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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00170 presentata da NAPPI GIANFRANCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940804

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: da diversi giorni si susseguono dichiarazioni e prese di posizione in merito ad una presunta proposta che sarebbe stata avanzata, secondo notizie di stampa, dall'interpellato al Consiglio di amministrazione della RAI tendente ad affermare un primato dell'azienda Fininvest sull'azienda di servizio pubblico RAI; nello specifico l'ex Consigliere di amministrazione Paolo Murialdi prendendo la parola il giorno 29 luglio 1994 a Bruxelles nel corso di un incontro dell'Unione Europea dei giornalisti, ha affermato, cosi' come riportato dal Corriere della Sera il 30 luglio 1994: "Berlusconi ci ha fatto proporre un accordo di cartello che avrebbe ridotto gli introiti pubblicitari della RAI da 1.300 a mille miliardi. La cosa mi e' stata riferita da Dematte'. Ci ha anche fatto chiedere, non di persona ma da qualcuno dei suoi, di avere qualcosa in cambio. Questo qualcosa erano teste; per esempio la conduzione di "Milano-Italia". Non e' stata una mossa elegante"; l'ex Presidente della RAI Claudio Dematte' ha rilasciato la seguente dichiarazione pubblicata da La Repubblica il 31 luglio 1994: "Tutto e' partito da una necessita' comune, quella di ridurre i costi. Una via per ridurli sarebbe stata indubbiamente quella di allentare la pressione concorrenziale. Per conquistare quel punto-due in piu' che avrebbe consentito il sorpasso nell'audience. RAI e Fininvest stavano spendendo oltre ogni ragionevole limite. Se non che la via proposta da Berlusconi era inaccettabile in un paese a economia di mercato: voleva che si raggiungesse un accordo di ferro per dividerci in partenza le quote di audience. Se uno dei due superava la quota doveva provvedere a scaricare il palinsesto" - cosa significa? - "Inserire programmi di bassa qualita' e basso costo per permettere alla rete concorrente di riguadagnare le quote perdute. Tecnicamente e' possibile, ci sono degli specialisti in grado di prevedere con esattezza millimetrica le capacita' di ascolto di un certo programma. Ma tutto questo avrebbe comportato problemi sia di etica che di diritto antitrust assolutamente intollerabili"; sempre il 31 luglio 1994, Claudio Dematte' ha rilasciato un'intervista a l'Unita' nella quale ha tra l'altro affermato: "C'e' stata la proposta per un accordo tra RAI e Fininvest che avrebbe dovuto far diminuire audience e introiti pubblicitari della TV pubblica e far aumentare quelli della TV privata. Una richiesta scorretta, insostenibile in un paese dove si dice di essere liberisti e di credere all'anti-trust", "la sostanza di quello che Murialdi ha detto l'altro giorno a Bruxelles e' vera: si suggeriva un accordo di cartello con finalita', buone, e cioe' una riduzione dei costi, ma con altre finalita' inaccettabili per la RAI e per un paese liberista dove si dice di credere nell'antitrust". "Chi e' che "suggeriva"? Silvio Berlusconi? - Diciamo che le richieste le ha avanzate Silvio Berlusconi, parte di esse in modo diretto e altre no"; l'ex Consigliere di amministrazione RAI Tullio Gregory in un'intervista pubblicata da L'Indipendente del 2 agosto 1994 conferma che: "quella proposta ci fu e noi la rifiutammo"; sulla questione torna Claudio Dematte' con un'intervista pubblicata da La Voce il 3 agosto 1994 nella quale si afferma: "hanno usato la forza per farci sloggiare da viale Mazzini, questa gente ancor prima di governare vuole il potere. Abbiamo ricevuto forti pressioni per raggiungere accordi interaziendali in modo da dividere la torta della pubblicita' a favore del polo privato. Due reti pubbliche? Va bene, ma attenti: se resta solo Publitalia, addio concorrenza e pluralismo" e poi si aggiunge alla domanda del giornalista: "D'accordo, il Governo presieduto da Silvio Berlusconi vi considerava espressione della Prima Repubblica. E il secondo motivo"? risposta di Dematte': "Ci sono state pressioni piuttosto forti per raggiungere accordi interaziendali con la Fininvest. Accordi sull'audience, accordi perche' RAI e Fininvest non si facessero la guerra, un cartello insomma. Ho vissuto in prima persona questa pressione per alleggerire la Fininvest. E la risposta e' stata negativa". - Ma che vuol dire fare un cartello sull'audience? - "un accordo di ferro in modo da dividerci in partenza le quote di audience. E se una delle due aziende superava la quota, inseriva allora nel proprio palinsesto programmi di scarsa qualita' in modo da perdere audience a tutto vantaggio della rete pseudoconcorrente che poteva cosi' riconquistare le quote perdute. Un accordo che avrebbe sollevato problemi di etica e sarebbe finito dritto sotto le maglie dell'Antitrust - E quali sarebbero le conseguenze di un accordo simile? - Un punto di audience significa 22 miliardi di pubblicita' per la RAI e tre volte tanto per la Fininvest, diciamo 50 miliardi - E allora? - in un mercato duopolistico avviene questo: quello che prende uno, lo porta via all'altro. E cosi' se la RAI aumenta la pubblicita', ci rimette la Fininvest. O viceversa. Nessuno sembra essersene accorto, ma nei primi sei mesi di quest'anno la Fininvest ha comunicato di aver ottenuto cento miliardi in meno nei ricavi televisivi. In un mercato pubblicitario a crescita zero, la RAI ha invece aumentato nello stesso periodo la pubblicita' di 60 miliardi. Da dove credete che siano arrivati?"; infine, su Il Messaggero di giovedi' 4 agosto compare una dichiarazione dell'ex direttore generale della RAI Gianni Locatelli, nella quale a proposito di quando e in quale veste l'interrogato abbia avanzato le proposte in oggetto afferma quanto segue: "se ne parlo' prima che Berlusconi diventasse Presidente del Consiglio, dopo, e se ne parlera' ancora" -: se e quali valutazioni ha da esprimere l'interpellato in merito ai fatti denunciati; se non consideri che anche da questi fatti si riproponga la questione della non compatibilita' tra l'esercizio di funzioni pubbliche volte all'interesse generale e la contemporanea proprieta' di imprese e aziende in campi di attivita' che per rilievo e quantita' coinvolgono buona parte dell'attivita' di Governo. (2-00170)

 
Cronologia
sabato 30 luglio
  • Politica, cultura e società
    L'ISTAT annuncia il primo saldo naturale negativo della popolazione italiana per l'anno 1993.

giovedì 4 agosto
  • Parlamento e istituzioni
    Muore a Roma il senatore a vita Giovanni Spadolini, già Presidente del Consiglio e Presidente del Senato.

giovedì 11 agosto
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Scalfaro rinvia alle Camere, per una nuova deliberazione, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 giugno 1994, n. 401, recante Disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle unità sanitarie locali (A.C. 768).