Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03241 presentata da ZEN GIOVANNI (PART.POP.ITAL.) in data 19940915
Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: il 4 agosto scorso, pochi giorni prima della pausa estiva, la Camera ha convertito in legge (n. 489 del 1994) il decreto-legge n. 357 del 1994 relativo alle "Disposizioni urgenti per accelerare la ripresa dell'economia e dell'occupazione"; all'articolo 6 del decreto-legge, su "Soppressione di adempimenti superflui" al n. 1 alla lettera d-bis si include nella soppressione la "tenuta del registro di carico e scarico da parte dei commercianti, riparatori, rappresentanti e agenti di vendita in genere di apparecchi e di materiali radiotelevisivi", e al n. 2 ... sono abrogati "l'articolo 2 della legge 12 novembre 1949, n. 966"; le conseguenze di tutto cio': 1) la soppressione del mod. 101/BIS, vale a dire l'obbligo per le ditte rivenditrici di radio e TV di inviare mensilmente alla RAI il foglio mobile del registro 101/BIS, nel quale viene segnato il carico e scarico; 2) i nominativi degli acquirenti di televisori venivano fino ad ora annotati sul foglio nella parte riservata allo scarico: tale soppressione significa pertanto la fine della crescita del portafoglio abbonati, in quanto solo chi stipula l'abbonamento TV spontaneamente entrera' a farvi parte; tutti gli altri mezzi utilizzati dalla RAI per il riconoscimento dell'abusivismo o sono marginali rispetto a questo o sono sussidiari, come, per esempio, il premio che viene erogato ai rivenditori radio-TV per ogni nuovo abbonato segnalato, ovviamente se alla fine corrisposto; con quella soppressione viene meno ogni titolo formale (legale e/o fiscale) per poter esercitare pressioni da parte della RAI nei confronti dei commercianti radio-TV; si puo' calcolare che la nuova normativa penalizzera' la RAI sul piano di 60.000-80.000 abbonati all'anno come conseguenza diretta ed indiretta del decreto-legge n. 357 del 1994, convertito nella legge 4 agosto 1994, n. 489; cio' comportera' inevitabilmente una progressiva contrazione del portafoglio degli abbonati con immaginabili conseguenze sulle entrate -: quale logica politica presieda a tutto cio', proprio quando a piu' voci da parte del Governo e della maggioranza si proclama il valore del "servizio pubblico" della RAI e le necessita' di ricondurre la stessa RAI al compito che le e' proprio nel panorama dei mass-media. Riducendo, infatti, le entrate tipiche del servizio pubblico, vale a dire gli abbonamenti, che contraddistinguono anche in vari Paesi europei proprio la valenza pubblica della televisione, sia sotto il profilo informativo che culturale, surrettiziamente non si fa altro che provocare un indebolimento dello stesso servizio pubblico a tutto vantaggio delle TV private, realizzando quella omologazione che, sembra, e' l'obiettivo di fondo di numerosi gruppi finanziari oggi rappresentati nei partiti di Governo. (4-03241)