Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02245 presentata da PERCIVALLE CLAUDIO (LEGA NORD) in data 19940714
Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: il giorno 30 giugno 1994 alle ore 11,45 la signora Rita Marcon Livieri si recava presso l'ufficio postale di Santa Maria del Tempio, frazione di Casale Monferrato, per inoltrare due lettere raccomandate; la signora Marcon Livieri trovava l'ufficio postale chiuso, con la saracinesca abbassata; insieme alla signora Marcon Livieri stazionavano davanti all'ufficio postale numerose persone che necessitavano di effettuare i versamenti ICI (visto che il 30 giugno era l'ultimo giorno valido per effettuare detti versamenti); l'orario di chiusura dell'ufficio postale di Santa Maria del Tempio e' previsto per le ore 12,30; atteso qualche tempo, la signora Marcon Livieri si recava presso la propria abitazione e chiamava telefonicamente l'ufficio postale, chiedendo spiegazioni all'impiegata circa l'anticipata chiusura dell'ufficio stesso; sempre telefonicamente, l'impiegata rispondeva che l'ufficio era chiuso per l'eccessivo carico di lavoro creato dai versamenti ICI; la signora Marcon Livieri specificava che non era sua intenzione effettuare alcun versamento, ma semplicemente inviare alcune lettere raccomandate; l'impiegata invitava la signora a recarsi presso l'ufficio postale di Casale Monferrato (distante alcuni chilometri), avvisando che l'ufficio per la giornata non sarebbe stato piu' riaperto; la signora Marcon Livieri era cosi' costretta a farsi trasportare con automezzo privato alla posta di Casale Monferrato per spedire le lettere raccomandate -: per quale motivo l'ufficio postale di Santa Maria del Tempio, frazione di Casale Monferrato, il giorno 30 giugno era chiuso al pubblico gia' alle ore 11,45, orario in cui l'ufficio stesso dovrebbe essere invece aperto al pubblico; quali provvedimenti il Ministro intenda adottare affinche' tali gravi episodi di disservizio non si possano piu' verificare, in particolare modo in giornate di grande afflusso di utenti, come quelle di scadenza per i versamenti. (4-02245)
Al riguardo si fa presente che l'Ente poste italiane, interessato in merito a quanto rappresentato nell'atto parlamentare in esame, ha comunicato che sono stati immediatamente effettuati controlli ispettivi relativamente allo svolgimento dell'episodio in questione. Dalle suddette indagini e' risultato che il giorno 30 giugno 1994 ultimo giorno utile per il versamento dell'imposta comunale sugli immobili, la signora Marcon Livieri Rita alle ore 11,45 transitando in auto davanti all'ufficio p.t. di Santa Maria al Tempio per spedire due raccomandate presumeva che la sede p.t. fosse chiusa, vedendone la serranda abbassata ed alcune persone che si allontanavano dal luogo. Tornata nel proprio domicilio telefonava alla titolare dell'ufficio per sapere se poteva recarvisi per inoltrare le sopraddette raccomandate, ma, in base a quanto dalla medesima affermato veniva invitata a servirsi, invece, dell'ufficio p.t. di Casale Monferrato. Da parte sua, la dirigente dell'ufficio confermava la possibile momentanea chiusura della porta d'ingresso poco prima delle ore 12.00 in occasione della fine del mese giorno in cui la chiusura e' anticipata alle ore 12.00 per quanto riguarda i servizi a denaro - dovuta alla circostanza che in quel momento la medesima dirigente prepara il denaro da convertire in assegno circolare, che viene consegnato al fattorino della locale banca per il versamento; per motivi di sicurezza, tale operazione non puo' essere fatta alla vista del pubblico e, pertanto, in quel breve periodo effettivamente l'ufficio era rimasto chiuso a scopo cautelare. Tuttavia, ha precisato la direttrice, la porta veniva aperta non appena si presentavano utenti per effettuare operazioni e l'ufficio, nel giorno in questione, e' rimasto regolarmente operante sino alle ore 12.00 per i servizi a denaro e fino alle ore 13.40 per tutti gli altri servizi. Quanto alla telefonata riferita dalla signora Marcon la ripetuta direttrice affermava di non ricordare di aver avuto conversazioni telefoniche del genere. In base a quanto premesso, considerati i motivi di sicurezza prospettati dalla ripetuta dirigente dell'ufficio a giustificazione della momentanea chiusura della porta, l'Ente poste italiane non ha ritenuto tale comportamento censurabile. In merito, infine, al contenuto della conversazione telefonica, stante la contraddittorieta' delle versioni fornite dalle interessate, si e' provveduto a segnalare l'episodio all'Autorita' giudiziaria per l'accertamento di eventuali responsabilita' in ordine alla mancata erogazione del servizio. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Tatarella.