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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00127 presentata da CECCONI UGO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940720

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: il sottoscritto e' consigliere del comune di Cave (Roma); con delibera consiliare n. 135 del 22 settembre 1989 venivano riconosciuti debiti fuori bilancio al 31 dicembre 1988 per lire 1.182.259.893 e veniva approvato il relativo ripiano ai sensi del decreto-legge 2 marzo 1989 n. 66, articolo 24, convertito nella legge 24 aprile 1989 n. 144; ai sensi della norma del decreto-legge n. 66 del 1989 i debiti accertati dovevano essere pagati in 5 anni, cioe' entro il 31 dicembre 1993; tra i mezzi finanziari utilizzati per il ripiano dei debiti era prevista, tra altre, l'entrata derivante dalla alienazione di 30 alloggi di proprieta' del comune di Cave in via G. Venzi per un ammontare presunto di lire 600.000.000; il sottoscritto nella discussione della delibera consiliare n. 135/89 aveva fatto presente la impossibilita' di conteggiare tra le entrate il controvalore della alienazione dei 30 alloggi, essendo gli stessi di proprieta' del Demanio dello Stato e non del comune di Cave; con delibera consiliare n. 65 del 13 luglio 1991 veniva modificata parzialmente la delibera n. 135/89, portando la previsione di entrata di lire 600.000.000 derivante dalla alienazione dei 30 alloggi a lire 460.000.000; anche in sede di discussione della delibera n. 65/91 il sottoscritto evidenziava la impossibilita' di conteggiare il controvalore degli alloggi di lire 460.000.000, essendo gli stessi non di proprieta' del comune di Cave; con delibera consiliare n. 66 del 13 luglio 1991 venivano riconosciuti ulteriori debiti fuori bilancio per lire 205.000.000; nel giugno 1993, alla scadenza di legge, venivano indette elezioni comunali, dalle quali risultava una maggioranza di governo diversa da quella che aveva amministrato fino al giugno 1993; la nuova amministrazione veniva a conoscenza, poco prima della scadenza del 31 dicembre 1993, entro la quale si sarebbero dovuti pagare i debiti fuori bilancio al 31 dicembre 1988, accertati nella misura di lire 1.182.259.893 + lire 205.000.000, per totali lire 1.387.259.893, per un residuo debito di circa lire 800.000.000, della impossibilita' di alienare i 30 alloggi popolari in via G. Venzi in quanto di proprieta' del Demanio, da documenti prodotti dai tecnici incaricati dalla precedente amministrazione della stima del valore degli stessi: la conoscenza di tali documenti ha provocato una denuncia del sottoscritto alla Procura della Repubblica di Roma della precedente amministrazione per falso ideologico e per falso in bilancio; stante l'esiguita' del tempo a disposizione dell'amministrazione per reperire i mezzi finanziari per pagare i residui debiti fuori bilancio, la Giunta municipale con delibera n. 111 del 28 febbraio 1994 decretava l'aumento della aliquota ICI dal 5 al 7 per mille; con delibera consiliare n. 29 dell'8 aprile 1994 veniva rettificato ed integrato il conto consuntivo dell'esercizio finanziario 1992, stabilendo di finanziare il pagamento dei residui debiti fuori bilancio per un importo di lire 460.000.000 previsti dall'incasso della vendita dei 30 alloggi popolari in via G. Venzi con un pari importo di certa esazione derivante dal maggior gettito dell'ICI; in un caso analogo noto al sottoscritto e riguardante il comune di Rionero in Vulture, che doveva finanziare il pagamento dei debiti fuori bilancio (4 miliardi circa) in parte con mezzi correnti di bilancio e in parte (circa la meta') con proventi derivanti dalla alienazione di alloggi popolari, dimostratasi impossibile per il divieto posto dalla legge n. 32 del 1992, i dubbi circa la alienabilita' degli alloggi erano stati sciolti con la ministeriale dell'Interno n. 2501 del 10 agosto 1993, per cui il comune di Rionero chiedeva se per l'estinzione dei debiti potesse essere approvato un piano biennale con fondi correnti di bilancio degli anni finanziari 1994 e 1995, adottando i provvedimenti previsti dall'articolo 1-bis del decreto-legge 1^ luglio 1986 n. 318, che consentivano il ripiano del disavanzo con i mezzi dell'anno in corso e del biennio successivo; il Ministero dell'interno - servizio finanza locale - Ufficio risanamento enti dissestati - con protocollo n. 10549 del 10 marzo 1994, rispondeva al quesito posto dalla prefettura di Potenza che, in considerazione degli eccezionali motivi che avevano causato lo stato di sofferenza del comune di Rionero in Vulture e dell'assicurazione dell'ente di garantire i servizi indispensabili, esprimeva il parere che il comune in esame non si trovasse nelle condizioni previste per dichiarare il dissesto e che potesse fare ricorso alle procedure previste dall'articolo 1-bis del decreto-legge n. 318 del 1986; il CORECO, non approvando il bilancio di previsione 1994 del comune di Cave ai sensi del decreto-legge n. 66 del 1989, diffidava i consiglieri comunali a dichiarare il dissesto finanziario entro il termine perentorio di 20 giorni dalla ricezione della diffida, notificata in data 30 giugno 1994; il sindaco di Cave, sulla base della diffida del CORECO, convocava doverosamente il consiglio comunale per il giorno 19 luglio, prima della scadenza del termine perentorio del 20^ giorno; il prefetto di Roma, con decreto 7758/2634/95 del 15 luglio 1994, Serv. Amm. Civ., comunicava la sospensione del consiglio comunale, della giunta e del sindaco di Cave ai sensi dell'articolo 39, comma 1, lettera a) e comma 7 legge 8 giugno 1990, n. 142, prima del 20 luglio, termine di scadenza della diffida del CORECO, inibendo di fatto al Consiglio comunale, al sindaco e alla giunta il diritto-dovere di dichiarare lo stato di dissesto o di opporsi nelle forme di legge alla diffida del CORECO; il Consiglio comunale di Cave alla unanimita' in data 17 luglio 1994 decideva di proporre ricorso avanti il TAR del Lazio avverso il decreto prefettizio sopra citato per ottenerne la sospensiva -: se non ritenga, dall'esame della esposta situazione finanziaria del comune di Cave (Roma), in merito al previsto ripiano dei debiti fuori bilancio, che gli organi tutori, il CORECO e il prefetto, abbiano usato un criterio di giudizio diverso da quello usato per il comune di Rionero in Vulture e di altri comuni che presentavano una fattispecie identica a quella del comune di Cave ed una esposizione debitoria molto piu' grave; se non ritenga corretta l'emanazione del decreto prefettizio di sospensione del consiglio comunale di Cave prima del 20 luglio, termine perentorio contenuto nella diffida del CORECO entro il quale il consiglio avrebbe dovuto dichiarare lo stato di dissesto finanziario, o, eventualmente, opporsi nelle forme di legge; quali iniziative intenda assumere per ripristinare la norma di diritto valida erga omnes, con l'applicazione in identiche fatispecie dello stesso quadro normativo, restituendo agli amministratori ed ai cittadini di Cave la certezza del diritto e la facolta' di avere una propria autonoma amministrazione. (2-00127)

 
Cronologia
mercoledì 13 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Consiglio dei ministri approva un decreto-legge che limita i reati per i quali la magistratura può disporre la richiesta di custodia cautelare e impone il segreto sulla comunicazione degli avvisi di garanzia (decreto-legge 14 luglio 1994, n. 440).

mercoledì 20 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Piero Alberto Capotosti è eletto, al terzo scrutinio, membro del Consiglio superiore della magistratura.

giovedì 21 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera respinge il disegno di legge: Conversione del decreto-legge 14 luglio 1994, n. 440, recante modifiche al codice di procedura penale in tema di semplificazione dei procedimenti, di misure cautelari e di diritto di difesa (AC 939).