Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05174 presentata da SACERDOTI FABRIZIO (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19941114
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del tesoro. - Per sapere - premesso che: nel 1991 e' stato istituito a Foggia un nuovo Istituto creditizio, la "Banca Popolare della provincia di Foggia", costituita da circa 700 soci in massima parte operatori economici, professionisti, lavoratori dipendenti e autonomi del comprensorio di Apricena, un Paese alle pendici del Gargano, i quali, con tale strumento intendevano contribuire al progresso economico e sociale della zona recuperando in tal modo anche una importante e secolare tradizione bancaria. La nuova Banca ha la propria sede nel comune di Apricena ed opera nella provincia di Foggia con due sportelli, ad Apricena e Manfredonia. Presidente dell'Istituto fu nominato il dottor Vincenzo Cardella di riconosciuta esperienza e capacita' di lavoro nel settore; nell'anno 1993, alla chiusura dei bilanci furono accertati dagli organi competenti, compresa la Banca d'Italia che promosse una approfondita ispezione, delle gravi irregolarita' nella concessione dei crediti a terzi, dalle quali derivo' un danno economico rilevante per la suddetta Banca; a seguito di questi accertamenti gli organi sociali della Banca misero in atto una pronta ed efficace autotutela, revocando fra l'altro i poteri di firma e licenziando gli artefici delle suddette perdite ed irregolarita'. Tuttavia cio' non fu sufficiente ad evitare che il Ministro del Tesoro, su proposta della Banca d'Italia, decretasse in data 27 giugno 1994 l'amministrazione straordinaria e lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione; il 22 settembre 1994 i soci legittimi proprietari della banca si sono costituiti in "Comitato soci della Banca Popolare della provincia di Foggia" con la volonta' esplicita di risanare la Banca mediante un intervento di ricapitalizzazione, di avviare nel contempo un programma di sviluppo economico decisamente piu' attento che in passato alle necessita' del comprensorio e agli equilibri delle aziende ivi operanti. Il Comitato soci in data 30 settembre 1994 ha presentato alla Banca d'Italia una domanda di autorizzazione alla chiusura della Amministrazione straordinaria, dichiarandosi disponibile alla ricapitalizzazione per circa 6 miliardi; al contrario, in data 18 ottobre 1994 il Commissario straordinario ha inviato a tutti i soci una comunicazione nella quale prospetta l'intervento di un istituto esterno che rileva la Banca in questione come la soluzione piu' idonea ed auspicabile per risolvere la crisi dell'istituto, adducendo a sostegno di questa ipotesi esclusivamente motivi tecnici di carenza di una adeguata struttura manageriale oltre alla nota questione delle gravi perdite di bilancio; in data 26 ottobre 1994 il comune di Apricena, ha approvato, con voto unanime del consiglio comunale un o.d.g. nel quale invita le autorita' competenti, locali e nazionali, a compiere una verifica realmente approfondita ed adeguata su tutte le possibilita' di risposta allo stato di crisi della Banca ed a tenere nella giusta considerazione gli impegni e le volonta' concrete manifestate dal Comitato soci, secondo lo spirito di diffusa mutualita' e di impegno fattivo che a suo tempo porto' alla costituzione della Banca stessa; si e' venuta in sostanza a creare una situazione di palese conflitto fra due orientamenti e due volonta' precise delle quali una fa riferimento al Comitato soci ed ai tanti operatori della zona che intendono proseguire nella iniziativa assumendo in proprio nuovi oneri finanziari mentre l'altra, rappresentata dall'attuale Commissario straordinario, punta a promuovere un risanamento della situazione e il superamento dello stato di crisi attraverso la fine della Banca stessa e la sua cessione ad altro istituto creditizio, gia' individuato nella Banca Popolare della Murgia, con sede ad Altamura (BA) -: quali iniziative concrete intenda assumere per garantire che i soci fondatori e legittimi proprietari della Banca Popolare della provincia di Foggia, dando prova di impegno reale sul piano finanziario con la ricapitalizzazione della Banca e sul piano organizzativo con la promozione di nuovi programmi di sviluppo, possano continuare a gestire questa intrapresa senza gravare in alcun modo sui conti pubblici dello Stato; quali interventi intenda effettuare affinche' di fronte ai suddetti impegni del Comitato soci e alla volonta' degli organismi locali, sia revocata con urgenza l'Amministrazione straordinaria e ripristinata, previa ricapitalizzazione, la gestione ordinaria dell'istituto. (4-05174)
Si risponde all'interrogazione indicata in oggetto, concernente l'ipotesi di ricapitalizzazione della Banca Popolare della provincia di Foggia, in amministrazione straordinaria, avanzata dai proprietari della banca che hanno dato vita ad un comitato dei soci. Al riguardo, si fa presente che la "Popolare di Foggia", e' stata posta in amministrazione straordinaria in data 27 giugno 1994 per gravi irregolarita' nell'amministrazione e gravi perdite patrimoniali, emerse a seguito di accertamenti ispettivi di vigilanza. Con provvedimento in pari data sono stati nominati gli organi straordinari nelle persone del rag. Luciano Brizzi, Commissario straordinario, e del professore Giuseppe Bozzi, del dottor Marco Gallone e del dottor Gaetano Loreni, componenti il comitato di sorveglianza. L'ex Presidente del Consiglio di amministrazione della banca - che e' vice presidente del suddetto comitato soci - ha proposto ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio per l'annullamento, previa sospensiva, del provvedimento di gestione straordinaria. Il T.A.R. ha rigettato la richiesta di sospensiva ed il Consiglio di Stato, in data 31 gennaio 1995, ha respinto il ricorso proposto avverso tale pronuncia. Le risultanze dell'opera di accertamento e regolarizzazione condotta dagli organi straordinari hanno confermato la gravita' delle problematiche tecniche e gestionali della banca, che riveste un ruolo di assoluta marginalita' nel contesto economico locale. Gli Organi straordinari sono pervenuti alla conclusione che manchino le condizioni minimali per la continuazione in autonomia dell'attivita' della "Popolare" e che idonea soluzione della crisi sia rappresentata dalla realizzazione di un'operazione di concentrazione con altro organismo bancario di idonee potenzialita'. In tale prospettiva, sono intercorsi contatti tra il Commissario e la Banca Popolare della Murgia, che ha manifestato la propria disponibilita' ad intervenire, richiedendo alla Banca d'Italia, nell'ottobre 1994, il prescritto benestare alla prosecuzione delle trattative. In merito alla necessita' di una operazione di concentrazione si era nella seduta del 25 giugno 1994 antecedentemente quindi all'avvio dell'amministrazione straordinaria. In quella sede, nel prendere atto della critica situazione della banca, l'assemblea aveva deliberato la propria disponibilita' a cedere l'azienda ad altro ente creditizio. Nel corso della procedura il Commissario straordinario ha avuto frequenti contatti con la base sociale della menzionata banca provvedendo ad inviare, nell'ottobre scorso, una lettera a ciascun socio, nella quale si prefigurava la possibile realizzazione della cennata fusione con la banca popolare della Murgia. Ulteriori contatti sono intercorsi con il comitato, rappresentato dal proprio Presidente, e con un altro comitato dei soci. Il primo comitato ha interessato a piu' riprese varie Autorita' ed il Commissario, prefigurando diverse ipotesi di soluzione della crisi. Dopo la citata ipotesi di aumento di capitale di lire 6 miliardi da parte dell'attuale compagine sociale, sono stati prospettati l'intervento di un'altra banca, non precisata ma diversa dalla "Popolare della Murgia", nell'ambito di un'operazione di ricapitalizzazione o di fusione, ovvero, in via subordinata, la trasformazione della "Popolare Foggia" in banca di credito cooperativo. Da ultimo, con nota del 21 gennaio 1995 inviata al Commissario, il comitato, ribadendo la propria contrarieta' alla concentrazione con la "Murgia", ha dichiarato di essere intenzionato ad opporsi ad un'operazione che non risponda a determinati requisiti concernenti la valutazione aziendale. La Banca d'Italia ha dato riscontro nel novembre 1994 alle comunicazioni pervenutele da detto comitato, indicando, quale sede idonea per la prospettazione delle considerazioni dello stesso, una riunione con gli organi straordinari. Come comunicato dal Commissario in una nota del 31 luglio 1995, nel corso della riunione, tenutasi in data 11 novembre 1994, gli organi straordinari hanno illustrato la situazione aziendale e sottolineato la genericita' e, comunque, l'inadeguatezza delle ipotesi prospettate dal comitato soci in relazione agli ingenti investimenti in termini di mezzi finanziari e di risorse organizzative e manageriali che la gravita' della crisi richiederebbe. Inoltre, il Commissario ha riferito di avere contattato, successivamente alla riunione, un'altra banca - indicata dal comitato come interessata ad intervenire a favore della "Foggia" - la quale, invece, ha dichiarato la propria definitiva indisponibilita' in tal senso. Nella medesima nota del 3 gennaio 1995, il Commissario ha comunicato di aver incontrato il 16 novembre 1994 i rappresentanti del secondo comitato soci, i quali hanno manifestato un orientamento favorevole all'operazione di fusione con la "Murgia", esprimendo perplessita' sulla effettiva possibilita' di ricapitalizzare la banca, tenuto conto della volonta' espressa dall'assemblea del 25 giugno 1994 di addivenire ad una concentrazione aziendale. Conclusivamente, gli organi straordinari hanno espresso l'avviso che non siano praticabili le ipotesi operative sostenute dal primo comitato soci, in quanto basate su mere manifestazioni di volonta', non accompagnate da alcuna iniziativa volta a conferire concretezza agli impegni prospettati, in ogni caso inadeguate rispetto alle complessive esigenze aziendali, nonche' ripetutamente modificate nel tempo ed in contrasto con le linee gia' a suo tempo approvate dall'assemblea dei soci della "Popolare Foggia". Conseguentemente gli organi straordinari hanno confermato di ritenere necessaria la prosecuzione delle trattative per la fusione con la "Popolare della Murgia", unica azienda resasi disponibile ad intervenire. Sulla base di quanto surriferito, la Banca d'Italia ha espresso un giudizio positivo sull'operazione di concentrazione tra le due "Popolari" sotto i profili di vigilanza e si appresta a formalizzare il prescritto benestare alla prosecuzione delle trattative. Il Sottosegretario di Stato per il Tesoro: Pace.