Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05378 presentata da MORONI ROSANNA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19941117
Ai Ministri per la famiglia e la solidarieta' sociale e dell'interno. - Per sapere - premesso che: nelle scorse settimane e' stata avviata, dopo il censimento effettuato dal Cir, l'operazione di trasferimento ad altra destinazione dei profughi ex-jugoslavi riconosciuti ai sensi della legge n. 390 del 1992; se alcuni di loro hanno trovato adeguata sistemazione in alloggi reperiti in varie localita' della Toscana, si sono pero' riscontrati casi di trasferimento in sedi assolutamente non idonee, come ad esempio il manicomio di Fivizzano (Massa) dove un gruppo di 22 per persone, incluse donne e bambini, hanno trascorso due giorni ed una notte in un luogo definito "lager" dallo stesso maresciallo dei Cc locali, prima di poter fare ritorno a Firenze; in generale il trasferimento e' stato effettuato senza comunicare preventivamente agli interessati la destinazione, con ingente spiegamento di forze di polizia e la distruzione fisica con le ruspe, sotto gli occhi dei partenti, di baracche e roulottes; non e' chiaro per quanto tempo - comunque non oltre qualche mese - sia garantita la sistemazione delle nuove destinazioni, e come possa risolversi il problema dell'inserimento sociale e lavorativo e della scolarizzazione dei minori, molti dei quali erano iscritti alle scuole fiorentine; il fatto piu' grave, avvenuto il 29 ottobre, e' stata la distruzione, su ordinanza del sindaco Morales, del campo del Poderaccio Basso, ed il trasferimento forzoso di circa cento profughi, quasi tutti bosniaci, nel gia' sovraffollato - e pericolosamente promiscuo dal punto di vista delle varie etnie ex jugoslave - campo Masini, gia' definito dal Cir "al di sotto del livello delle favelas brasiliane", in un'ansa dell'Arno a rischio di inondazione, al freddo, al buio e nel fango, mentre al Poderaccio Basso le stesse famiglie avevano contribuito con otto milioni all'elettrificazione ed illuminazione ed avevano ottenuto la rimozione dei rifiuti e l'installazione da parte del comune di docce e condutture idriche; per tutti i rifugiati tardivamente riconosciuti come tali, costretti per anni a vivere in condizioni subumane, la legge n. 390 prevedeva provvidenze finalizzate all'inserimento sociale -: se non ritengano necessaria una verifica e revisione delle modalita' di trasferimento, ed in particolare della vera e propria deportazione delle famiglie bosniache di cui sopra, nonche' una precisa finalizzazione dei trasferimenti, in accordo con gli enti locali, per l'inserimento socio-lavorativo e l'integrazione sociale. (4-05378)