Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04082 presentata da PALEARI PIERANGELO (FORZA ITALIA) in data 19941011
Ai Ministri delle finanze e dell'industria, commercio e artigianato. - Per conoscere - premesso: che il gasolio sia per autotrazione che per riscaldamento sconta un'unica accisa al fine - si dice - di evitare possibili evasioni gia' verificatesi nel passato; che per altro le possibilita' di contrastare l'evasione nel resto dell'Unione Europea e' risolta con sostanze e coloranti che differenziano le utilizzazioni; che nella stessa Unione Europea le accise che colpiscono il gasolio da riscaldamento sono inferiori (talvolta notevolmente) a quelle applicate sul gasolio per autotrazione; che il metano (utilizzato prevalentemente per il riscaldamento) sconta un'imposta di consumo notevolmente inferiore rispetto all'accisa applicata sul gasolio (circa il 50 per cento); che l'IVA - sia sul gasolio che sul metano - viene applicata sul prezzo complessivo comprensivo dell'accisa nell'un caso e dell'imposta di consumo nell'altro caso; che a parere dell'interrogante non sussistono ragioni per uniformare la tassazione del gasolio per autotrazione a quella del gasolio per riscaldamento poiche' quest'ultimo ha finalita' e funzioni anche e soprattutto di carattere sociale; che non sussistano motivi per agevolare, sul piano dell'imposizione, il consumo di metano rispetto al consumo di gasolio nel riscaldamento essendo sfatato il concetto di minor tasso di inquinamento del metano rispetto al gasolio; che una lungimirante politica energetica consiglia di non indirizzare con manovre fiscali che incidono direttamente sul prezzo verso un'unica fonte di energia (il metano che peraltro risulta all'interrogante in difficolta' di reperimento); che, da un'indagine svolta dall'interrogante, che qui di seguito si riassume, una drastica riduzione dell'accisa sul gasolio da riscaldamento porterebbe un notevole vantaggio (oltre 8.000 miliardi di lire) alle dissanguate casse dell'erario, e precisamente: premessa la seguente ipotesi (aggiornata al 31 agosto 1994); riduzione di L. 575 dell'imposta sul gasolio riscaldamento, attuali 875 L/lt. a 300 L/lt.); costo attuale gasolio riscaldamento L.1.230/1t; incidenza attuale su inflazione (dato 1992) 1,18 per cento; costo con riduzione ipotizzata (-575) L.655/lt; consumo nazionale gasolio 1993 - 4.7 milioni di tonnellate (per il 1994 si ipotizza un calo prudenziale di circa il 15 per cento) valore stimato 1994 tonnellate 4 milioni; minor incidenza sul tasso d'inflazione 1230:1,18 per cento=575:X ; X=0,55 per cento. a) vantaggi: Riduzione del costo del denaro per il debito pubblico: assunto che 1 punto d'inflazione corrisponde a circa 19.000 miliardi (come indicato dalla stampa specializzata): 19.000 X 0,55 per cento = + 10.450 miliardi. Minori costi per Enti Pubblici: stimando in circa il 20 per cento del totale il consumo degli Enti Pubblici T. 4.000.000 X 20 per cento = T. 800.000; T. 800.000 : 0.845 X 1.000 = = lt. 946.746.000 X 575 = + 544 miliardi + 10.994 miliardi. b) svantaggi: + Minor gettito fiscale T. 4.000.000 0.845 X 1.000 = lt. 733.728.000 X 575 - 2.721 miliardi. vantaggio totale: + 8.273 miliardi. se non si rintenga utile e necessario equilibrare il carico fiscale delle diverse fonti di energia utilizzate per il riscaldamento; se non sia compito primario cercare in tutti i modi di creare risparmi nella spesa; se sia corretta l'applicazione dell'IVA anche su un imponibile in parte notevolissima composto da imposte. (4-04082)