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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00273 presentata da TAGINI PAOLO (LEGA NORD) in data 19941020

Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: fino al 1986 la piena validita' della licenza di porto di fucile per tiro a volo, istituita della legge 18 giugno 1969, n. 323, e' stata riconosciuta universalmente. Dal 1986 e' sorta una controversia, soprattutto in sede di Commissione Consultiva Centrale sul controllo delle Armi, circa la sua validita' in quanto la legge 25 marzo 1986 n. 85 (conosciuta come legge Lo Bello), disciplinando l'intera materia della utilizzazione delle armi per uso sportivo, avrebbe tacitamente abrogato la legge 18 giugno 1969, n. 323, regolatrice della sola licenza di porto d'armi per l'esercizio dello sport del tiro a volo. Il Ministero dell'interno, quindi, decideva di chiedere un parere al riguardo al Consiglio di Stato. Quest'ultimo con parere 6 maggio 1992, si pronunciava per l'abrogazione tacita della legge n. 323 del 1969, nel senso sopra citato, specificando, sostanzialmente, che l'abrogazione sarebbe stata giustificata anche dalla circostanza che le armi utilizzate per il tiro a volo costituivano una fattispecie distinta rispetto al genere delle armi per uso sportivo, regolate dalla successiva legge n. 85 del 1986. La pronuncia veniva aspramente contestata da tutto il settore armiero e dai tiravolisti in particolare, gran parte dei quali si trovavano di colpo impossibilitati all'esercizio legittimo del loro sport. Cosicche' venne richiesto un ulteriore parere al Consiglio di Stato il quale, in data 21 aprile 1993, confermava la suddetta abrogazione. Successivamente veniva emanata la circolare ministeriale n. 559/C. 12480. 10089 (4) del 23 luglio 1993, con la quale veniva disposto il ritiro, in quanto non piu' valide, delle licenze di tiro a volo: provvedimento ministeriale che creava un autentico terremoto tra i tiravolisti e soprattutto tra le persone e le famiglie che vivevano con gli introiti connessi alle attivita' dello sport del tiro a volo. Venivano altresi' radicate avanti il TAR del Lazio diverse impugnazioni dirette a contestare la presunta abrogazione e l'assoluta diversita' della voluntas delle due leggi e le profonde differenze tra l'esercizio del tiro a volo rispetto agli altri sport comportanti l'uso delle armi: giudizi tuttora pendenti. Fortunatamente il legislatore interveniva con la legge n. 537 del 1993 (legge di accompagnamento alla Finanziaria del 1994) fornendo una indiretta ma inequivoca interpretazione autentica della legge Lo Bello. Al comma 9 dell'articolo 16, infatti, questa stabiliva: "salvo quanto previsto dalla legge 25 marzo 1986 n. 85 per le armi sportive, restano ferme le disposizioni della legge 18 giugno 1969, n. 323, per l'esercizio dell'attivita' sportiva del tiro a volo". Il Ministero dell'interno, preso atto di quanto sopra, con circolare n. 559/CPS del 12 gennaio 1994, ribadiva la validita' della licenza in oggetto ed invitava le Questure a non tenere conto delle precedenti circolari che disponevano il ritiro delle suddette licenze. I titolari delle licenze di tiro a volo, quindi, avrebbero dovuto riottenere le licenze e potere esercitare tutte le inerenti facolta' (porto del fucile, acquisto di munizioni, etc). Dapprima alcune Questure rifiutavano di riconsegnare le licenze al legittimi proprietario, addirittura, respingevano immotivatamente il rilascio di nuove licenze, ed ora altre Questure (Roma, Terni, Benevento, Alessandria, Savona, Ancona, e altre), disattendendo la normativa contenuta nella legge n. 537 del 1993, e le disposizioni impartite dallo stesso Ministero, continuano ad "interpretare" la licenza come autorizzativa del "solo trasporto dell'arma" -: se sia a conoscenza della situazione in essere teste' descritta e quali provvedimenti intenda prendere per evitare che una norma di legge (l'articolo 16, comma 9, della legge n. 573 del 1993) sia applicata in modo difforme e arbitrario in certe province del Paese da parte degli organi periferici di codesto Ministero. (3-00273)

 
Cronologia
martedì 18 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il ministro di Grazia e giustizia, Alfredo Biondi, avvia un'inchiesta ministeriale sui giudici del pool milanese.

sabato 22 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    L'Italia è condannata a pagare all'Unione europea una multa di 3621 miliardi di lire per non avere rispettato le quote di produzione del latte assegnate per il periodo 1989-1993.