Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00171 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940708
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per conoscere - premesso che: l'INTERMARE Sarda, azienda metalmeccanica del gruppo ENI, sita in Arbatax (Nuoro) e specializzata nel settore della costruzione di piattaforme off-shore per la ricerca petrolifera, rappresenta un'importante e qualificata realta' produttiva, riconosciuta sul mercato nazionale e internazionale, le cui maestranze hanno acquisito specifiche capacita' di lavorazione che garantiscono totale affidabilita' anche nelle fasi piu' avanzate e complesse dei processi in cantiere; tale dimensione tecnica e produttiva ha consentito all'INTERMARE Sarda di imporsi sul mercato internazionale e di operare nel campo specifico della costruzione di impianti per la ricerca petrolifera, acquisendo importanti commesse (l'ultima della societa' francese ELF), nel corso degli anni 1993/94; da parte della SAIPEM (quale casa madre e azionista della INTERMARE Sarda) e dell'AGIP (che detiene il 30 per cento della SAIPEM e fa parte anch'essa, con la stessa SAIPEM e INTERMARE, del gruppo ENI) dovrebbero attivarsi le sinergie di gruppo indispensabili a coordinare le specifiche competenze operative, nel quadro di comuni strategie di mercato, volte a migliorare le possibilita' di inserimento, rafforzare la capacita' produttiva, ampliare il settore di intervento di ogni singola azienda del gruppo; nel contesto del processo di privatizzazione dell'ENI, che il Governo ha avviato prevedendo esplicitamente "conferimenti anche parziali di azienda" e operazioni societarie "a catena" che non escludono fusioni, scorpori o scissioni delle societa' possedute dallo Stato (ex decreto-legge 31 maggio 1994 n. 332) -: quale ruolo venga riservato all'INTERMARE Sarda, posto che, se il procedimento di dismissioni andasse a incidere sul futuro societario del gruppo ENI, provocando l'uscita dell'INTERMARE Sarda dal gruppo stesso cio' equivarrebbe, nei fatti, alla liquidazione e alla messa fuori mercato dell'azienda; se, con riferimento all'assegnazione, entro il presente anno, delle prossime commesse da parte dell'AGIP e, in particolare, all'offerta di nuovi lavori previsti nel pacchetto per l'Alto Adriatico (per il quale si e' parlato di un valore presunto intorno ai 2000 miliardi), il ministero non intenda porre in essere lo opportune forme di controllo riguardo anzitutto le procedure, le modalita' e i criteri di assegnazione delle commesse, tenuto conto che dalla loro aggiudicazione, anche parziale, dipendono le garanzie di continuita' produttiva e di tutela dei livelli occupativi dell'azienda, nonche' la difesa degli spazi di mercato che essa ha saputo acquisire; se risulti a questo ministero che la SAIPEM (azionista INTERMARE) ha potuto disporre di un consistente portafoglio ordini proprio grazie all'acquisizione di commesse per la costruzione di impianti di ricerca petrolifera e di trasporto di derivati del petrolio, mentre, negli ultimi anni, l'INTERMARE Sarda e' stata sistemeticamente tagliata fuori dall'aggiudicazione di commesse sul mercato nazionale; se risponda al vero che l'AGIP (azionista SAIPEM) nel corso del corrente anno, abbia sempre escluso l'INTERMARE Sarda dall'assegnazione delle ultime dodici commesse, anche quando le condizioni tecniche ed economiche per le quali la INTERMARE Sarda concorreva, assicuravano le migliori garanzie ed erano piu' vantaggiose nel confronto con le offerte esterne. (5-00171)