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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00139 presentata da BONINO EMMA (FORZA ITALIA) in data 19940726

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro delle finanze, per sapere - premesso che: l'esistenza di quelle che gli interpellanti considerano vere e proprie associazioni a delinquere attive entro la Guardia di Finanza e la loro capillare diffusione in tutto il Paese e' stata per anni inutilmente denunciata, anche nelle aule parlamentari, nell'indifferenza della magistratura inquirente e dei responsabili dell'Amministrazione delle finanze; da ultimo nelle sedute del 21 e 22 ottobre 1992 della Camera numerosi deputati hanno denunciato l'entita' del fenomeno criminoso e hanno suggerito i mezzi per contrastarlo; l'indagine giudiziaria in corso parrebbe confermare, come risulta ampiamente dalle notizie di stampa: a) che all'interno del corpo della Guardia di Finanza e degli uffici tributari opererebbero vere e proprie associazioni di pubblici ufficiali o d'incaricati a pubblici servizi aventi lo scopo di costringere i titolari d'impresa a versare denaro in cambio del mancato o piu' favorevole accertamento fiscale; b) che queste associazioni avrebbero stabilito al proprio interno ferree regole per la commissione dei delitti, per la ripartizione delle somme estorte e per l'emarginazione degli ufficiali o funzionari che rifiutano di divenire complici delle loro attivita' illecite; c) che l'organizzazione militare e gerarchica della Guardia di Finanza consentirebbe a queste associazioni da una parte d'imporre una situazione di diffusa omerta' e dall'altra di controllare la composizione e i trasferimenti del personale addetto agli accertamenti fiscali nelle zone del Paese a maggiore sviluppo industriale; nell'ambito della doverosa inchiesta della procura della Repubblica di Milano , pur di fronte all'emergere dei ben definiti contorni di queste associazioni a delinquere e della natura concussoria dei reati compiuti si e' scelto sinora di procedere soltanto per il reato di corruzione; la mancata contestazione del piu' grave reato associativo nei confronti dei pubblici ufficiali che sistematicamente avrebbero costretto i contribuenti all'esborso di denaro e l'incriminazione per corruzione delle parti lese, da una parte impedisce di colpire efficacemente le strutture organizzative delinquenziali che tuttora opererebbero all'interno della Guardia di Finanza e degli uffici tributari e dall'altra criminalizza le centinaia di migliaia di persone da anni costrette - anche dalla natura vessatoria dei tributi - a questa forma di patteggiamento fiscale; si rischia cosi' di rendere difficile la precisazione delle diverse responsabilita' fra chi ha la colpa di gran lunga piu' grave e chi e' in primo luogo vittima, corrotta anch'essa ma vittima -: se risulti al Governo che quanto sopra risponda al vero; se risulti al Governo quali siano le ragioni per le quali la magistratura inquirente ha omesso nel passato d'intervenire nei confronti di queste associazioni a delinquere che hanno prodotto un danno incalcolabile all'erario, nonostante la loro esistenza fosse di pubblico dominio ed emergesse da numerosi interventi parlamentari e inchieste giudiziarie, e se il Governo non ritenga di promuovere in merito le opportune iniziative ispettive e le dovute azioni disciplinari; quali siano le valutazioni del Governo, nell'ambito delle sue competenze, sulle ragioni per cui non e' stato contestato il reato di cui all'articolo 416 del codice penale nei confronti dei militari e funzionari che in tutta evidenza si erano associati ed organizzati al fine di costringere i titolari d'impresa a versare denaro in cambio del mancato o piu' favorevole accertamento tributario; se sia allo studio un disegno di legge per la smilitarizzazione del corpo della Guardia di Finanza come del resto viene chiesto sempre piu' insistentemente dalle stesse organizzazione rappresentative del Corpo e secondo quella che era stata, nel 1980, su iniziativa dei radicali, la proposta referendaria di ottocentomila cittadini dichiarata inammissibile dalla Corte costituzionale con motivazioni pretestuose; se il Governo intenda estendere la istituzione di corpi di polizia addetti alla prevenzione e repressione dei reti compiuti dai funzionari dello Stato. (2-00139)

 
Cronologia
giovedì 21 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera respinge il disegno di legge: Conversione del decreto-legge 14 luglio 1994, n. 440, recante modifiche al codice di procedura penale in tema di semplificazione dei procedimenti, di misure cautelari e di diritto di difesa (AC 939).

mercoledì 27 luglio
  • Politica, cultura e società
    Il 1° Congresso del Partito popolare elegge segretario Rocco Buttiglione, che prevale su Nicola Mancino.