Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05380 presentata da JERVOLINO RUSSO ROSA (PART.POP.ITAL.) in data 19941117
Ai Ministri dell'interno, degli affari esteri e per la famiglia e la solidarieta' sociale. - Per sapere - premesso che: numerose persone di nazionalita' del Rwanda o del Burundi, in Italia per motivi di studio o turistici o di altro genere, sono costretti a fermarsi in Italia dallo scoppio della guerra civile e dai successivi massacri ed esodi, e ad essi si sono aggiunti successivamente altri profughi, sia maggiorenni che minorenni, spesso feriti o invalidi; per queste persone, private anche dei mezzi per la sussistenza dall'interruzione, spesso tragica, dei rapporti con le loro famiglie, non e' possibile, nell'attuale situazione legislativa, regolarizzare la loro presenza in Italia ed accedere ad un lavoro, se non richiedendo asilo politico, atto che potrebbe precludere loro la possibilita' di un ritorno e di una ricerca dei familiari scomparsi; si tratta in sostanza di una situazione del tutto analoga a quella che ha motivato l'emanazione di apposite direttive governative per l'attribuzione, per motivi umanitari, del permesso di soggiorno valido per lavoro ai profughi dall'ex Jugoslavia e dalla Somalia; in particolare viene segnalata dalla Camera del lavoro - Cgil di Pavia la situazione dei tre fratelli rwandesi Jean Claude Mugabo (in Italia da sei anni per motivi di studio, responsabile sindacale per l'immigrazione), Uwimana Igan (giunto in Italia anche lui per studio nell'ottobre 1993, ha perso moglie e figlio nella guerra civile), e Philippe Kimeny (riparato dal Rwanda in Zaire e poi in Italia dall'agosto 1994), per i quali - e per il figlio di Uwimana Igan, fortunosamente rintracciato in Russia dal padre - il comune di S. Martino Siccomario (Pavia) ha offerto una sistemazione abitativa e garantita l'assistenza sanitaria; anche altri Enti locali potrebbero intervenire a favore dei rifugiati rwandesi e burundesi, ma rimane insoluto il problema del loro status giuridico e del loro accesso al lavoro ed all'autosufficienza economica -: se non ritengano, in attesa di una auspicabile riforma del diritto di asilo che apra possibilita' di accoglienza ai profughi da situazioni analoghe, di emanare un decreto che, in attuazione della previsione del decreto interministeriale dello scorso gennaio sulla programmazione dei flussi d'immigrazione, dia ai profughi dal Rwanda e dal Burundi, entrati in Italia prima o dopo l'inizio della guerra civile, la possibilita' di ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari, abilitante al lavoro ed all'assistenza sanitaria. (4-05380)