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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00303 presentata da MORONI ROSANNA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940913

Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: il Molino fratelli Pardini SpA, gestito dalla famiglia Pardini dagli inizi del secolo fino al 1990, con una crescita costante di produttivita' (fino a raggiungere una capacita' molitoria di q.li 11.000 di grano al giorno) e con risultati economici sempre in utile, e' stato ceduto dai vecchi proprietari al "Gruppo Casillo". La nuova proprieta' si e' insediata ai primi di luglio del 1990; la suddetta produzione era indirizzata per circa l'80 per cento verso i paesi dell'Africa mediterranea, quali Algeria, Libia e Egitto, che erano forti acquirenti di semola e farina, mentre i sottoprodotti derivati dalla macinazione (cruscami) venivano facilmente assorbiti dal mercato interno. Tutto cio' e' proseguito anche (almeno fino alla meta' del 1993) sotto la gestione Casillo, in quanto la clientela ha continuato a richiedere i prodotti, tanto e' vero che alla meta' dello scorso anno, quando e' iniziata la crisi finanziaria, la ditta aveva in portafoglio ordini per circa 200.000 tonnellate di prodotti verso detti paesi, commesse che avrebbero permesso di lavorare per molti mesi mantenendo la posizione "storica" dell'azienda sui detti mercati; la crisi nella quale si trova la societa' e' culminata con la dichiarazione di fallimento emessa dal tribunale di Lucca il 26 maggio 1994, non e' dovuta a crisi congiunturale o di flessione della domanda, ma unicamente dovuta alla gestione finanziaria di Casillo, volta unicamente a distogliere dalla fratelli Pardini mezzi finanziari che sono stati indirizzati verso altre societa' del cosiddetto "gruppo". Cio' ha portato ad una situazione creditoria verso altre societa' "Casillo" per circa 110 miliardi dovuti ad anticipazioni, ai quali vanno aggiunti crediti di natura commerciale verso le stesse societa' per circa 200 miliardi. Tutti questi dati sono rilevabili dal bilancio al 31 dicembre 1993 che si e' chiuso con una perdita di esercizio di 193 miliardi ed un deficit patrimoniale di 158 miliardi; gli occupati sono attualmente 115, oltre l'indotto che possiamo stimare in circa 300 unita'. Il danno per l'economia locale e' considerevole, basti pensare che la Compagnia lavoratori portuali di Viareggio lavorava unicamente per gli imbarchi di merce esportata dalla fratelli Pardini SpA. Anche il traffico sul porto di Livorno ha subi'to un duro colpo; attualmente lo stato di fallimento, peraltro iniziato da pochi giorni, non sembra portare a sbocchi positivi e a breve scadenza, come potrebbe essere un contratto di affitto aziendale che possa preludere ad un passaggio di mano. Infatti al riguardo esistono solo alcune "voci" poco attendibili di possibili imprenditori locali interessati ad operazioni di questo genere; la fratelli Pardini SpA ha sempre rappresentato una realta' economica e sociale di fondamentale importanza per Lucca e per la regione Toscana -: se non intenda convocare le parti in causa (sindacati, curatore fallimentare lavoratori, enti locali, regione, eventuali operatori economici interessati, ecc.) per valutare le possibilita' di rilancio dell'attivita' produttiva del molino e quali altre eventuali iniziative intenda porre in essere a tale scopo. (5-00303)