Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02816 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940803
Al Ministro della difesa. - Per conoscere: se corrisponda al vero quanto riportato dalla stampa locale e denunciato da alcune forze politiche relativamente allo svolgimento concreto di fatti verificatisi in Lula (paese di 2000 abitanti in provincia di Nuoro) nei giorni di lunedi' 25 e martedi' 26 luglio 1994, quando militari appartenenti a reparti dell'Esercito Italiano in assetto antiguerriglia e con l'ausilio di alcuni automezzi tra cui un blindato con mitragliatrice pesante, avrebbero occupato le vie adiacenti il centro cittadino e alcuni quartieri, disponendosi in posizione da combattimento e spianando le armi contro i civili (bloccando il traffico e la circolazione delle persone); queste operazioni si sarebbero ripetute, con modalita' sostanzialmente identiche, nei due giorni indicati, dalle ore 10,30 alle ore 11 circa; se a giustificazione di questi fatti esistano nel comune di Lula o nel territorio limitrofo, problemi particolari di ordine pubblico o fenomeni di criminalita' che richiedano forme di controllo e di presenza da parte dell'Esercito come quelle che si sono manifestate con le esercitazioni militari menzionate; se non si debbano eventualmente accertare le responsabilita' delle autorita' militari e civili che avrebbero autorizzato questo tipo di esercitazione militare in un comune della Repubblica Italiana creando una oggettiva situazione di paura e di tensione sociale, nonche' di reale pericolo per l'incolumita' fisica delle persone, senza che neanche il Commissario Prefettizio che regge pro-tempore la Amministrazione comunale sia stato informato dell'eventualita' e degli scopi di detta operazione; se ritiene ammissibile che questo genere di esercitazioni, stante la ben nota disponibilita' di vaste aree territoriali della RAS destinate a questi scopi, o comunque per questi utilizzabili, in quanto soggette a servitu' militari, possano invece interessare e coinvolgere i luoghi della convivenza civile, recandovi turbative all'ordine pubblico e esasperando le relazioni sociali; se non valuti queste scelte come controproducenti e estremamente dannose alla necessaria integrazione tra societa' civile e istituzioni militari e FFAA ai fini di un effettivo rilancio del ruolo del nostro esercito a scopi pacifici, anche con riferimento ad emergenze sociali acutamente sentite dall'opinione pubblica, quali i problemi della protezione civile e della tutela ambientale per cui la collaborazione tra cittadini e militari vale come indispensabile presupposto. (4-02816)
In ordine ai quesiti posti dall'Onorevole interrogante, si fa presente che "i militari in assetto antiguerriglia", segnalati a Lula nei giorni 25 e 26 luglio uu.ss., altri non erano che i componenti di una pattuglia del 151^ Reggimento fanteria "Sassari" dell'omonima Brigata, impegnati, nell'ambito dell'esercitazione "Forza Paris III", nella prioritaria attivita' di controllo di un'area a rischio di incendi, nel quadro del concorso fornito dall'Esercito all'attivita' di sorveglianza e di prevenzione svolta dalle Forze dell'ordine e dagli apparati regionali in Sardegna. Si precisa, infatti, che la predetta esercitazione - giunta ormai alla sua terza edizione - sollecitata ed accolta con grande interesse e favore dalle Autorita' politiche dell'isola, dalle amministrazioni comunali e dalla popolazione locale (ben 44 comuni hanno richiesto nel corrente anno la presenza dei nostri reparti), si prefiggeva il duplice scopo di addestrare le unita' in operazioni tipiche di controllo del territorio nonche' di assicurare, mediante pattugliamento mobile, la sorveglianza ed il controllo di aree a rischio per quanto concerne l'insorgere degli incendi. Cio' premesso, si chiarisce che la citata pattuglia di militari (2 sottufficiali, 1 carabiniere accompagnatore, 9 militari di truppa), nell'arco di tempo indicato nell'interrogazione (giorni 25 e 26 luglio, dalle ore 10,30 alle ore 11,00), lungi dall'intenzione e dalla possibilita' pratica di occupare "le vie adiacenti il centro cittadino e alcuni quartieri", si trovava in sosta davanti all'edificio della locale stazione dei Carabinieri, per consentire la vidimazione dell'ordine di servizio" del carabiniere inquadrato nel drappello. Nella circostanza i componenti della pattuglia, trovandosi in fase addestrativa, si erano disposti, con l'automatismo proprio di tali occasioni, intorno ai propri mezzi e in atteggiamento tattico. Si soggiunge che la pattuglia, al momento della sosta nel comune di Lula, non era assolutamente equipaggiata per l'attivita' antiguerriglia in quanto i suoi componenti indossavano unicamente l'uniforme da combattimento prescritta per le attivita' addestrative fuori sede, disponevano solamente di armi scariche e non avevano al seguito "un blindato con mitragliatrice pesante", bensi' due mezzi logistici leggeri (un VM 90 ed un ACL 75), destinati al trasporto tattico degli uomini. Si sottolinea, altresi', che le aree a rischio di incendi da controllare e gli itinerari da pattugliare erano stati a suo tempo concordati e definiti dal Comando regione Militare della Sardegna con la regione Sardegna (Assessorato ambiente) ed erano stati portati a conoscenza delle Prefetture e delle Questure competenti per territorio nonche' della Legione Carabinieri "Sardegna". L'abitato di Lula era incluso in tali aree e, pertanto, era stato debitamente comunicato alle citate Autorita' che lo stesso sarebbe divenuto zona di transito per le pattuglie dell'Esercito. Si fa presente, infine, che in ogni pattuglia era stata prevista la presenza di un carabiniere, appartenente alla Compagnia Carabinieri competente per territorio (i militari impegnati nell'attivita' non hanno lo "status" di agente di P.S.). Per quanto sopra esposto, si ritiene di poter escludere che l'esercitazione "Forza Paris III" abbia potuto "creare una oggettiva situazione di paura e di tensione sociale nonche' di reale pericolo per l'incolumita' fisica delle persone": l'assenza del benche' minimo incidente ne e' la tangibile conferma. Si puo', per contro, affermare che grazie alla attivita' svolta dai reparti schierati sul territorio, sono stati controllati ben 60.000 Kmq di territorio in 44 giorni. Inoltre gli attestati di simpatia pervenuti dalle amministrazioni locali, nonche' la cordialita' con cui sono stati accolti i reparti, consentono di poter affermare che l'esercitazione "Forza Paris III" ha contribuito a migliorare ulteriormente, e non gia' a compromettere, la ottimale integrazione gia' esistente in Sardegna tra la popolazione locale e la Forza armata. Il Ministro della difesa: Previti.