Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02995 presentata da VASCON ANTONIETTA (FORZA ITALIA) in data 19940908
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: i danni provocati, in questi giorni, dal maltempo sono quanto mai ingenti; e' palese la situazione di pericolo costituita dallo stato di alvei ed argini di molti fiumi italiani, tra i quali, a causa della opere di rettifica e di canalizzazione, il fiume Tagliamento e', purtroppo, in primo piano; ad ogni precipitazione gli abitanti, che vivono lungo il corso del Tagliamento, sono sottoposti a grave ansia, per la preoccupazione riguardante la tenuta delle arginature; negli ultimi anni e' notevolmente diminuito il tempo di arrivo dell'onda di piena da Venzone a Latisana, che attualmente e' ridotto ad otto ore, rispetto alle dodici ore di un tempo; tale tempo ridotto rende problematiche le misure di sicurezza e di sgombero della popolazione in caso di catastrofe; la petizione popolare numero 6 e' stata presentata, addirittura nel lontano 16 novembre 1993, al consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, da sindaci del comprensorio che compongono il comitato permanente per la difesa del fiume; nel 1965 e nel 1966 il comune di Latisana (provincia di Udine) ha subi'to due devastanti alluvioni -: quali iniziative intenda prendere per porre in condizioni di sicurezza il fiume Tagliamento ed, in particolare, la parte basa del suo corso. (4-02995)
In riferimento alla interrogazione indicata in oggetto, l'Autorita' di Bacino competente rende noto che il regime idraulico del fiume Tagliamento e' stato interessato in molteplici occasioni da eventi di piena: particolarmente significativi, per entita' della portata di piena e danni arrecati, sono stati quelli dell'ottobre 1882, del novembre 1940, del settembre 1965 e del novembre 1966. L'evento calamitoso del 1966, in particolare, ha avuto carattere disastroso nella parte terminale del fiume, in quanto e' venuto a mancare un agevole sfogo nel mare a causa del rigurgito provocato dalla concomitanza di una eccezionale alta marea, sia per durata che per altezza, e di un forte vento sciroccale. In conseguenza di detti episodi, succedutisi peraltro con ricorrenza sempre maggiore, il Tagliamento e' stato nel recente passato oggetto di molteplici iniziative di studio e di conseguenti proposte di intervento atte a risolvere in via definitiva la situazione di rischio; tra le tante, e' opportuno richiamare molto sinteticamente alcune: "Commissione di indagine per gli interventi nel settore idrogeologico della regione Friuli-Venezia Giulia", presieduta dal professore Ramponi (1966-1968); "Commissione Interministeriale per lo studio della sistemazione idraulica e della difesa del suolo", presieduta dal professore De Marchi (1966-1970); "Gruppo di lavoro per l'esame dei problemi della sistemazione idraulica del bacino idrografico del fiume Tagliamento" fra la regione Veneto e la regione Friuli-Venezia Giulia (1972-1974); "Commissione per l'esame della situazione idrogeologica del bacino del Tagliamento", presieduta dal professore Machne (1979-1982); Studio di "Concessione per l'espletamento di studi, progettazioni e sperimentazioni per l'esecuzione di opere da attuare nel bacino del Tagliamento per l'attenuazione delle piene", condotto da Bonifica-Iritecna Gruppo IRI e dal Consorzio del Tagliamento. Le commissioni citate, avvicendatesi negli anni per iniziativa regionale o statale, si sono allineate sostanzialmente sugli stessi indirizzi, elaborando pertanto in merito alla sistemazione complessiva del Tagliamento alcune linee fondamentali che appaiono oggi ben delineate. Tutte le proposte poggiano infatti su due irrinunciabili capisaldi: da una parte riconoscono la necessita' di provvedere all'adeguamento del sistema del basso corso del fiume per consentire il transito delle portate dell'ordine di 4500 mc/s, cioe' di una portata dello stesso ordine di grandezza di quella verificatasi nel 1966 e contraddistinta, sotto l'aspetto probabilistico, da tempi di ritorno di 100 anni; dall'altra evidenziano l'opportunita' di "decapitare" nel medio corso le portate di piena di carattere eccezionale, dell'ordine approssimativamente di 6300-7000 mc/s, mediante la realizzazione di idonei atti volti ad ottenere una riduzione dei deflussi dell'ordine di 1800-2500 mc/s. Mentre tuttavia gli interventi proposti nel medio corso sono di diversa natura e tipologia ed e' pertanto prevedibile che la scelta e la conseguente attuazione dell'opera ritenuta pi' opportuna debba concretamente ritenersi realizzabile nei tempi medio-lunghi, nel basso corso tutte le indagini realizzate convergono sull'esigenza di provvedere alla ricalibratura dell'asta finale per renderla idonea al transito di una portata massima di 2000 mc/s ed al contempo sulla necessita' di adeguare il canale scolmatore Cavrato al transito dei residui 2500 mc/s. In tal senso sono stati avviati da parte del Magistrato alle Acque, sin dai primi anni ottanta, i primi interventi di adeguamento del Basso Tagliamento interessando in particolare il tratto che da Ronchis di Latisana arriva fino ad 1 Km. dall'incile del Cavrato; si tratta di interventi di ricalibratura dell'alveo e di difesa arginale che hanno sin qui comportato un onere finanziario complessivo di oltre 90 miliardi; per definire completamente gli interventi di sistemazione idraulica del basso Tagliamento e dare una sicurezza idraulica a tutto il territorio a valle di San Michele al Tagliamento occorrono tuttavia, ad integrazione dei lavori gia' eseguiti, ancora cospicui finanziamenti: ai 40 miliardi che si stimano necessari per il completamento del suddetto tratto, vanno aggiunti ulteriori 41 miliardi per la sistemazione del tratto restante a monte dell'incile del Cavrato e circa 200 miliardi per la sistemazione dell'asta terminale del Tagliamento, dall'incile del Cavrato alla foce, compreso l'adeguamento del diversivo. Il Ministro dei lavori pubblici: Baratta.