Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00423 presentata da BONAFINI FLAVIO (LEGA NORD) in data 19941006
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: l'attuale Governo ha dichiarato e dichiara di ispirarsi ai princi'pi del liberismo e, quindi, di voler tagliare i ponti con un passato caratterizzato da logiche assistenziali che hanno dissestato l'economia del paese e la finanza pubblica e le cui conseguenze cominciano a pesare in maniera significativa, soprattutto sui ceti piu' deboli; il necessario rigore della futura legge finanziaria rischia di ledere i diritti legittimi di chi ha versato contributi pensionistici per piu' di 30 anni di lavoro, senza pero' toccare i privilegi di coloro che percepiscono stipendi non guadagnati e - in vari casi - perfino rifiutano il lavoro che viene loro proposto; in particolare, a tre anni di distanza dalla legge n. 223 del 1991 e' necessario prendere atto del fallimento di tutti i tentativi di far avviare al lavoro i soggetti iscritti nelle cosiddette liste di mobilita' (nel primo quadrimestre 1994 soltanto un iscritto su dieci, in media, e' stato assunto); in Campania, in particolare, durante il primo quadrimestre del 1994 la percentuale dei lavoratori che godono del sussidio di mobilita' e che vi hanno rinunciato dinanzi ad una proposta di lavoro e' inferiore al 4 per cento (contro il 53,3 per cento del Veneto ed il 47,3 della Lombardia); i dati sopra citati rivelano non soltanto che la legge n. 223 del 1991 e' complessivamente fallita (e si e' rivelata disastrosa soprattutto nel sud), ma che dietro alla gestione degli uffici di collocamento e delle liste di mobilita' vi e' una diffusa realta' di abusi e di illegalita'; a tale riguardo si hanno documentazioni precise in merito al fatto che vi sono province, anche di radicatissima ed egemonica tradizione socialcomunista, dove la legge viene quotidianamente disattesa, dato che le regole fissate dal legislatore vengono rovesciate: non e' l'ufficio di collocamento che indica agli imprenditori i nominativi dei lavoratori in lista di mobilita' e li invita a chiamarli (con tutte le conseguenze stabilite in caso di diniego), ma e' la stessa Sezione circoscrizionale per l'impiego che espone le offerte di lavoro riservate agli iscritti nelle liste di mobilita' (rendendo di fatto impossibile escludere dai benefi'ci di legge chi si rifiuti di accettare un lavoro propostogli) -: se il Ministro non giudichi necessario avviare indagini ed ispezioni, soprattutto nelle regioni del centro e del sud, dove piu' alto e' il tasso di lavoratori che sostano nelle liste di mobilita' (giornalisticamente gia' ribattezzate liste di "immobilita'") in modo da individuare illegalita', abusi e palesi violazioni delle norme vigenti; se il Ministro non reputi indispensabile introdurre, con proprie circolari, disposizioni precise che vincolino il comportamento delle sedi decentrate del Ministero del lavoro e delle imprese, in modo tale che queste ultime - sulla base delle liste fornite dagli uffici provinciali del lavoro - debbano rivolgersi per iscritto ai lavoratori in mobilita' che dovrebbero assumere e, contestualmente, darne informazione agli uffici di collocamento (soltanto in questa maniera, infatti, sara' possibile moralizzare il settore e porre un freno ad una spesa assistenzialistica incontrollata); se il Ministro non ritenga, di fronte al rischio che lavoratori con 35 o 40 anni di contribuzioni pensionistiche vedano allontanarsi il giorno del pensionamento (continuando a dover lavorare in fonderia o nei cantieri edili), di muoversi affinche' si ponga mano allo studio di una modifica radicale della legge n. 223 del 1991 ed in generale di tutto il sistema degli ammortizzatori sociali, in modo tale da eliminare i privilegi ingiustamente concessi a talune categorie ed a talune aree del paese e da liberare il mercato del lavoro da elementi di perturbazioni ed inquinamento. (5-00423)