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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00311 presentata da BELLEI TRENTI ANGELA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940913

Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: il cittadino Pietro Ventura, 28 anni di Mondovio di Pesaro, obiettore di coscienza in servizio civile dal 5 febbraio del 1993 presso l'associazione Papa Giovanni XXIII, e' stato fatto decadere dal Ministero della difesa dallo status di obiettore; il Ventura ha ricevuto la cartolina precetto con l'obbligo di presentarsi al comando del 235^ battaglione fanteria di Ascoli Piceno entro il mezzogiorno del 13 settembre; per oltre un anno Pietro Ventura e' stato obiettore di coscienza a tempo pieno, 24 ore su 24, presso l'ente a cui era stato assegnato occupandosi con dedizione delle persone portatrici di handicap fisico e psichico, di persone tossicodipendenti in programma terapeutico e di minori in difficolta'; il provvedimento di decadenza dallo status di obiettore appare del tutto spropositato all'infrazione che gli viene addebitata: essersi recato a Zara in Croazia sotto i bombardamenti per assistere la popolazione colpita dalla guerra; essersi autosospeso per sollecitare la rapida approvazione della riforma della 772; la giurisprudenza in materia infatti ritiene che una volta riconosciuto ad un soggetto lo status di obiettore (status, che secondo le risoluzioni del Parlamento europeo e delle commissioni diritti umani dell'Onu, attiene alla sfera dei diritti fondamentali dell'individuo) tale status non puo' essere revocato arbitrariamente sulla base di un mero illecito disciplinare. Tale illecito infatti nella vicenda in questione, pur ritenuto sanzionabile non e', di per se stesso, in contrasto con i convincimenti che stanno alla base dell'obiezione. Anzi gli stessi illeciti denotano in verita' un attaccamento del Ventura al servizio civile e alla sua funzione sociale. Tali infrazioni sono operate consapevolmente per rimuovere i limiti nel quale il servizio civile versa nel nostro paese; per sollecitare l'opinione pubblica e le istituzioni democratiche a non mortificare migliaia di giovani che vogliono operare per il bene della societa'; Pietro Ventura abbia consapevolmente scelto di disubbidire ai divieti imposti dall'attuale legislazione, all'utilizzo degli obiettori in missioni umanitarie all'estero, non puo' certamente giustificare la decadenza dallo status di obiettore, avendo agito egli non per proprio tornaconto personale, ma per lodevoli princi'pi umanitari e di solidarieta' del tutto attinenti alle motivazioni di coscienza affermati nella domanda, a suo tempo accolta, di obiezione di coscienza; la stessa autosospensione dal servizio e' stata solo formale e non di fatto. Come dimostrano diverse testimonianze e riscontri il Ventura ha frequentato per i tre mesi precedenti l'inizio del servizio un corso preparatorio presso l'ente al quale era stato assegnato. In piu' a 6 mesi dal suo congedo ha continuato a prestare volontariamente servizio nella stessa struttura, dimostrando attaccamento e dedizione verso un intervento sociale delicato, prezioso e meritevole di rispetto; essendo rimasto fedele alla sua convizione di obiettore di coscienza Pietro Ventura rifiutera' l'incorpamento nelle Forze Armate e di conseguenza non rispettera' il precetto della cartolina inviatagli dal Ministero della Difesa -: se il Governo non intenda revocare il provvedimento di decadenza dallo status di obiettore di coscienza del cittadino Pietro Ventura; se non ritenga di dover riconoscere la missione umanitaria svolta in Croazia come conforme allo spirito al quale s'ispira l'obiezione di coscienza, ed i 9 mesi in piu' gia' svolti dal Ventura come completamento dei giorni mancanti al termine del suo servizio civile. (5-00311)