Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00389 presentata da BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940928
Al Ministro degli esteri. - Per sapere - premesso che: al 1^ settembre 1994, 5.173 prigionieri politici palestinesi risultano ancora detenuti da Israele. Piu' del 56 per cento di loro sono detenuti all'interno della "linea verde", cioe' in Israele, in violazione della IV Convenzione di Ginevra la quale afferma che "le persone accusate di reati saranno detenute nei territori occupati, e se dichiarati colpevoli sconteranno la loro pena li' dentro" (articolo 76); di questo gruppo di detenuti fanno parte 75 prigionieri palestinesi che, vivendo dal '48 all'interno della "linea verde", Israele ha rifiutato di rilasciare come parte dei prigionieri palestinesi liberati, affermando che essi sono cittadini israeliani e non palestinesi. Tra questo numero vi sono anche 36 donne che stanno aspettando di essere rilasciate dall'ottobre del 1993 quando i negoziatori palestinesi e israeliani annunciarono che sarebbe stato il primo gruppo di prigionieri messo in liberta'; fino al 1^ settembre 5.480 palestinesi sono stati scarcerati a partire dalla firma della Dichiarazioni dei Principi siglata il 13 settembre del 1993. Questo numero include approssimativamente 4.450 rilasciati che hanno seguito la firma dell'Accordo sulla Striscia di Gaza e l'Area di Gerico siglata al Cairo il 4 maggio 1994; questo ultimo rilascio e' stato studiato e supportato da una enorme campagna pubblicitaria secondo la quale Israele s'impegnava a rilasciare "circa 5.000 prigionieri in cinque settimane"; quando l'8 luglio le cinque settimane erano ormai trascorse il Mandela Istitute ha stimato che solo la meta' di quel numero e' stato effettivamente rilasciato. Soltanto il 19 agosto (piu' di quindici settimane dopo) Israele ha annunciato di aver completato il suo impegno riguardante i rilasci e che le future liberazioni avrebbero dovuto essere ulteriormente negoziate. Il numero dei rilasciati risulta inoltre diminuito, rispetto ai cinquemila annunciati, di oltre cinquecento unita'; attualmente ci sono 550 prigionieri "rilasciati" che devono obbligatoriamente risiedere nell'Area di Gerico, rimanendo li' confinati perfino senza documenti d'identita'. Fino ad oggi questi ex-prigionieri sono alloggiati in rifugi temporanei, scole e hotel con circa 12-15 persone per stanza. I problemi si sono moltiplicati con l'inizio dell'anno scolastico poiche' e' stato ovviamente richiesto l'utilizzo delle scuole. Molti continuano a dormire senza coperte per terra o all'aperto. Sono costretti a recarsi fino nel centro di Gerico per acquistare acqua potabile. Altissimi sono i costi finanziari per le famiglie degli ex-detenuti ora confinati nell'Area di Gerico; la situazione risulta peggiorata anche all'interno delle prigioni israeliane cosa che ha portato i detenuti palestinesi ad iniziative di lotta come lo sciopero della fame. Per denunciare all'opinione pubblica la loro condizione e' in preparazione un nuovo sciopero per la fame, questa volta ad oltranza, previsto per la meta' di ottobre; intanto continuano regolarmente gli arresti mentre la tortura e' una pratica adottata ordinariamente durante gli interrogatori da parte della polizia e dell'esercito israeliano -: quali iniziative il Governo intenda assumere, in coordinazione con gli altri paesi dell'Unione Europea, nei confronti del governo d"Israele affinche' siano rispettati gli accordi di pace, siano liberati i prigionieri politici palestinesi, siano rispettati i diritti umani; se il Governo non intenda associarsi, come ha fatto il governo olandese, nel progetto di cooperazione con l'amministrazione palestinese teso al varo di un piano per costruire delle unita' abitative per i prigionieri rilasciati ed obbligati al confino dell'Area di Gerico. (5-00389)