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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02728 presentata da LIUZZI FRANCESCO PAOLO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940802

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, dei trasporti e navigazione e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso: che la Prisma SpA, costituitasi nel 1977 su iniziativa della TPL (Tecnologie Progetti Lavori SpA di Roma), societa' di ingegneria che opera su base mondiale per la realizzazione di impianti industriali; che la medesima ha capitale sociale di 2 miliardi, controllata al 60 per cento dal TPL e al 40 per cento dalla FINAM Spa; che TPL ha alle proprie dipendenze circa 900 lavoratori e fa parte della TECHNIP che conta 4.200 dipendenti; che la ripetuta Prisma Spa opera nei seguenti settori di intervento: impianti industriali, ingegneria del territorio ecc. e che ha avuto dal 1987 al 1993 un fatturato in continua crescita, sfiorando la punta di massima di 8 miliardi di lire nel 1992 e con bilanci sempre chiusi in attivo; che solo nello scorcio temporale 1993-1994 ha subito un periodo di crisi per cui i dipendenti hanno subito CIG per 13 settimane ognuno, ma che il 30 maggio 1994 vi e' stato il rientro al lavoro di tutti i dipendenti; che il 30 giugno 1994 presso l'Assindustria di Taranto la TPL nel richiedere un ulteriore periodo di CIG per altre 13 settimane, confermava il proprio interesse per la Prisma Spa, dichiarando di voler adottare tutte le misure necessarie per ottenere il suo consolidamento; che invace il 21 giugno 1994, con delibera dall'Assemblea dei soci (TPL e FINAM) viene messa addirittura in liquidazione la Prisma Spa non informando di cio' ne' i lavoratori ne' le organizzazioni sindacali; che tutto cio' ha creato una gravissima crisi per i 38 lavoratori della Prisma Spa, che pregiudica l'esistenza stessa del posto di lavoro e che, gia' dal mese di luglio, non ricevono piu' lo stipendio; che questo incoerente atteggiamento della TPL viene giustificato per "l'assoluta mancanza di prospettive concrete di lavoro" che non appare rispondere al vero stante il fatto che la TPL, mentre mette in liquidazione la Prisma con la segnalata motivazione, nello stesso tempo acquisisce grosse commesse anche dallo Stato: per ben 1.509.000 ore lavorative (con incremento di 500.000 ore lavoro in un solo mese) e si appresta ad acquisire ulteriori 1.200.000 ore di lavoro per commesse riguardanti il settore delle Ferrovie dello Stato riguardante l'alta velocita'; che ad esse devono aggiungersi altre commesse in Estremo Oriente (caprolattame in Cina), con l'Arabia Saudita, col Nord Europa. A cio' si puo' aggiungere ancora l'acquisizione di altri lavori al sud d'Italia, in Puglia, come main contract 2 nella progettazione, montaggio, costruzione e gestione dell'impianto di potabilizzazione del Sinni e del Locone, impianti acquisiti tramite la ex Cassa per il Mezzogiorno; che il trend TPL e' percio' in netto rialzo, confermato dal fatto che, non solo ha posto fine al "contratto di solidarieta'" per i suoi 900 dipendenti con 6 mesi di anticipo ma addirittura pare che stia trasferendo carichi di lavoro ad altre societa', in stridente contrasto con la situazione liquidatoria della consociata Prisma Spa -: se quanto esposto corrisponda al vero; ed in caso affermativo, quali concrete ed urgenti iniziative occorra porre in essere a tutela dei diritti dei 38 lavoratori della Prisma Spa che rischiano la perdita del posto di lavoro; se le linee di sviluppo della occupazione, specialmente al sud, nel programma di Governo, possano essere cosi' facilmente vanificate da aziende come la TPL che, da un lato acquisisce commesse dallo Stato, lucrando sui finanziamenti pubblici, dall'altro licenzia lavoratori in aree fortemente compromesse sul piano occupazionale, senza alcuna plausibile e giustificata motivazione. (4-02728)

 
Cronologia
sabato 30 luglio
  • Politica, cultura e società
    L'ISTAT annuncia il primo saldo naturale negativo della popolazione italiana per l'anno 1993.

giovedì 4 agosto
  • Parlamento e istituzioni
    Muore a Roma il senatore a vita Giovanni Spadolini, già Presidente del Consiglio e Presidente del Senato.