Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00282 presentata da CALZOLAIO VALERIO (PROG.FEDER.) in data 19940804
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: dal 1991 e' stato verificato in acque pubbliche e private destinate al consumo umano e ad altri usi nelle zone di Montecosaro e Civitanova Marche un grave fenomeno di contaminazione da tricloroetano che ha raggiunto valori diffusamente elevati e qualche volta particolarmente alti (fino a 2.5000 mg/1); nel maggio del 1992 inizio' un periodo di emergenza idrica per il comune di Civitanova, i cui abitanti (quasi 40 mila) furono riforniti con autobotti per diverse settimane prima di allestire filtri potabilizzatori (a carboni attivi) rapidamente estenuati nell'opera di filtraggio, con un costo annuale altissimo che ricade sulla cittadinanza; il comune di Montecosaro ha un acquedotto che serve solo una parte di popolazione; i comuni di Civitanova e Montecosaro si sono comunque costituiti parte civile nei procedimenti penali; e' avviata da oltre un anno un'indagine della procura della Repubblica di Macerata dopo la denuncia contro ignoti presentata dal comune di Civitanova; le relative perizie tecniche hanno comportato un censimento dei pozzi e centinaia di prelievi, mostrando probabilmente il piu' grave caso di inquinamento da tricloroetano verificatosi in Italia, piu' pericoloso dei precedenti in Toscana e in Veneto e imponendo gia' una serie di provvedimenti, di perquisizioni, avvisi di garanzia, sequestri e sigilli a pozzi artesiani con ipotesi di violazione della legge n. 319 del 1976, di reati di inquinamento delle acque e danneggiamento delle reti idriche comunali; analisi successive mostrerebbero un progressivo peggioramento e l'esistenza di casi analoghi di inquinamento in pozzi di altri comuni (Porto S. Elpidio, S. Elpidio a mare, Castignano, ecc.), altri scarichi anche fuori dai pozzi (ad esempio quello riscontrato a Civitanova, sul Chienti il 9 luglio); l'inquinamento delle falde deriverebbe dal versamento nei pozzi di sostanze con tricloroetano utilizzato per la sgrassatura a vapore nell'industria calzaturiera senza che vengano smaltite e controllate a norma di legge; una precedente interrogazione (Calzolaio 01650 del 28 settembre 1993) non ha avuto risposta; la popolazione di vari comuni in un'area di oltre 10 Km subisce da mesi un giustificato allarme e notevoli disagi -: se non ritenga opportuno un intervento immediato dei Ministri competenti per il riconoscimento dello stato di calamita' ambientale, per un monitoraggio sistematico, per la definizione di un piano pluriennale di bonifica; come sia possibile prevenire analoghi inquinamenti, quali i rischi per la salute e per l'ambiente di un inquinamento da tricloroetano, ove si sono verificati casi analoghi e come sono stati affrontati; quali tecniche di potabilizzazione esistano, quali siano le relative analisi costi-benefici e se sia necessario ipotizzare l'allaccio provvisorio o definitivo ad altri acquedotti; se sia ipotizzabile un ampliamento dell'area interessata fino a coinvolgere il fiume Chienti e la provincia di Ascoli (zona di Castignano e anche del Tenna) e come sarebbe possibile controllare i pozzi, oggi non censiti, senza protezione; se il recente decreto del 449 del 15 luglio 1994 (che ha suscitato molte motivate critiche per piu' ragioni) influisca sui procedimenti penali in corso. (5-00282)