Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00259 presentata da CRUCIANELLI FAMIANO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19941021
I sottoscritti chiedono di interpellare il presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: il grado di pluralismo di trasperanza, di liberta' del sistema informativo e comunicativo del nostro paese rappresenta per tanti versi l'indice di democrazia realmente esistente; di fronte ai profondi mutamenti tecnologici aperti nel campo della comunicazione per il nostro paese, il futuro, l'autonomia, lo sviluppo economico ed il ruolo internazionale sono in larga misura legati alla capacita' di svolgere una funzione attiva e non subalterna; dal punto di vista democratico e dal punto di vista di uno sviluppo nuovo per il paese e' insopprimibile l'esigenza di un sistema informativo e comunicativo aperto, avanzato e nel quale si combinino un reale pluralismo dei soggetti produttori di informazione e di comunicazione ed una presenza riqualificata e centrale di un servizio pubblico capace di garantire, insieme all'intero sistema, il fondamentale diritto alla comunicazione sviluppando un'araa informativa sottratta alla logica di mercato, alla influenza dei centri di potere economico e politico; per garantire tutto cio' e' indispensabile muoversi sul terreno delle regole, delle norme di tutela ma anche sul terreno dei processi reali di sviluppo ponendo il nostro paese nella condizione di realizzare una presenza attiva nel campo della multimedialita'; in riferimento a tutte le premesse sin qui esposte, in questi mesi il Governo si e' obiettivamente e gravemente mosso nella direzione opposta; in presenza di una situazione preesistente gia' grave; nessun atto e' stato realizzato per superare la situazione di monopolio nel campo del sistema informativo e comunicativo televisivo privato rappresentato dalla FININVEST; nei confronti della RAI si e' riaperto un non contestabile processo di occupazione spartitoria funzionale ad un ridimensionamento del servizio pubblico nei confronti del monopolista privato e ad una stretta osservanza del servizio pubblico nei confronti degli orientamenti del Governo; nessun corso e' stato dato alla deliberazione del senato adottata in sede di esame del disegno di legge N. 568 di conversione del DL n. 332 sulle privatizazioni, del 27 luglio 1994 che impegnava il governo a: "scorporare la societa' STET, che rappresenta un punto nodale per la strategia nazionale delle telecomunicazioni, dalla altra societa' privatizzabili e proporre un ddl ad esse riservate"; nessun atto e' stato compiuto per recepire nel nostro ordinamento in maniera integrale la direttiva CEE sugli spot pubblicitari; permane in tutta la sua evidenza un altrettanto non contestabile conflitto di interessi in capo al Presidente del Consiglio tra le sue funzioni e le sue attivita' imprenditoriali nel campo della comunicazione e oltre risolvibile solo attraverso la vendita delle imprese; infine il Governo ha annunciato la volonta' di intervenire con un disegno di legge per riorganizzare le norme di nomina del CdA della RAI preparandosi a compiere in questo modo una nuova e aperta violazione delle ripetute deliberazioni della Corte Costituzionale che affidano la competenza in materia di servizio pubblico radiotelevisivo al Parlamento con esclusione esplicita del Governo; si pone quindi in tutta la sua evidenza la soluzione di una enorme e non piu' rinviabile questione democratica -: quali iniziative intenda assumere per: superare la situazione di monopolio nel campo della comunicazione televisiva; garantire l'autonomia del servizio pubblico ed il suo rilancio; interrompere la presenza sulle reti pubbliche degli spot di pura propaganda governativa realizzati sino ad ora in virtu' di una impropria e chiaramente scorretta interpretazione della legge n. 223; superare il conflitto di interessi; recepire le direttive CEE in materia di informazione e comunicazione; garantire la presenza in un quadro strategicamente chiaro del nostro paese nel campo delle telecomunicazioni attuando la su citata deliberazione del Senato. (2-00259)