Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00206 presentata da BENEDETTI VALENTINI DOMENICO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940811
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: nell'edizione umbra de La Nazione del 10 agosto 1994, sono riportati i seguenti articoli: "SPOLETO - "A settembre - parola di assessore regionale - potranno incominciare i lavori al Pronto Soccorso". L'assessore regionale alla sanita' Moretti e' un amministratore educato e, se chiamato in causa come abbiamo fatto ieri denunciando la situazione del Pronto Soccorso, l'assessore non e' il tipo che nasconde la testa come gli struzzi e sta zitto ma invece replica e dice la sua: "Noi - spiega Moretti - ci affidiamo al Cus perche' ci consegna i lavori sanitari chiavi in mano. Tre ingegneri, proprio questa settimana, stanno esaminando il progetto spoletino, appena data l'approvazione si iniziera' la gara d'appalto e poi partiranno i lavori. Dico che non si e' perso tempo perche' fino a Natale i quattro miliardi e mezzo di Spoleto erano accorpati ad un progetto piu' ampio, dopo lo stralcio si e' lavorato velocemente. Il Cus ha una elevatissima professionalita' e velocita' nel rispettare i tempi". Cosi' dice l'assessore, ma secondo altri le dichiarazioni di Moretti non sarebbero esatte, Moretti peccherebbe di troppo ottimismo. La Regione dell'Umbria non avrebbe ancora approvato il progetto di massima degli interventi da eseguire a Spoleto, per i progetti esecutivi si prevede che vengano consegnati entro il mese di novembre per cui per approvare questi ultimi e per bandire le gare d'appalto sara' necessario aspettare almeno l'anno nuovo. Ma Moretti e' stato chiaro, ha parlato di settembre come inizio dei lavori ed allora qual e' la verita'? Questo benedetto progetto su quale scrivania si trova? L'assessore vuole essere cosi' cortese di inviarci le delibere comprovanti l'approvazione dei progetti di massima ed esecutivo del pronto soccorso?."; SPOLETO - Se il Pronto Soccorso di Spoleto potra' essere rimesso a nuovo in tempi piu' o meno rapidi, dipendera' anche dal signor Cus, e il signor Cus non e' altri che il Consorzio Umbro Sanitario, un figlioccio della regione umbra partorito giusto due anni fa, perche' gestisse l'edilizia sanitaria regionale, ovvero circa cinquecento miliardi. Di questo monte di quattrini al Cus spettera' per legge il 17 per cento come concessionario. Ora il Cus ha al vaglio il progetto sanitario spoletino e da sette mesi deve decidersi se dare o no il proprio benestare al progetto esecutivo. Quando il signor Cus decidera', partiranno i lavori per l'ospedale. E' interessante andare a vedere come funziona questo Consorzio. Il Cus he generato a sua volta una "signorinetta" che si chiama Aspis, ossia una agenzia speciale per l'ingegneria sanitaria e la signorinetta, in tempi non sospetti di crisi dei partiti, ha saputo con tanto di bilancino, dividere cosi' le sue grazie: il 50 per cento dell'Aspis e' formato da un vero colosso regionale di progettazione la Rpa la societa' che fa la quasi totalita' dei progetti per l'Umbria e si sa notoriamente vicina al Pds; un 25 per cento e' invece dello studio di ingegneria Mirabassi di Perugia con simpatie per l'ex Dc, il restante 25 per cento appartiene allo studio Vincenti di Citta' di Castello, vicino al Psi. Quando il Cus e' stato istituito ha ripreso in mano tutto i progetti sanitari dell'Umbria compreso quello di Spoleto, cosi' si e' dovuto rifare tutto l'iter originario perdendo altro tempo. Il primo progetto fu fatto dall'ingegner Pierluigi Pecchioli: "Spoleto - dice Pecchioli - e' stata penalizzata perche' dall'88 ha i soldi necessari per il restauro dell'ospedale ma non li ha potuti spendere, la nostra e' l'unica realta' sanitaria regionale a mettere quattrini in proprio ma la Regione ci ha impedito, per ben cinque anni, di spendere i nostri soldi con il risultato che ora questi valgono la meta'. A quest'ora buona parte dell'ospedale poteva essere rimessa a nuovo". Oggi questi 4 miliardi e mezzo finalmente hanno avuto il via libera, ma ogni giorno che passa vengono svalutati, inoltre dovranno essere decurtati da un 17 per cento che andra' al Cus e di questi circa un 8 per cento all'Aspis. Occorre fare prima possibile perche' lo scandalo del Pronto Soccorso spoletino, alloggiato precariamente, finisca. Ogni ritardo non puo' che essere colpevole verso i cittadini."; e' tornato di acuta attualita' lo sconcertante caso degli oltre 4 miliardi che la USL di Spoleto si e' resi disponibili da gran tempo, mediante vendita di parte significativa dei propri beni rivenienti da lasciti di benemeriti, per la realizzazione di degne strutture del Pronto Soccorso dell'Ospedale e per la logistica dell'Emergenza-Urgenza, e che la regione fa tenere immobilizzati, lasciando cosi' che si svalutino gravemente ed attuando una specie di "esproprio" particolarmente provocatorio in quanto la USL di Spoleto e' praticamente l'unica in Umbria ad aver alienato tempestivamente propri beni per rendere possibile il co-finanziamento degli interventi (addirittura favorendo cosi' altre USL); che, come appare dagli articoli stessi, e' ormai voce non piu' sussurrata quella che vede dietro a questa allucinante vicenda i tentacoli di un interesse lottizzato degli ambienti legati ai principali partiti di potere della Prima Repubblica, la quale e' poi in Umbria per il momento la stessa imperante; che la vicenda si abbina, non a caso, con l'altra: e cioe' che la Giunta regionale sta per varare la sua Legge regionale di formazione delle USL, secondo cui non sceglie il criterio generale di una USL per provincia accompagnato da idoneo piano ospedaliero, ma prefigura 5 USL (Citta' di Castello, Orvieto, Foligno, oltre a Perugia e Terni) privando della USL tutta l'area montana della Valnerina nonche' la finitima citta' di Spoleto, benche' la stessa sia una delle primarie citta' umbre e sede di uno dei cinque poli ospedalieri dell'Emergenza-Urgenza intensiva e subintensiva; cosa che rende ormai evidente il modellamento delle USL umbre sugli interessi elettoral-campanilistici dei singoli esponenti dell'attuale maggioranza regionale, con correlativa "punizione" delle due aree (Spoletino e Valnerina) la cui popolazione sta votando in maniera assai sgradita ai padroni della regione -: quale sia, assunte le opportune informazioni, il giudizio del Governo e del Ministero della Sanita', sulla sconcertante vicenda dei fondi inutilizzati per le strutture indispensabili all'Ospedale di Spoleto, e del ruolo svolto - su affidamento della Giunta regionale umbra - dal Cus e dalle societa' di progettazione; se e quali interventi di competenza voglia attuare il Ministro della sanita' sulla regione Umbria affinche' la denunciata situazione sia prontamente eliminata ed ogni responsabilita' sia evidenziata e perseguita. se, inoltre, non ritenga di dover bloccare ogni e qualsiasi erogazione di fondi dello Stato alla regione Umbria per interventi edilizi ospedalieri e sanitari fino a che non siano stati impiegati i fondi descritti della USL di Spoleto e realizzati senza il benche' minimo ritardo i lavori cui essi sono precisamente finalizzati; se, infine, non ritenga di significare chiaramente - nel quadro delle diffide e delle direttive che il Parlamento ha dato mandato al Ministro della sanita' di indirizzare alle regioni in materia di USL - alla regione dell'Umbria che il Governo non puo' rimanere inerte di fronte a scelte discriminatorie tra territori in fatto di USL e di articolazione dei servizi e impiego delle risorse, con violazione dei pari diritti dei cittadini nonche' delle normative della "502-517", e che pertanto non manchera' di attivare, nell'ambito delle rispettive prerogative istituzionali, gli opportuni strumenti di controllo e conflitto a tutela degli interessi legittimi dei cittadini. (3-00206)