Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05518 presentata da TANZARELLA SERGIO (PROG.FEDER.) in data 19941121
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: esiste la legge n. 390 del 1992 che disciplina gli "interventi straordinari di carattere umanitario a favore degli sfollati delle Repubbliche sorte nei territori della ex Jugoslavia..."; in conformita' a tale legge coloro che fuggono dalle Repubbliche succitate hanno diritto all'accoglienza in Italia; in particolare "l'Italia e' impegnata a garantire comunque l'ingresso e l'ospitalita' ai giovani cittadini delle Repubbliche ex-jugoslave che siano in eta' di leva o richiamati alle armi, che risultino disertori o obiettori di coscienza"; la legge predetta prevede la procedura per ottenere il permesso di soggiorno per i profughi, permesso che risulta essere un diritto non subordinato ad alcuna garanzia; competenti per il rilascio dei permessi sono gli uffici stranieri delle Questure; esistono successive direttive (della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmate il 14 aprile 1994 e inviate ai prefetti, questori e dipartimenti di P.S. con circolare del Ministero dell'interno del 26 luglio 1994) che introducono una "riserva geografica" per la quale non sarebbero da considerare sfollati i soggetti muniti di passaporto della Repubblica di Slovenia e della Repubblica di Croazia che risultino residenti nelle contee istriana (capoluogo Pisino) e litoraneo montana (capoluogo Fiume); non certamente, per semplificare la normativa, si precisa che la cosiddetta "riserva geografica" non e' assoluta ma presenta "deroghe" che cosi' si delineano: "sono in ogni caso ammessi nel territorio nazionale, fatte salve le competenze in materia di tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dello stato" i disertori, i renitenti alla leva e gli obiettori di coscienza, provenienti dai territori delle repubbliche ex Jugoslave, salva successiva verifica della propria posizione..."; la questura di Udine - ma e' solo spia di una situazione generalizzata - ha opposto alla normale procedura, delle prassi alternative che configurano vari arbitri quali: richiesta di garanzia di qualcuno che assicuri ospitalita' (con il chiaro intento di eludere ogni impegno statale); richiesta di prova di diserzione (per i disertori si prevede anche l'accoglienza a carico dello Stato), ma paesi come la Croazia, la Bosnia, la Serbia non rilasciano, evidentemente, alcun documento in merito; l'invenzione delle gia' ricordate "riserve geografiche"; tutto cio' anche per la non certo chiara normativa che ha visto sovrapporsi una lunga teoria di circolari ministeriali, direttive e circolari proprie delle questure queste ultime spesso su carta non intestata; in sostanza appare evidente che l'introduzione di riserve geografiche, la richiesta di prove di diserzione e di provenienza da zone di guerra non hanno fondamento perche' non previste ne' dalla legge in vigore ne' dalle direttive in seguito emanate; coloro che oltre il permesso di soggiorno chiedono anche l'accoglimento devono recarsi in prefettua che da' il permesso dopo che e' stato identificato il campo in cui saranno inseriti; il diniego di permesso di soggiorno e accoglienza e' un semplice dato di fatto che non prevede l'emanazione di alcun documento con la conseguenza di non poter opporre ricorso; a tale situazione il comune di Udine, in particolare, ha cercato di far fronte, allestendo un Centro di ascolto che assicura, ai profughi, soprattutto informazioni all'acquisizione di documenti, all'accesso di lavoro e per i profughi richiedenti accoglienza e in attesa di risposte dalle prefetture procura alloggio; la situazione e' pero', ormai, divenuta insostenibile, essendosi i tempi di attesa delle risposte dalle prefetture enormemente dilatatati e il comune si e' visto costretto ad ospitare solo coloro la cui richiesta di accoglienza sia gia' stata formalmente accolta; e' emblematica nella sua atrocita' la vicenda di Zoran - Il Manifesto del 23 ottobre 1994 - piccolo esule serbo, portatore di handicap motorio causato da alcuni interventi chirurgici per un tumore al cervello, sballottato tra vari uffici finche' - in deroga alle sue stesse norme - il comune di Udine ha chiesto ed ottenuto di poterlo ospitare con la sua famiglia anche se un bambino portatore di handicap ed ammalato meriterebbero luogo piu' idoneo, ma il problema sanitario non e' stato ancora affrontato dalla Regione; attualmente i profughi in genere e i disertori in particolare - molti sono del Kossovo - non trovano alcuna accoglienza, in violazione del dettato della legge n. 390 -: se il Ministro in indirizzo intenda adottare provvedimenti urgenti per l'esatta interpretazione delle normative vigenti e per una loro precisa applicazione. (4-05518)