Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00189 presentata da HULLWECK ENRICO (LEGA NORD) in data 19940915
Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri delle poste e delle telecomunicazioni, della pubblica istruzione e per la famiglia e la solidarieta' sociale, per sapere - premesso che: dal 12 settembre 1994 l'emittente televisiva Italia 1 ha reinserito nei propri programmi quotidiani lo show "Non e' la Rai", spettacolo di varieta' musicale, canto, danza e intrattenimenti vari, incentrato sull'impegno e sulla esibizione di un centinaio di ragazzine adolescenti per lo piu' minorenni, capaci di non poca presa emotiva su di un vastissimo pubblico (composto in prevalenza da minorenni), stimolato inevitabilmente a mitizzare personaggi, componenti e simboli appartenenti allo spettacolo televisivo in questione, come ben dimostra la vendita di disparati oggetti sponsorizzati dalle attrici-minorenni di "Non e' la Rai", la cui protagonista Ambra Angiolini suscita fenomeni di popolarita' rilevante, al limite del fanatismo collettivo tra gli adolescenti; lo show "Non e' la Rai" viene teletrasmesso quotidianamente nei giorni feriali dalle ore 14,30 alle ore 16 e che una enorme quantita' di studenti delle scuole medie inferiori e superiori considerano l'appuntamento con tale spettacolo televisivo assolutamente irrinunciabile, sviluppando veri e propri aspetti di teledipendenza; quanto suesposto presuppone comportamenti in termini di abitudini di vita che comprendono il passaggio immediato dei ragazzi dalla tavola da pranzo alla (per vari motivi per loro non molto salubre) posizione seduta davanti al televisore e che la notevole invasivita' dello show, dovuta alla qualita' dello spettacolo e ai suoi stimoli, fa ipotizzare una improbabile capacita' di recupero in tempi brevissimi da parte dei giovani teleutenti di un sufficiente stato di serenita' e di concentrazione mentale, necessario per dedicarsi utilmente allo studio e all'esecuzione dei compiti scolastici; la medesima rete televisiva Italia 1 (unitamente ad altre emittenti) propone nel tardo pomeriggio altri spettacoli di non poco richiamo in termini di evasione facile e futile (particolarmente allettanti soprattutto per gli studenti piu' affaticati in difficolta') -: se non ritengano la programmazione dello show televisivo "Non e' la Rai" nella fascia oraria 14,30-16 una probabile fonte di potenziale turbamento e di compromissione della resa scolastica di molti studenti, pressoche' sospinti nella impossibilita' di dedicarsi quotidianamente allo studio pomeridiano verosimilmente prima delle ore 17; se non ritengano che tale programmazione televisiva sia fonte di nociva dissuasione di molti giovani dal dedicarsi a momenti di rilassante svago ludico e motorio, particolarmente utili se non addirittura necessari per ritemprare le energie fisiche mentali prima dello studio; se non ritengano che tale programmazione televisiva sia causa di tensioni tra figli e genitori e di non trascurabili aspetti di deterioramento delle condizioni di vita nell'ambito del nucleo familiare allorche' i giovani studenti, non avendo potuto esaurire i propri compiti scolastici nelle ore pomeridiane, sono costretti a isolarsi dal contesto familiare per proseguire lo studio anche in quei pochi momenti serali nei quali le famiglie potrebbero e dovrebbero usufruire di una pausa per l'intimita' e per un costruttivo colloquio; se non ritengano opportuno adottare provvedimenti urgenti e razionali, miranti a ridurre gli effetti diseducativi e complessivamente negativi esercitati dai programmi televisivi sulle popolazioni giovanili, attraverso il ridimensionamento in termini di durata e attraverso la ricollocazione in diversa fascia oraria di programmi a forte impatto e a forte audience tra gli adolescenti e i minorenni in genere, anche alla luce della maggior considerazione oggi riservata sullo scenario sociopolitico allo strumento televisivo, del quale vengono sempre piu' evidenziate le possibili capacita' persuasive in tema di formazione politica e addirittura di condizionamento elettorale delle masse, ma del quale si sono irresponsabilmente ignorati sul piano pratico (pur conoscendoli e talvolta dibattendoli in conferenze e talvolta rotonde) i pericolosi effetti nocivi, in grado di danneggiare o minare per sempre le generazioni future, costituendo cosi' fonte di gravi responsabilita' morali, sociali e politiche per un Governo sensibile alle prospettive della condizione giovanile e in particolar modo per quei suoi autorevoli membri (anche al massimo livello), considerati in grado di influire (o per competenza istituzionale o per coincidente cointeressenza gestionale) con l'organizzazione e il controllo delle reti televisive. (2-00189)