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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03214 presentata da ZEN GIOVANNI (PART.POP.ITAL.) in data 19940914

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali. - Per sapere - premesso che: la crisi della finanza pubblica non puo' che diventare comune responsabilita' e comune impegno a rinunciare a privilegi (di tradizione o di casta corporativa) e a posizioni di rendita, ottenute con la forza sindacale piu' che per intrinseca qualita' del servizio; il concetto di "responsabilita'" viene oggi assunto mediante il concetto di "rischio": ma il "rischio" e' un concetto-limite, un concetto in negativo e non copre l'intero quadro semantico del concetto di "responsabilita'" (nella sua valenza relazionale); ad un semplice controllo emerge, ad esempio, quanto segue: un medico generico (o "della mutua", come si diceva un tempo) consegue uno stipendio superiore a quello di un professore universitario ordinario, superiore anche ad un medico ospedaliero (nonostante le minori dirette responsabilita' e, a volte, competenza specifica), superiore di ben tre volte di un professore ordinario di Liceo; ancora: un responsabile di un ente pubblico, di nomina politica o meno, riceve uno stipendio esorbitante (100 o 200 o piu' milioni all'anno!); sono solo alcuni esempi; se lo stipendio e' commisurato alla responsabilita', e la responsabilita' implica un lasciarsi verificare, quali responsabilita' nei servizi pubblici quando nessuno si assume, sembra, responsabilita' dirette di fronte a casi specifici; mentre alcune categorie, fortemente corporative (magistrati, giornalisti, medici, docenti universitari, eccetera) possono ottenere, con la sola minaccia dello sciopero, riscontri economici immediati, altre (dipendenti degli Enti locali, insegnanti eccetera) si trovano a raccogliere solo le briciole, con l'occasione giustificate da una "dissestata finanza pubblica"; ma non dobbiamo dimenticarci degli stipendi-scandalo degli alti dirigenti degli Enti a partecipazione statale o, in proporzione, dei Ministeri, equivalenti a due o tre volte quelle dei docenti o tecnici laureati impiegati nella pubblica amministrazione; un contenimento degli stipendi nelle strutture pubbliche provocherebbe, per effetto, anche un analogo contenimento nelle strutture produttive private, nonostante le leggi di mercato, comprese le tante convenzioni pubblico-privato -: cosa intenda fare il Governo ai fini della introduzione di criteri e verifiche meritocratiche da estendersi a tutti i servizi pubblici, come riconoscimento di passione e competenza, dedizione e qualita' del servizio: in altri termini, se il Governo intenda lottare contro le ingiuste differenze, ad esempio, tra dipendente laureato (esempio il medico) e dipendente laureato (esempio il docente), pretendendo comunque disponibilita' anche a valutazioni in itinere del proprio operato per le dovute certificazioni ed i riscontri economici; se il Governo abbia in programma un ripensamento del concetto di "ruolo" nell'impiego pubblico, compresa una ridefinizione dei contratti pubblici globalmente finalizzati ad una reale equita' salariale (compresa la proposta di ridurre, comparativamente e gradualmente, gli alti stipendi rapportandoli non solo alla verifica delle reali competenze e responsabilita' ma anche alla situazione finanziaria generale, per prevenire l'assurdo, cioe' perpetuare un terrorismo psicologico sul prolungamento dell'eta' pensionabile in un quadro di indifferenza sugli sprechi nelle alte retribuzioni); se il Governo abbia l'intenzione di introdurre nuove verifiche "all'americana" nei confronti delle evasioni fiscali di societa' e liberi professionisti. (4-03214)