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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05238 presentata da BARTOLICH ADRIA (PROG.FEDER.) in data 19941115

Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: la legge nazionale sull'AIDS n. 135 del 1990 agli articoli 3 e 5 specifica che non possono essere sviluppate discriminazioni nei confronti di persone con infezione da Hiv sia in ambito lavorativo, che scolastico, che sanitario; in data 25 ottobre 1994 e' stato inviato dalla L.I.L.A. (Lega italiana per la lotta contro l'AIDS) all'assessore della Sanita' della Regione Lombardia un dettagliato rapporto nel quale venivano segnalati e riportati episodi di discriminazione nei confronti di pazienti sieropositivi avvenuti negli ospedali di: Bellano (Lecco), Lecco, S. Anna (Como), Valduce (Como), Luigi Sacco (Milano), Policlinico (Milano), Melegnano, Pavia e presso la USSL di Abbiategrasso, il consultorio della zona 16 di Milano; analoghi episodi, dei quali si e' occupata anche la stampa, si sono verificati in altre Regioni del nostro Paese -: se il Ministro abbia intenzione di svolgere un'indagine su tutte le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate del territorio nazionale al fine di verificare che venga rispettata la dignita' delle persone sieropositive. (4-05238)

In merito a quanto segnalato nell'atto parlamentare summenzionato, e' utile rilevare come questo Ministero abbia costantemente posto in risalto, nell'espletamento delle funzioni di propria attribuzione sulla vigilanza e sulla profilassi dell'AIDS, ivi comprese le relative 'campagne' informativo-educative, l'esigenza prioritaria di evitare ogni forma di discriminazione nei confronti dei soggetti 'sieropositivi' per l'infezione da HIV, a maggior ragione nell'ambito sanitario ed assistenziale. Va anzi ricordato, a questo riguardo, che a suo tempo la 'Commissione nazionale per la lotta contro l'AIDS' ha preso in esame anche concrete ipotesi di introduzione normativa di congrui meccanismi sanzionator - oggi carenti - per la violazione delle previsioni precettive degli articoli 5 e 6 della legge 5 giugno 1990, n. 135 ('Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS'), pur dovendosi rilevare che, almeno per il personale sanitario, le fattispecie di mancata assistenza o di rilevazione del 'segreto professionale' configurerebbero gia' oggi specifiche violazioni contestabili e reprimibili sia in ambito penale sia dal punto di vista deontologico. D'altra parte, sembra realistico ritenere che l'eventuale mera previsione di norme repressive in materia risulterebbe di scarsa utilita', in concreto, per prevenire il ripetersi di tali deprecabili episodi discriminator . Ben pi' determinante appare, inveve, la possibilita' di ciascuna struttura assistenziale di avvalersi di operatori realmente in grado di assolvere i propri compiti, nei confronti dei pazienti colpiti da infezione da HIV, con effettiva motivazione professionale e comprovata e specifica preparazione tecnico-sanitaria. Tale obiettivo risulta efficacemente perseguito dai diversi Corsi di formazione e di aggiornamento professionale gia' da tempo annualmente organizzati dalle Unita' sanitarie locali, in attuazione degli art. 1, comma 1, lett. d) e 4, comma 3 della stessa legge n. 135/1990. Riguardo, in particolare, agli episodi di discriminazione nei confronti di pazienti sieropositivi denunciati nel rapporto della 'L.I.L.A.' all'Assessorato alla Sanita' della Regione Lombardia, quest'ultimo, a conclusione di un'indagine appositamente disposta, tenderebbe ad escludere che vi siano state vere e proprie discriminazioni, sottolineando, per contro, il particolare impegno profuso dal proprio Servizio d'Igiene Pubblica nell'attuare i contenuti del III 'Piano regionale AIDS' della Lombardia, approvato con Delibera del Consiglio regionale del 22 novembre 1994. D'altra parte, ha ricordato ancora l'Assessorato, la Regione e' peculiarmente impegnata a condurre la diagnosi e la cura delle infezioni da HIV e correlate all'interno dei Presidi e Servizi che assistono la globalita' dei cittadini/utenti, gia' con questo indirizzo distanziandosi da una gestione dell'assistenza agli ammalati di AIDS fondata sull''emergenza' e sugli 'interventi speciali', l'una e gli altri 'emarginanti' per definizione. Ad avviso della Regione, infine, un adeguato potenziamento di tutti i Reparti e Servizi per Malattie Infettive, che assistono, fra gli altri, anche i soggetti infetti da HIV, dovrebbe senz'altro consentire - secondo gli indirizzi del gia' citato 'Piano regionale AIDS' - il superamento proprio di quelle carenze e di quei disagi suscettibili di tradursi in momenti di 'Discriminazione' e di 'esclusione'. Ma, perch! questo avvenga, risulta indispensabile la concorde e complementare 'concorrenza' di tutti i soggetti, pubblici e privati, accomunati dal prioritario obiettivo della lotta all'A.I.D.S. Il Ministro della sanita': Guzzanti.



 
Cronologia
lunedì 14 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 321 voti a favore e 134 contrari, l'articolo 30 del disegno di legge A.C. 1365-bis, concernente misure di razionalizzazione della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 16 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con due distinte votazioni, gli articoli 10 e 11 del disegno di legge A.C. 1365-bis, concernente misure di razionalizzazione della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.