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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00233 presentata da CECCONI UGO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19941007

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dei trasporti e della navigazione e dell'ambiente, per sapere - premesso che: il Presidente del Consiglio dei ministri con decreto 10 agosto 1986, ha approvato il progetto di lavori ferroviari denominato alta velocita'; le ferrovie dello Stato SpA hanno concesso alla TAV SpA la realizzazione di tali lavori; il progetto si basa su presupposti discutibili, interessando collegamenti di centri abitati distribuiti sul territorio nazionale con caratteristiche di centri di piccole e medie dimensioni situati a breve distanza reciproca, come esposto con estrema chiarezza dal professor Giuseppe Di Rita nel convegno TAV tenuto in Roma il 27-28 giugno 1994; la necessita' prioritaria e strutturale del sistema dei trasporti e' di collegamenti ferroviari rapidi e frequenti anziche' di collegamenti superveloci su grandi distanze come nel sistema TAV; l'orografia della penisola italiana e la presenza diffusa nel territorio di insediamenti abitativi e produttivi costituisce un ostacolo al progetto TAV, con un prevedibile aumento di costi in fase esecutiva e con gravi danni sull'ambiente e sul paesaggio; la presenza dei privati nel finanziamento del 60 per cento del costo non sembra essere reale, in quanto nel project financing di coinvolgimento del capitale privato nell'opera pubblica gli oneri per interessi sono accollati allo Stato, quale garante di ultima istanza, che si assume tutti i rischi di impresa, come affermato con estrema chiarezza dal Ragioniere Generale dello Stato dottor Andrea Monorchio nel Convegno TAV tenuto a Roma il 27-28 giugno 1994; anche in tema di ricaduta occupazionale il progetto TAV e' ben lontano dall'assicurare i 200.00 posti di lavoro propagandati, avendo l'ing. Angelo Flores, Presidente del Consorzio IRICAV 1, affermato che per la durata dei lavori previsti in 6 anni vi sarebbe una produzione di 45.000/50.000 posti di lavoro, tra occupazione diretta e indiretta; molte amministrazioni comunali hanno revocato le delibere con le quali era stato concesso, in modo superficiale e senza una seria analisi, il nulla osta al progetto; la realizzazione della linea Alta Velocita' nella tratta Roma-Napoli non sembra avere valida giustificazione, in quanto detta linea e' gia' quadruplicata; per la tratta Roma-Napoli il deliberato della Conferenza dei servizi appare illegittimo, non essendo stata rispettata la norma dell'articolo 7 comma 4 della legge n. 385 del 1990, la quale prescrive che, ove le delibere comportino variazioni degli strumenti urbanistici, devono essere ratificate dai Consigli Comunali entro 30 giorni, sotto pena di caducazione; il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all'unanimita' una mozione con la quale si dava atto che la Regione aveva deliberato in materia sulla base di "analisi territoriali superficiali e in alcune parti palesemente false" e impegnava la Giunta a riconvocare la Conferenza dei servizi; il Consiglio Provinciale di Roma ha approvato un ordine del giorno di contenuto analogo a quello del Consiglio Regionale; per quanto sopra esposto appare inopportuno realizzare i lavori del progetto TAV senza una preventiva valutazione di impatto ambientale seria e approfondita; gli appalti dei lavori sono stati affidati a trattativa privata, senza il rispetto delle normative CEE -: se risponda al vero che i lavori sulla tratta Roma-Napoli siano iniziati e se il Governo non ritenga opportuno sospendere l'esecuzione degli stessi fino a quando siano stati definiti gli indispendabili presupposti procedurali evidenziati in materia di adeguamento dell'affidamento dei lavori alla normativa CEE e in materia di impatto ambientale; se il Governo non ritenga di dover esaminare l'eventualita' di trasformare il progetto TAV, sul parametro del rapporto tra costi e benefi'ci, in una velocizzazione delle linee che comportino quadruplicamento per trasporto di merci e persone, tenendo conto che per la legge approvata nella sessione di bilancio 1994, le ferrovie dello Stato SpA devono realizzare un programma di investimento che dia la priorita' al potenziamento della rete nonche' ai raddoppi e quadruplicamenti delle linee attuali, carenti o assenti soprattutto al Sud, ma anche al Nord; se il Governo non ritenga opportuno realizzare una politica dei trasporti pubblici che privilegi con assoluta priorita' la risoluzione del problema del traffico ferroviario nelle grandi aree metropolitane, prossime al collasso, ed il trasporto a mezzo ferrovia delle merci, che attualmente per circa il 90 per cento si svolge su strada, con ovvi problemi di consumo energetico, di inquinamento ambientale e di costi di esercizio. (2-00233)





 
Cronologia
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