carso del Pizzo d'Alvano (alimentanti la sorgente Mercato, Palazzo e S. Maria La Foce) e della piana (alimentanti i pozzi destinati prevalentemente ad uso irriguo o industriale). Lo studio dell'andamento della falda della piana di Sarno ha evidenziato abbassamenti periodici solo nel trimestre luglio-agosto- settembre in concomitanza dei prelievi per uso agricolo, facendo registrare per il resto dell'anno un andamento decisamente costante. Al contrario i rilievi effettuati nel campo pozzi e a valle di questi, non sempre afferenti al substrato carbonatico, hanno rilevato abbassamenti variabili da mt. 1,23 a mt. 0,5 circa, da ascriversi sia alla scarsa ricarica pluviometrica sia a probabili modifiche nei percorsi idrologici sotterranei, dovuti anche a prelievi al di fuori del comprensorio comunale di Sarno. Quindi le cause del lamentato fenomeno della subsidenza sono da attribuirsi sia alla scarsa piovosita' che all'accrescimento della portata acquifera emunta. Bisogna tuttavia precisare che l'ampiezza e l'entita' dei dissesti statici registrati non sempre sono scindibili da quelli prodotti dal terremoto del 1980 e dalle successive scosse sismiche, che hanno contribuito ad alimentare stati fessurativi forniti dal sistema di fondazione adottato (di tipo diretto a muratura) poggiante incautamente sui sedimenti di piana ricoprenti il substrato calcareo. L'area interessata dai dissesti lamentati e' molto vasta e comunque non limitata alla localita' Cerola (in particolare Via Falcioni) ma si estende a tutta l'area urbana compresa tra i capisaldi delle sorgenti Cerola e S. Maria della Foce (es. Chiesa di S. Francesco). Considerata la complessita' del fenomeno segnalato, l'Ufficio regionale di Salerno promuove spesso delle conferenze di servizi per coordinare le attivita' poste in essere dalla molteplicita' degli enti interessati, al fine di: 1) seguire i quadri fessurativi da tenere adeguatamente sotto controllo, allo scopo sia di distinguere i dissesti sismici da quelli dovuti alla subsidenza sia di controllarne nel tempo la evoluzione attraverso misurazioni certe; 2) provvedere ad uno studio piu' approfondito sulle interrelazioni esistenti tra regime pluviometrico, andamento della falda nel substrato calcareo ed entita' degli emungimenti operati e da realizzare; 3) effettuare un censimento degli emungimenti nel bacino in esame con precisa indicazione delle portate emunte. In particolare il predetto Ufficio ha suggerito che nei disciplinari di concessione di derivazione d'acqua o di autorizzazione sia prescritta l'installazione di misuratori di portata con registrazione continua delle misure al fine di avere dati certi e continui. Ad analoghe conclusioni e' pervenuto lo studio commissionato dall'ex Agenzia per il Mezzogiorno alla Societa' Ricerche d'Acqua S.R.L. rassegnato nel 1993, che, in particolare, sottolinea l'esigenza di controlli, monitoraggi ed investigazioni quale presupposto essenziale per un razionale sfruttamento delle risorse idriche e per una doverosa cautela nei confronti di ulteriori cedimenti statici. Per cio' che concerne il soggetto beneficiario delle concessioni di grande derivazione, relative alle sorgenti in esame, esso e' da individuarsi nella regione Campania, che attualmente gestisce la utilizzazione idrica degli impianti realizzati dall'ex Cassa per il Mezzogiorno. Pertanto e' compito di tale regione verificare la compatibilita' dei prelievi in corso, da essa gestiti, nonche' fornire dettagliate indicazioni sulle captazioni in atto e su quelle programmate, per le quali ultime siano in corso i relativi lavori di costruzione. Giova ricordare, infine, che la legge 24.12.1993, n. 537, dall'1.1.1994 ha trasferito alle regioni la competenza in materia di recupero di immobili non demaniali aventi valore storico-artistico. Il Ministro dei lavori pubblici: Baratta.



 
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    Si apre a Napoli il vertice dei G7, al quale partecipano i capi di Stato e di governo dei sette Paesi più industrializzati del mondo. Per la prima volta partecipa anche la Russia, per cui il vertice assumerà la nuova sigla di G8.