Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00432 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19941006
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: il Disegno di Legge del Governo n. 1048, collegato alla manovra di finanza pubblica, presentato il 2 agosto 1994 e recante "Disposizioni in materia di razionalizzazione dell'organizzazione delle strutture e della spesa sanitarie", con riferimento ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 3 contiene norme per la disattivazione, entro due mesi, degli ospedali con un numero di posti letto inferiore a 120, relativamente alla situazione della Sardegna; obiettivo strategico del Piano Sanitario Nazionale per il triennio 1994/1996 - emanato con Decreto del Presidente della Repubblica del 1^ marzo 1994 - risulta essere la garanzia di "livelli uniformi di assistenza sanitaria" per tutti i cittadini, con "uguali opportunita' di accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale"; l'Atto di Intesa fra Stato e regioni per la definizione del Piano Sanitario Nazionale - sottoscritto nella seduta della Conferenza Permanente per i rapporti Stato-regioni del 25 novembre 1993, a cui il citato Decreto del Presidente della Repubblica del 1^ marzo 1994 fa esplicito riferimento - propugna una programmazione sanitaria legata ad un sistema pluralistico, capace di costruire una rete di supporto ai piu' deboli e adeguato ai bisogni di chi soffre; lo stesso Atto di Intesa fra Stato e regioni del 25 novembre 1993 riconosce alle regioni la titolarita' delle competenze relative alla organizzazione dei servizi sanitari, "tenendo conto della tipologia della domanda presente nel territorio, delle modalita' per migliorare l'accessibilita' ai servizi, delle priorita' della programmazione sanitaria, delle necessita' di riequilibrio territoriale e del miglioramento dei livelli di efficienza del sistema" -: se corrisponda a questi criteri di politica sanitaria e a questi obiettivi di tutela sociale l'indirizzo del Governo, contenuto nel Disegno di legge n. 1084 del 2 agosto 1994, volto a chiudere i presidi ospedalieri che non abbiano una dotazione minima di 120 posti letto e che, in Sardegna, comporterebbe la soppressione di dodici ospedali, dei quali: l'Ospedale regionale per le Microcitemie di Cagliari, il Centro Studi per le Malattie broncopolmonari di Cagliari, il Centro Traumatologico Ortopedico di Iglesias e gli Ospedali di Ittiri, Thiesi, La Maddalena, Bosa, Surgono, Isili, Ghilarza e Muravera; se non si ritenga che il Governo debba riconsiderare il ruolo fondamentale di prevenzione, di assistenza e di riabilitazione che questi presidi ospedalieri svolgono, rispetto a bacini di utenza di decine di migliaia di persone residenti in aree geografiche che distano centinaia di chilometri dai grandi centri urbani e che non possono certamente contare sull'efficienza dei trasporti pubblici o sulla rapidita' dei collegamenti, essendo riconosciuta la cronica e totale insufficienza di una rete viaria ancorata ad origini ottocentesche e che obbliga ad una percorrenza dai tempi lunghissimi, pericolosa e difficile specie in situazioni di emergenza; se la particolarita' delle condizioni geografiche, demografiche e socio-economiche delle zone interessate dall'annunciata soppressione di questi ospedali, cosidetti "di periferia", non richiami una realta' di discriminazione e di arbitrio, tanto piu' odiosa in quanto perpetrata contro i malati, e comunque ben lontana dalle regole di equita' cui il nostro modello di civilta' sanitaria pretenderebbe di conformarsi; non esistono, in queste zone della Sardegna, spesso emarginate e isolate, strutture alle quali possano rivolgersi le popolazioni residenti, nel momento in cui manca del tutto una rete decentrata di servizi sanitari primari che doveva legarsi all'attivazione - mai realizzata - dei distretti socio-sanitari di base e ad una nuova organizzazione dei servizi nel territorio; se il criterio indicato con la fissazione della soglia dei 120 posti letto ritenuto determinante ai fini della soppressione - possa essere considerato razionale e utile ai fini di una pianificazione sanitaria volta alla riqualificazione e al rilancio della rete ospedaliera; molti degli ospedali che andrebbero disattivati, pur non raggiungendo formalmente il tetto dei 120 posti letto, hanno elevati tassi di attivita' su base annua (come e' nel caso degli Ospedali di Bosa, di Isili e di Sorgono), mentre altri risultano indispensabili, a motivo della propria specializzazione, per far fronte all'evoluzione dei quadri patologici e alle relative tipologie di intervento (come e' nel caso del Centro Traumatologico Ortopedico di Iglesias e del Microcitemico di Cagliari, quest'ultimo riconosciuto dal l'Organizzazione Mondiale della Sanita' quale centro internazionale di riferimento per le emopatie ereditarie e svolgendo un'attivita' preventiva essenziale per le malattie genetiche e per la talassemia in particolare); malattia che, com'e' noto, in Sardegna ha un'altissima incidenza anche nella forma piu' grave (morbo di Cooley); quali livelli minimi di tutela del diritto alla salute il Governo intenda assicurare ai cittadini sardi residenti nelle zone interessate dalla disattivazione degli ospedali cui ci si e' riferiti; quali strutture e servizi integrativi possano, allo stato attuale, sostituire l'attivita' ospedaliera dei presidi che si intende sopprimere, per non lasciare inevasa la domanda sociale e per dare seguito alle legittime richieste di efficacia e di efficienza che vengono dalle comunita' locali; quali prospettive reali esistano, in relazione ai bisogni sanitari delle popolazioni e allo stato dell'assistenza ospedaliera, in termini di prestazioni, trattamenti e attivita' erogate dal Servizio Sanitario Nazionale nella regione autonoma della Sardegna, stante il dichiarato collegamento del Disegno di Legge in oggetto con la manovra di finanza pubblica e il suo prioritario ed esclusivo obiettivo di contenimento della spesa sanitaria che portera' ad una ulteriore riduzione della gia' risibile e insoddisfacente quantita' di risorse e finanziamenti destinati al Servizio Sanitario Nazionale. (5-00432)