Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00308 presentata da ANDREATTA BENIAMINO (PART.POP.ITAL.) in data 19941110
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: troppo alto e' il prezzo delle vite umane che il Paese ha pagato rispetto agli strumenti disponibili per impedire che la alluvione si trasformasse in catastrofe con costi umani ed economici elevatissimi; l'alluvione che ha investito la regione Piemonte pur nella sua eccezionalita' segue ad una serie periodica e sempre piu' frequente di simili fenomeni e non e' pertanto un fatto improvviso ed imprevedibile; le cause dei danni gravissimi al territorio sono certamente riconducibili ad un crescente degrado delle zone montane, vallive e collinari, consentito dalla inadeguatezza normativa di tutela ambientale e dalla carente vigilanza degli organi preposti; i terribili lutti si sono comunque verificati nella maggiornaza dei casi, nonostante l'abnegazione delle forze di soccorso e dei volontari, delle amministrazioni locali, a causa di intempestive ed insufficienti comunicazioni del pericolo alle popolazioni; la grande tradizione piemontese di saggio ordinamento del territorio, di sapiente incanalamento delle acque, di vigile costante rapporto tra le comunita' e il centro regionale, che ha caratterizzato il riformismo settecentesco, il liberalismo cavouriano ed il buon governo giolittiano sembra essere stata abbandonata dal governo nazionale -: le ragioni per cui il Ministro dell'interno, di fronte alle notizie in suo possesso circa la inaudita gravita' delle perturbazioni non abbia ordinato ai prefetti e ai questori misure tali da impedire la circolazione degli autoveicoli che e' risultata una delle ragioni principali della morte di decine di persone; se non vi sia stata una mancanza di coordinamento e una sovrapposizione tra organi centrali e locali e contrasti tra il Ministero dell'interno e il sottosegretariato alla Protezione civile; le ragioni per le quali siano risultati inascoltati i drammatici appelli dei sindaci ai prefetti; se siano state accertate responsabilita' in ordine ad una sottovalutazione degli eventi degli organismi competenti; se non ritenga inadeguato il ruolo svolto dall'informazione radiotelevisiva diretta ai cittadini e pertanto quali misure preventive intenda adottare nel futuro per un efficace intervento pubblico finalizzato a raggiungere anche i piu' piccoli centri; quale ruolo intenda assegnare alle regioni e agli Enti locali per valorizzarne la loro funzione soprattutto con una gestione diretta da parte di chi ha responsabilita' sul territorio nella prima fase di ritorno alla normalita' evitando una gestione centralizzata; se ritenga adeguati i fondi gia' stanziati rispetto alle dimensioni dei danni e quale meccanismo finanziario preveda, perche' non si interrompa, per mancanza di finanziamenti, la ricostruzione delle aree colpite dal disastro una volta esauriti gli attuali stanziamenti; se innovando rispetto alle esperienze poco soddisfacenti del passato il Governo non intenda procedere dopo rigorosi accertamenti alla immediata liquidazione dei danni lasciando liberi i soggetti nel reimpiego delle risorse; se al fine di una rapida ed efficace effettuazione di tale liquidazione non debbano essere investite le autorita' regionali e locali; se non ritenga di utilizzare forme di prelievo straordinarie per fronteggiare l'emergenza e come azione di solidarieta' del Paese verso quelle popolazioni cosi' duramente colpite; se non sia necessario distribuire piu' capillarmente i punti di riferimento della protezione civile in modo che l'intervento di protezione civile avvenga automaticamente anche nella eventualita' di interruzione nella comunicazione. (2-00308)