Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00035 presentata da MICHELINI ALBERTO (MISTO) in data 19941021
La Camera, premesso che: ogni persona, indipendentemente dall'eta', dal sesso, dalla religione e dall'appartenenza nazionale possiede una dignita' e un valore incondizionati e inalienabili; i diritti dell'uomo - riconosciuti e tutelati dalle Carte internazionali e dalla Costituzione della Repubblica italiana (articolo 3) - sono innati e prescindono da qualsiasi ordine costituzionale; la famiglia, comunita' di persone e prima cellula della societa', e' il luogo privilegiato della nascita e della educazione dei figli e come tale e' un'istituzione fondamentale per la vita di ogni societa'; la Dichiarazione universale dei Diritti Umani (n. 16, 3) si riferisce alla famiglia come al "nucleo naturale e fondamentale della societa'" che deve ricevere dalla "societa' e dallo stato" quella protezione a cui essa "ha diritto"; la risoluzione votata dal Parlamento europeo il 9/VI/'83 prevede politiche di sostegno alla famiglia; la Costituzione della Repubblica italiana "riconosce" - prende dunque atto della sua autonomia e originarieta' - "la famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio" (articolo 29), e "ne agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose" (articolo 31); lo Stato, in base ai princi'pi indicati nella propria Carta fondamentale ( articoli 2, 3, 29, 30, 31, 36, 37, 38, 47 e 53 ), ha la facolta' e il dovere di sostenere, favorire, difendere la famiglia in quanto tale, specie quelle piu' bisognose e numerose, e ciascuno dei suoi membri, attraverso adeguate scelte di politica sociale; lo Stato, per il principio della sussidiarieta', interviene soltanto la' dove essa non basta realmente a se stessa e lasciandola operare autonomamente la' dove essa e' autosufficente; gli statuti comunali, in base alla legge n. 142 sulle Autonomie Locali, riconoscono la famiglia come soggetto istituzionale, capace a un tempo di essere centro di interessi autonomi e protagonista di vicende socialmente rilevanti; in Italia, a differenza di altri Paesi della Comunita' Europea, la legislazione vigente non attribuisce ai problemi sociali una adeguata dimensione famigliare con la conseguenza di interventi amministrativi di natura esclusivamente assistenzialistica, che tendono a considerare la famiglia soggetto passivo di welfare, limitandosi a proteggerne - quando e' applicata - i singoli individui o le categorie piu' deboli ( anziani, minori, donne, persone con handicap, immigrati ) e non considerando le molteplici e insostituibili funzioni sociali che la famiglia in quanto tale ricopre specialmente dal punto di vista educativo, economico, di sostegno dei membri deboli, di ricambio ed equita' tra le generazioni; nell'attuale situazione di grave crisi sociale ed economica diventa sempre piu' urgente riconoscere effettivamente il ruolo unico e imprescindibile che la famiglia ha e deve avere nella nostra societa' e creare le condizioni indispensabili all'adempimento di tutte le sue funzioni; la popolazione italiana registra il piu' basso tasso di fecondita' nel mondo mentre si accresce quello di invecchiamento, dal che ne derivano enormi squilibri demografici nella struttura della popolazione. In particolare si rileva che le famiglie composte da una sola persona anziana sono ormai piu' di 1 su 5 di tutte le famiglie italiane e si ha una forte diminuizione della popolazione in eta' lavorativa, fonte di preoccupazione per il sistema di sicurezza sociale; la bassisima fecondita' e la forte velocita' di invecchiamento impongono una consistente immigrazione valutata, a queste condizioni, in un flusso di 300 mila persone all'anno con l'esigenza di un'accoglienza adeguata che non e' stata realizzata neanche con l'attuale flusso di 50 mila persone l'anno ( presenti per ora piu' come individui che come famiglie ); le autorita' centrali e locali non hanno ancora saputo adeguare le normative, le strutture e l'organizzazione del lavoro e dei servizi alla nuova condizione femminile che ha registrato un cambiamento cosi' radicale e rapido (dal 1972 al 1992 i posti di lavoro sono cresciuti di 0,3 milioni per gli uomini e di 2,5 milioni per le donne) da far ricadere sulla donna tutto il peso del mancato adeguamento delle leggi e delle strutture; la formazione di nuove coppie da diversi anni e' in Italia ancora piu' in difficolta' che nel resto d'Europa sia per ostacoli oggettivi (soprattutto quelle di trovare lavoro e casa) sia per la mancanza di politiche di sostegno alle coppie giovani che intendono formare una famiglia; ai genitori, che la Costituzione riconosce come i primi e principali educatori, deve essere data la effettiva possibilita' di scelta del tipo di scuola per i loro figli attraverso misure legislative ed economiche; la famiglia deve essere riconosciuta come soggetto primario sul pieno fiscale. Non e' fiscalmente equo tassare in modo praticamente eguale chi ha carichi famigliari e chi non li ha, la famiglia di due lavoratori senza figli e quella di due lavoratori con figli, o addirittura penalizzare le famiglie monoreddito rispetto a quelle che godono di piu' redditi. E' una logica che va cambiata, come va cambiato il perverso meccanismo della redistribuzione di cio' che viene prelevato per gli assegni famigliari (attualmente solo un terzo); la capacita' contributiva deve essere valutata considerando il nucleo famigliare; impegna il Governo: ed attuare nella loro pienezza gli articoli della Costituzione che riguardano la famiglia, a colmare il grave ritardo dell'Italia nelle politiche famigliari rispetto agli altri Paesi della Comunita' Europea, e in concreto a prevedere da subito compatibilmente con le esigenze di rigore della legge finanziaria per il 1995 - le seguenti misure: la riforma del sistema degli assegni famigliari con l'emanazione di uno o piu' decreti legislativi concernenti l'utilizzo della Cassa unica assegni famigliari per prestazioni a favore delle famiglie secondo princi'pi e criteri che favoriscano quelle piu' bisognose e piu' numerose, a partire dall'aumento dei tetti di reddito per il godimento dell'assegno per il nucleo famigliare; norme a tutela del lavoro di cura famigliare per l'iscrizione alla assicurazione obbligatoria per l'invalidita' e la vecchiaia delle persone che si occupano delle cure domestiche della propria famiglia; per tutelare le persone casalinghe in caso di infortunio con la stipula da parte della regione di una convenzione con un istituto di assicurazione; per l'erogazione da parte delle regioni di integrazioni di reddito a favore delle famiglie che volontariamente si prendano cura di membri malati o anziani la cui situazione richiederebbe altrimenti il ricovero, o di membri socialmente deboli o a rischio di emarginazione o di disadattamento sociale; provvedimenti per una piu' ampia tutela fiscale della famiglia con l'introduzione del cosiddetto quoziente famigliare (o di un metodo equivalente che nel tassare il reddito famigliare tenga conto del numero dei componenti) realizzabile senza pregiudizio per le entrate fiscali, modificando le aliquote e gli scaglioni di tassazione in modo tale da rendere costante il gettito tributario complessivo; stabilire criteri per la individuazione, anche attraverso scale di equivalenza, di fasce di reddito famigliare che, tenendo conto delle diverse caratteristiche socio-demografico-economico delle famiglie secondo parametri tecnicamente corretti e scientificamente fondati, possano essere utilizzate tutte le volte in cui il reddito famigliare e' la discriminante per ottenere o meno determinate prestazioni o benefici; l'attribuzione alle regioni e agli enti locali delle risorse necessarie per una maggiore efficenza dei servizi sociali sul territorio (asili nido, consultori, assistenza domiciliare agli anziani); una politica per la casa, specie nei grandi centri urbani, che agevoli la formazione delle famiglie ed eviti la emarginazione degli anziani con facilitazioni per l'accesso ai mutui di un fondo speciale per l'acquisto o il recupero di case di nuova istituzione anche con anziani a carico, nonche' sgravi fiscali e agevolazioni economiche per l'affitto; riconoscere alle casalinghe lo stesso trattamento per la maternita' che hanno le lavoratrici con il pagamento di un'indennita' due mesi prima e tre mesi dopo la nascita del figlio; ampliare la disciplina dei congedi parentali e del part-time; costituire una commissione di esperti, con esponenti dell'associazionismo famigliare, che preparino entro tre mesi una legge-quadro che, avuto come criterio-guida la soggettivita' stessa della famiglia considerata anche nella sua "normalita'", riconosca in maniera piu' organica, corente e promozionale le funzioni sociali che essa svolge a beneficio dell'intera Nazione; varare le legge di riordino dei servizi sociali. (1-00035)