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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00122 presentata da PATARINO CARMINE SANTO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19941109

La X Commissione, premesso che: le condizioni socio-economiche di Taranto e della sua provincia, da almeno un decennio vanno sempre piu' aggravandosi, fino a toccare livelli davvero disperati, come e' facile rilevare dai dati e dalle cifre: a) il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 18 per cento, contro il dato nazionale, che e' dell'11 per cento; b) la cassa integrazione ha superato ogni misura; c) gli iscritti al collocamento sono 54.000 (1/3 fra i 15 e i 24 anni); d) gli iscritti al registro ditte della CCIAA nel triennio hanno fatto registrare un saldo negativo di 320, con punte piu' elevate nel commercio (- 165) e nelle costruzioni (- 98); e) dal dicembre '91 al settembre '94 vi sono stati 5.576 istanze di fallimenti e 597 fallimenti; f) il reddito prodotto nella provincia di Taranto dal '91 ad oggi risulta sempre piu' basso; g) da una recente classifica elaborata dal Mondo sulla qualita' della vita nelle province italiane, Taranto e' risultata al 95^ (ultimo) posto; considerato che: dal 1986 vi e' stato per l'intera provincia jonica un tasso di crescita reale del PIL pari al 2,6 per cento annuo a fronte del 3,8 per cento della Puglia; il settore che concorre maggiormente a frenare la crescita e' l'agricoltura che ha visto diminuire il proprio prodotto al ritmo dell'8 per cento annuo; nel settore commercio si registra una crisi di potenza notevole legata al crollo della capacita' di spesa e, ancor piu', alla grandissima riduzione del consumo dovuta all'incertezza della situazione generale e alla precarieta' del reddito di moltissimi lavoratori in cassa integrazione, in mobilita', ecc.; dal 1981, per effetto della crisi del settore siderurgico e della conseguente attuazione dei piani CEE, sono stati persi oltre 15.000 posti di lavoro (diretto e primo indotto), con una riduzione di una percentuale del 40 per cento circa (su un totale di addetti di 40.000); i piani di reindustrializzazione Taranto 1 (1988) e Taranto 2, che avrebbero dovuto dar vita a circa 4.000 posti di lavoro, in realta' hanno prodotto poco o niente, e dalla disponibilita' dei fondi della SPI, per l'avvio di iniziative private, sono stati colpevolmente esclusi il settore del turismo e le piccole imprese; considerato, altresi': che il turismo, l'eterna promessa dell'economia jonica, si trova anch'esso in uno stato di profonda crisi tanto che: a) nel triennio 91-93 gli arrivi sono passati da 145.725 a 125.582 e le presenze da 714.715 a 570.686; b) il traffico di affari e' sensibilmente ridotto; c) il traffico estivo e' al palo a causa di gravi handicap dovuti a pesanti carenze infrastrutturali (mancanza di porti turistici, aeroporti e soddisfacenti reti stradali e autostradali); d) si va profilando una nuova pesante emergenza per alcuni settori legati alla consolidata presenza dei Militari a Taranto. Da diversi anni, infatti, passano dalle scuole CEMM della Marina Militare, per lo svolgimento dei corsi di aggiornamento, circa 400 sottufficiali, che vengono ospitati nelle strutture alberghiere locali (che ne ricavano un consistente beneficio), determinando una presenza media annuale di 108.000 unita'. Pare, invece, che la Marina Militare abbia stabilito di accasermare i sottufficiali in questione, sistemandoli in strutture da realizzare all'interno dell'area occupata dalle scuole. Una tale decisione, determinera', di fatto, la morte della gran parte delle strutture turistiche locali, che non potranno consentirsi di perdere una quota percentuale del loro esiguo volume di affari, cosi' rilevante, quantificato in una cifra pari a circa 20 miliardi l'anno. I dati EPT relativi al mese di ottobre 1994 danno gia' la esatta misura del mancato apporto dei corsisti della Marina Militare sul settore alberghiero e della ristorazione, con moltissime presenze in meno rispetto all'ottobre del '93; tenuto, infine, presente che: in un contesto cosi' degradato, si aggiunge in questi giorni l'emergenza colera che sta incidendo ancora piu' pesantemente sui settori di grandi potenzialita', ma di grave precarieta' come la mitilicoltura e la piscicoltura, oltre che, naturalmente, lo stesso turismo. Gravissime sono, infatti, le ripercussioni negative che le imprese ristorative di Taranto e dei comuni rivieraschi stanno registrando, mentre per le attivita' ricettive si temono fortissimi cali di presenze per la prossima stagione. Preoccupa tantissimo la situazione del settore della molluscocultura, e della pesca, attivita' marittime che, negli ultimi anni, a causa della deindustrializzazione, rappresentano una vera e propria valvola di sfogo per ex occupati e per disoccupati, tanto che gli addetti superano ormai la cifra di 2.000 unita' con una crescita di produzione di mitili, che ha raggiunto le 30 mila tonnellate annue. Le condizioni di precarieta' del settore si spiegano anche per i seguenti motivi: a) gran parte delle attivita' vengono svolte in maniera abusiva, non per una volonta' degli operatori, quanto per una obiettiva e assurda situazione; b) il mar piccolo (dove, grazie alle particolari e favorevoli caratteristiche ambientali, si e' insediata la maggior parte degli operatori) si trova ancora nella "strana" condizione di essere affidato al centro ittico campano, uno dei tanti enti inutili, ormai in liquidazione, che e' l'unico ente abilitato al rilascio delle concessioni, pur essendo completamente assente sul territorio; c) la capitaneria di Porto non puo' giuridicamente legittimare le attivita' avviate, se non concedendo eventualmente la concessione dell'arenile. Tra le categorie danneggiate non vanno trascurate quelle che operano nei settori della produzione e della commercializzazione dei prodotti agricoli. La psicosi del colera, ha fatto entrare in crisi i mercati delle verdure, e anche della frutta, che hanno subito un vero e proprio tracollo, anche a causa di una non corretta o "sospetta" informazione, con danni economici davvero irreparabili; impegna il Governo ad assumere le piu' opportune iniziative, puntando al massimo sfruttamento dell'esistente e incentivando le potenziali aree di sviluppo, con particolare riferimento a: Industria: a) trasferire la direzione ILVA da Genova a Taranto e, di conseguenza, decentrare la sezione acquisti, affinche' venga data alla imprenditoria locale una maggiore facilita' di accesso alle commesse; b) includere le piccole imprese negli elenchi degli aventi diritto all'utilizzo dei fondi SPI; c) seguire attentamente la centralita' dell'ILVA nella fase della privatizzazione, definendo un maggiore impegno dello stabilimento per lo sviluppo nel territorio della sua imprenditoria; d) potenziare l'esperienza dello Sportello Tecnologico ILVA, che, avendo finora operato con intelligenza e accertata professionalita', ha reso concreto un impegno dello stabilimento in favore della crescita dell'imprenditoria locale; e) intervenire con tempestivita' e con i provvedimenti piu' appropriati nel settore della cantieristica, che, dopo alterne e sempre piu' precarie vicende, corre oggi il rischio di chiudere i battenti, cancellando una delle piu' importanti realta' socio-economiche radicata nella tradizione jonica, e di licenziare alcune centinaia di lavoratori, che andrebbero ad alimentare la gia' nutrita schiera dei disoccupati. Turismo: a) ripristinare gli incentivi ai turisti stranieri, applicando un "prezzo politico" per autostrade e carburanti; b) rifinanziare le leggi nazionali e regionali per l'accesso al credito agevolato alle imprese turistiche; c) promuovere campagne pubblicitarie per divulgare la conoscenza delle bellezze naturali, dei beni culturali, e degli ottimi prodotti alimentari largamente presenti sull'intero arco jonico; d) ripristinare gli sgravi fiscali; e) intervenire presso gli organi competenti al fine di bloccare momentaneamente l'operazione di accasermamento dei militari nell'attesa di un riordino generale del settore. Agricoltura e pesca: intervenire tempestivamente con sostegni tangibili in favore di questi settori i cui prodotti, da alcune settimane fanno registrare vendita zero con grandissimo danno all'intera economia locale. (7-00122)

 
Cronologia
domenica 6 novembre
  • Politica, cultura e società
    Una disastrosa alluvione devasta le province di Cuneo, Asti e Alessandria, causando 64 morti.

giovedì 10 novembre
  • Politica, cultura e società
    Il 47° Congresso del PSI, riunito a Roma, sancisce lo scioglimento del Partito Socialista Italiano e la nascita dei Socialisti Italiani. Enrico Boselli è il segretario della nuova formazione e Gino Giugni ne è il presidente.