Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03334 presentata da SCALISI GIUSEPPE MARIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940920
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere: se siano a conoscenza che presso tutti i Provveditorati agli studi e in altri Uffici preposti ad esaminare ed evadere le richieste di riscatto ai fini pensionistici del servizio pre-ruolo, militare e degli anni universitari, sono in giacenza anche per decenni le predette richieste, che vengono evase talvolta solo al momento del pensionamento dell'interessato; dato che il costo dei riscatti di servizio pre-ruolo sono bloccati alla data della domanda, se non intendano attivare gli Uffici competenti perche' con istituzione di gruppi di lavoro debitamente incentivati, le pratiche in oggetto vengano evase nel piu' breve tempo possibile, consentendo un immediato impinguimento del fondo pensioni, ed evitando la "giacenza" di tanti miliardi negli uffici suddetti. (4-03334)
Si risponde, su delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'interrogazione parlamentare in oggetto indicata, con la quale si evidenzia come le richieste di riscatto di servizi e periodi, da computare ai fini pensionistici, vengano evase con notevole ritardo e, a volte, solo al momento del collocamento a riposo dell'interessato. Al riguardo, premesso che la situazione segnalata e' alla costante attenzione del Ministero che non sottovaluta certamente l'esigenza di promuovere iniziative idonee ad eliminare la mole delle pratiche presso i singoli Provveditorati agli studi, si ritiene opportuno osservare che il riscatto degli anni di servizio pre-ruolo e degli anni universitari puo' operarsi o contestualmente al decreto di pensione o, in via autonoma, non contestualmente ad esso. Il motivo per il quale, nella maggior parte dei casi, gli uffici periferici provvedono al riscatto contestualmente alla pensione deriva dall'urgenza di dover provvedere, quanto meno in via provvisoria, alla liquidazione della pensione stessa. Tale esigenza - unitamente alle difficolta' cui i singoli uffici devono far fronte, in relazione alla carenza di personale ed all'inadeguatezza delle strutture, per portare a compimento i complessi adempimenti istruttori - ha comportato che, salvo per pochi casi riguardanti piccoli provveditorati aventi minori carichi di lavoro, il provvedimento di riscatto venga in pratica emesso contestualmente al decreto di pensione. Questa amministrazione, gia' da tempo, ha cercato di ovviare a tale stato di cose con analisi e programmazione del riscatto, inizialmente attuate presso l'apposito Ispettorato del Ministero e successivamente estese a tutta la periferia. Piu' di recente, e' stata effettuata dal predetto Ispettorato un'approfondita rilevazione dell'arretrato esistente presso gli uffici periferici ed e' stato, quindi, approntato un progetto obiettivo, al fine dell'eliminazione dell'arretrato specie nei provveditorati delle grandi sedi, ove il fenomeno e' piu' considerevole. Tale progetto, finalizzato - mediante incentivazione del personale e rafforzamento delle procedure automatizzate - allo snellimento dei procedimenti per la quiescenza e la previdenza e al relativo snellimento dell'arretrato, e' stato a suo tempo inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri anche al fine di reperire la necessaria copertura finanziaria. Fermo restando, comunque, che il Ministero non manchera' di esaminare l'opportunita' di riproporre il progetto in parola, ai fini dei finanziamenti di cui all'articolo 2 della legge n. 537 del 1993, si ritiene di dovere peraltro osservare che la possibilita' di dare corso al riscatto di tutte le pratiche giacenti, specie per quanto attiene all'oneroso riscatto del periodo di studi universitari, potrebbe costituire un notevole introito per l'Erario. Si intende, ovviamente, che notevoli miglioramenti all'attuale situazione - che, giova ripetere, il Ministero segue con vigile attenzione - potranno derivare da adeguate modifiche operative e normative che si auspica possano essere individuate ed approvate nel contesto dei provvedimenti volti al riesame dell'intera materia pensionistica. Il Ministro della pubblica istruzione: D'Onofrio.