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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00226 presentata da BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940913

Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: la strada statale 106 della Calabria non costituisce soltanto una innegabile strozzatura per le prospettive di sviluppo della zona jonica della Regione che ha ricadute di particolari drammaticita' sullo stato di degrado dell'Alto Jonio cosentinorma e' diventata anche il luogo fisico di un calvario di morti quotidiani per incidenti stradali; una sorta di Bosnia calabrese; la "106", in carenza di altra viabilita' e nell'assenza di un'autostrada, rappresenta l'unica arteria di collegamento tra le Regioni Calabria, Basilicata e Puglie; di collegamento intercomunale e di interconnessione della rete trasversale, per di piu' caratterizzata da qualche migliaia di svincoli in una fascia a vocazione turistica fortemente urbanizzata e di numerosissimi passaggi a livello che interferiscono con essa e che, soprattutto a Rossano, Corigliano Calabro, Sibari Villapiana Lido, Roseto Capo Spulico creano indicibili intasamenti. Cio' produce altissimi tassi di rischio tanto piu' che, in particolare nella tratta Crotone-Sibari-Taranto gli automezzi e tutto il traffico pesante e' costretto obbligatoriamente ad attraversare questo incredibile budello della morte. Sempre in quel tratto si sviluppa anche il traffico delle autocisterne che approvvigionano la centrale termoelettrica di Rossano calcolato in ben 180 di questi automezzi che transitano ogni due minuti, tra andata e ritorno per ben 12 ore al giorno; al di la di una soluzione organica che si impone se si vuole dare speranze di riscatto a quell'area, allo stato delle cose, rimane il fatto che sono stati appaltati lavori per la sistemazione di alcune tratte che, per responsabilita' e motivazioni che non di appalesano chiaramente, non vengono portati avanti per cui, come e' prassi nei lavori pubblici della Calabria le "opere incompiute" si aggrovigliano con nuove emergenze moltiplicando i problemi e nel caso specificico, i rischi per le popolazioni; per i lavori di queste tratte (Rocca Imperiale, Montegiordano, Roseto Capo Spulico e via via verso Sibari e Reggio Calabria) era stata prevista l'ultimazione degli stessi per gli anni '92, '93 e '94 ma ad oggi per ignote difficolta' intervenute errori tecnici, ritardi e interferenze varie, la situazione e' ancora - e' il caso di dire - in alto mare; oltre ai danni gravissimi che questo stato di cose produce in generale, la passivita' nel portare avanti i lavori ha una ricaduta durissima sul terreno dell'occupazione in una zona in cui la disoccupazione, soprattutto giovanile ha ormai raggiunto il 40 per cento; in una situazione cosi' grave e densa di preoccupazione, suscitano ulteriore allarme le ipotesi di "razionalizzazione" della tratta ferroviaria che ha, sin ora gia' portato alla chiusura di una serie di stazioni ferroviarie e prelude ad una ulteriore dequalificazione di questa arteria che potrebbe essere travolta dalla mistica dei tagli, degradando anche strutture con grande valenza sociale ed economica a "rami secchi" da eliminare -: se sia a conoscenza di questa drammatica situazione, piu' volte denunciata; se non pensa di dovere tempestivamente - ferma rimanendo la urgenza di affrontare radicalmente il problema di una via di grande comunicazione tra la Calabria e la Puglia - attivare tutte le iniziative, non solo per far venire alla luce le responsabilita' per una cosi' disastrosa situazione e in primo luogo quelle dell'Anas, ma, partendo da una emergenza esplosiva, adottare scelte prioritarie di intervento che garantiscano il completamento dei lavori progettati e, in ogni caso, dare corso ad un intervento di ammodernamento complessivo della "106" della Calabria che nei suoi 415 Km. di percorrenza ha bisogno di radicali interventi se non si vuole che essa rimanga come esempio di negazione dello sviluppo e continui a caratterizzarsi come una catacomba di vite umane. (3-00226)