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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04242 presentata da CALVI GABRIELE (PART.POP.ITAL.) in data 19941014

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dei trasporti e navigazione, dei lavori pubblici e coordinamento delle politiche dell'Unione europea. - Per sapere - premesso che: sia dalle indicazioni del libro bianco di Delors sul tema specifico dei trasporti e nell'ottica di sviluppo del mercato interno che dai lavori della Commissione dell'Unione europea, conclusi il 7 aprile scorso con la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri sullo sviluppo delle reti transeuropee dei trasporti (com. 94-106 def.) emergono le fondamentali direttive sugli obiettivi della mobilita' sostenibile che tendono ad orientare ad un maggior equilibrio tra le varie modalita' di trasporto incentivando, in particolare, l'utilizzo delle idrovie come principale momento di decongestionamento del trasporto su strada ed attenuando il divario oggi esistente tra la rete idroviaria principale e la secondaria. Tuttavia nella proposta di decisione l'asse Cremona-Po-Adriatico, pur inserito nelle reti transeuropee, grazie ad un emendamento approvato dal Parlamento europeo in data 26 ottobre 1993, e' stato successivamente inserito nello schema delle reti e del trasporto combinato ma, in tale sede, relegato ad un ruolo secondario; la voluminosa documentazione sulla navigazione interna discussa presso le istituzioni comunitarie, porta a constatare la necessita' di un potenziamento della rete idroviaria primaria dell'Europa settentrionale e del conseguente adeguamento della secondaria, in particolare in quelle regioni dell'Unione europea soggette all'ormai insostenibile carico della gestione del trasporto su gomma, cosi' come avviene nella Valle del Po; non e', quindi, interesse comunitario incrementare il lamentato divario, trascurando in tal modo le potenzialita' di raccordo di traffico merci con i Paesi periferici del sud come la Grecia e dell'est, attraverso il Mediterraneo; emerge, pertanto, la necessita' di orientare finanziamenti in direzione di quelle reti idroviarie, come la padano-veneta, che ha il suo perno nel fiume Po ed e' bisognosa di adeguamento ai criteri uniformi di classificazione (cent 92) rispettando, in tal modo, i parametri della categoria quinta delle vie navigabili internazionali; il principio ispiratore delle azioni di interesse comunitario e' rappresentato dalla sussidiarieta', in virtu' della quale ogni dichiarazione d'intenti presso la Commissione esecutiva deve essere precedentemente sostenuta dalla costante presenza della rappresentanza italiana presso le istituzioni comunitarie e, successivamente, nel corso del complesso iter che parte dalla proposta di decisione presentata dalla Commissione per giungere al parere del Comitato economico e sociale, indi a quello delle regioni ed alla codecisione del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri; per ottenere il concreto inserimento nella fascia dei progetti finanziabili e' necessario che l'iniziativa dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri dell'Unione europea, venga inserito nella fascia di quelli "prioritari" di interesse comunitario; interessante, al riguardo, l'esperienza dei Paesi Nord europei, onnipresenti presso le istituzioni comunitarie, ricchi di progetti che rientrano in una pianificazione nazionale continuamente rimeditata, aggiornata alla luce delle nuove risorse e dei nuovi criteri messi in atto dall'Unione europea e quindi finanziata dalla Comunita' attraverso una rete proficua di investimenti; per converso lo Stato italiano appare pressoche' assente presso le Istituzioni comunitarie provocando, in tal modo, un ulteriore calo di credibilita' in ordine alle tematiche esposte ed una spasmodica quanto incerta rincorsa alle possibilita' di inserimento del Po nelle reti transeuropee primarie attraverso azioni di recupero quali emendamenti ed altre iniziative parlametari che si sviluppano in carenza di un quadro ancorato su solide basi presso la Commissione e senza le necessarie garanzie d'appoggio presso il Consiglio dei ministri; la pianificazione nazionale dei trasporti, attraverso la legge n. 380 del 1990 (legge Torchio) e lo stesso Piano generale dei trasporti assegna all'asse idroviario padano-veneto, valenza primaria a livello di interesse strategico del nostro Paese e ne prevede il completamento con l'eliminazione delle strozzature esistenti, mentre la legge finanziaria in discussione assegna, sia pure per esercizi abbastanza lontani, una discreta attenzione alla continuazione dell'idrovia da Pizzighettone in direzione di Milano; nessun impegno e' stato assunto in sede comunitaria, nonostante le imminenti scadenze in tema di trasporti ed i sicuri emendamenti presentati in questi giorni da parlamentari europei del PPI, dei progressisti e della lega con riferimento agli ingenti finanziamenti pari a circa 40 mila miliardi di lire disponibili per i prossimi anni nell'ambito dei trasporti; il Consiglio dei ministri dell'Unione europea ha traguardato in modo inderogabile al 30 giugno 1995 il termine massimo per la definizione delle reti transeuropee e degli schemi direttori finanziabili. Entro tale data dovra' pronunciarsi il Parlamento europeo (codecisione) che affronta la problematica nelle sedute dell'11-12-13 ottobre della Commissione trasporti e nell'Assemblea generale del 25 ottobre e seguenti fino alla fine di novembre; in tali sedi si confida sull'iniziativa della rappresentanza italiana per togliere l'asse idroviario padano-adriatico dal novero delle reti secondarie e quindi non soggette a finanziamento per il prossimo decennio in quanto trattasi di collocazione ingiustificabile del principale fiume italiano che bagna le aree piu' intensamente abitate ed industrializzate dell'intero paese, e non sembra trovare alcuna motivazione nemmeno nell'impegno finanziario richiesto in quanto tutti i progetti presentati sono modulari e pertanto scomponibili ed interconnessi onde poter procedere in modo coordinato con i cofinanziamenti previsti dall'apporto finanziario diretto dei paesi membri -: quali siano i motivi della totale grave assenza di iniziativa dei Ministri interrogati in ordine all'inserimento del sistema idroviario padano-veneto nello schema direttore delle reti prioritarie europee ed in quello del trasporto combinato; se non ritenga il Governo, considerate le imminenti scadenze, di adottare un programma a brevissimo termine che preveda incisive e reiterate azioni presso le Istituzioni comunitarie e la rappresentanza italiana onde ufficializzare la linea avanzata in tale direzione dagli eletti italiani in sede di Parlamento europeo; se non consideri il Governo l'opportunita' di sostenete tali problematiche in maniera seria e risoluta, con particolare riferimento al grave squilibrio modale dei trasporti in essere nel nostro paese, con riferimento alla media europea ed alla necessita' di effettuare in tempi strettissimi quel coordinamento stretto con la realta' comunitaria che appare del tutto assente sia a livello politico che istituzionale che di raccordo con i funzionari dell'Unione europea preposti alla trattazione della materia. (4-04242)

 
Cronologia
venerdì 30 settembre
  • Politica, cultura e società
    Il segretario del MSI Gianfranco Fini propone lo scioglimento del partito in Alleanza Nazionale.

venerdì 14 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Si svolge uno sciopero generale, organizzato contro la legge finanziaria e il taglio delle pensioni.

martedì 18 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il ministro di Grazia e giustizia, Alfredo Biondi, avvia un'inchiesta ministeriale sui giudici del pool milanese.