Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02352 presentata da CENNAMO ALDO (PROG.FEDER.) in data 19940720
Ai Ministri per i beni culturali ed ambientali, della sanita' e dell'interno. - Per sapere - premesso che: l'Acquedotto Vesuviano e' affidatario di un intervento, approvato dal CIPE e finanziato dall'Agenzia per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno, per la ristrutturazione ed adeguamento della rete idrica del comprensorio Vesuviano che serve una popolazione di oltre 600 mila abitanti; il progetto esecutivo di tale intervento, regolarmente approvato e finanziato, prevede oltre alla posa di una consistente quantita' di condotte idriche, la realizzazione di alcuni serbatoi di accumulo e miscelazione, ubicati nei territori dei comuni di Pollena Trocchia, Somma Vesuviana, Ercolano e Trecase; la finalita' di detti serbatoi e' quella di consentire la miscelazione delle acque dei pozzi esistenti nella zona Vesuviana (ricchi di fluoro) con quelle provenienti dagli altri acquedotti regionali, la fine di contenere la percentuale complessiva di fluoro nell'acqua distribuita, garantendone la migliore potabilita'; solo in relazione al completamento dei citati interventi, la regione Campania, con deliberazione del 20 luglio 1993, ha consentito fino al 31 dicembre 1994, la deroga all'Acquedotto Vesuviano per la distribuzione di acqua con valori di fluoro superiori ai parametri fissati dal decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del 1988; i necessari serbatoi di accumulo e miscelazione ed i relativi impianti, in aderenza alle modificazioni formulate dalla Soprintendenza BB. AA. AA. di Napoli, sono previsti interamente interrati con ripristino, nelle aree di intervento della preesistente situazione delle essenze arboree e vegetative; a fronte delle indicazioni formulate, la stessa Soprintendenza, con provvedimento del 6 agosto 1983, pur riconoscendo che i progetti redatti recepiscono le indicazioni della medesima, ha negato i nullaosta ambientali per la realizzazione dei detti serbatoi idrici; avverso tale provvedimento l'Acquedotto Vesuviano, in data 28 ottobre 1993, ha proposto ricorso al TAR Campania, chiedendo l'annullamento previa sospensiva dell'atto impugnato e lo stesso TAR con ordinanza dell'11 gennaio 1994, ha accolto la domanda di sospensione sul presupposto che i provvedimenti impugnati costituiscono per la ricorrente fonte danni gravi ed irreparabili, con conseguente compromissione delle fruibilita' della rete acquedottistica gia' eseguita e grave pregiudizio per la popolazione; alla luce della contraddittoria presa di posizione della Soprintendenza non sono stati tuttavia finora rilasciati i necessari provvedimenti autorizzativi per la realizzazione delle opere, anche nel timore che l'Organo preposto alla tutela del vincolo paesaggistico possa nuovamente esercitare, pur se erroneamente, il potere di annullamento; tale situazione si ripercuote negativamente sui tempi tecnici di realizzazione delle opere con conseguenza che entro la data di scadenza della deroga regionale (31 dicembre 1994) per la distribuzione di acqua con valori di fluoro superiori a quelli previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del 1988, le opere non saranno complete in ogni loro parte e, di conseguenza, l'affidatario della distribuzione idrica si trovera' nell'impossibilita' tecnica e legislativa di assicurare il rifornimento idrico alla popolazione del comprensorio vesuviano; tali effetti, sia sull'ordine pubblico che sulla pubblica salute, sono facilmente identificabili e potrebbero provocare, in mancanza di idonei rimedi, un notevole allarme sociale -: quali urgenti iniziative intendano assumere i Ministri, nell'ambito delle rispettive competenze e prerogative, per porre immediato rimedio all'incresciosa situazione venutasi a creare. (4-02352)