Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02629 presentata da COLOSIMO ELIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940801
Al Ministro dei beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: l'Anas, Compartimento di Catanzaro, ha redatto ormai da molti anni, un progetto di sistemazione dell'incrocio tra la SS 106 e la SS 109 in corrispondenza di Catanzaro Lido; la Sovrintendenza per i Beni Ambientali della Calabria con nota in data 3 aprile 1985 n. 1773 comunicava, al compartimento Anas di Catanzaro, che l'opera in oggetto non interessava aree sottoposte a vincolo storico artistico ne' a vincolo di interesse paesaggistico; e' indispensabile e necessario il parere di codesto Ministero per dare in appalto i lavori del suddetto progetto, gia' finanziato (otto miliardi); l'opera e' urgente e non piu' procrastinabile per la risoluzione dei problemi viari che strangolano il quartiere di Catanzaro Lido, impedendo il regolare flusso della circolazione sulla statale 106; quali siano i motivi, certamente superabili, che ostacolano l'approvazione della pratica e quali iniziative intende intraprendere per accelerare l'iter della pratica stessa che riveste enorme rilevanza per i cittadini di Catanzaro e del suo territorio. (4-02629)
In data 4 febbraio 1993 l'Azienda Nazionale Autonoma delle Strade (ANAS), Compartimento della viabilita' per la Calabria, con sede in Catanzaro, inviava alla Soprintendenza per i beni ambientali architettonici artistici e storici di Cosenza il progetto in questione. Essendo la zona soggetta a vincolo ex lege 431/85, articolo 1, lettera c), la predetta Soprintendenza per quanto di competenza, esaminati in via preliminare gli atti trasmessi, ritenne che la proposta progettuale non teneva conto delle prescrizioni impartite con la nota n. 1773/85, ovvero che le opere progettate avrebbero comportato notevoli sbancamenti e riporti di terreno. Tali lavori avrebbero inoltre procurato un cambiamento consistente della morfologia del sito che, ancorche' compromesso per un crescente e disorganizzato processo di antropizzazione, necessita di maggiore attenzione per evitare un piu' grave e definitivo danno dei luoghi tutelati "ope legis". La Soprintendenza, per i motivi suesposti, ritenne l'intervento, cosi' come proposto, non ammissibile. Pertanto, con decreto ministeriale 5/9/1994, e' stato espresso parere contrario alla realizzazione dell'intervento in questione. Il Ministro dei beni culturali e ambientali: Paolucci.