Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00055 presentata da SCHETTINO FERDINANDO (PROG.FEDER.) in data 19941121
La Camera, premesso che: il Mezzogiorno del nostro Paese gode di una posizione geografica privilegiata, in quanto le sue sponde, nel Mediterraneo, guardano territori sterminati e sovrappopolati, con i quali l'Italia e l'Europa possono intessere rapporti non piu' relegabili al solo commercio di preziosi e di prodotti energetici; tale situazione di privilegio, in una visione transeuropea dell'economia, consente di considerare il Mezzogiorno come base ideale, come ponte di collegamento dell'Europa con i citati Paesi, per cui si impone la riconsiderazione che lo stesso puo' svolgere nella prospettiva di sviluppo dell'economia nazionale ed europea; l'intervento straordinario per il Mezzogiorno non e' stato in grado di colmare il divario esistente tra lo sviluppo economico delle regioni del Centro Nord e quelle del Sud; il medesimo, in 42 anni di efficacia, e' stato solo parzialmente sostitutivo dell'intervento ordinario; il divario tra gli investimenti produttivi nel centro-nord e quelli nel sud, e' cresciuto negli ultimi 8 anni, cioe' da quando e' entrata in vigore la legge 64/86, dell'11 per cento; il Mezzogiorno del nostro Paese (incluse le isole) continua a vivere una situazione economica e sociale divergente rispetto alle regioni del centro-nord; la situazione occupazionale nelle regioni del sud tende ad un ulteriore peggioramento a causa del ristagno della domanda interna e della produzione; il numero delle aziende in crisi nel mezzogiorno tende ad aumentare per l'incapacita' competitiva che le attivita' produttive accusano e per l'assenza di una saggia organizzazione del territorio; la disoccupazione giovanile nel mezzogiorno e', in percentuale, la piu' alta in Europa; per effetto del fallimento degli obiettivi della legge n. 64/86 la disoccupazione nel Mezzogiorno e' in media pari al 20 per cento della popolazione attiva; dei 120.000 miliardi inizialmente previsti per l'intervento straordinario per il Mezzogiorno solo 98.000 miliardi circa sono stati deliberati dal CIPE e, di questi, solo 33.000 miliardi sono stati trasferiti dall'Amministrazione centrale alle regioni; la situazione di buona salute dell'economia italiana, non riesce a trascinare la ripresa dell'occupaziome nelle regioni meridionali; nel Mezzogiorno le importazioni di beni di consumo e di prodotti tecnologici superano di gran lunga le esportazioni; l'agricoltura meridionale, gia' penalizzata dalla P.A.C., viene ulteriormente colpita dalle rivalutazioni degli estimi e del reddito agrario approvate dalla C.D. con la manovra finanziaria 1995; la progressiva riduzione, sino alla eliminazione, dei differenziali sulla fiscalizzazione degli oneri sociali e degli sgravi contributivi non potra' che disincentivare le iniziative imprenditoriali nel Mezzogiorno, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese; il maggior costo del denaro nel Mezzogiorno costituisce un grave ostacolo allo sviluppo della attivita' produttiva; la liquidazione dell'AGENSUD non ha consentito la regolazione degli impegni dalla stessa assunti in materia di investimenti nel Mezzogiorno, sicche' tuttora giacciono inevase tutte le istanze presentate, per cui gli imprenditori, non hanno ancora potuto ottenere l'erogazione delle somme per gli incentivi nel Mezzogiorno, ed accusano una pesante esposizione debitoria verso le banche; i nuovi incentivi previsti dagli accordi comunitari, non risultano ancora attivati ne' risulta ancora convertito in legge il decreto sulla imprenditoria giovanile, per cui risulta paralizzata anche l'efficacia della legge n. 44 (legge De Vito); la manovra prevista dalla "finanziaria '95" determina uno slittamento agli esercizi successivi di una quota parte o di tutti gli stanziamenti previsti dalle leggi pluriennali e precisamente: per il programma di metanizzazione del Mezzogiorno (Tesoro, cap. 7802) e' previsto lo slittamento al 1996 dei 40 mld previsti per il 1995; per l'imprenditorialita' giovanile (Tesoro, cap. 7830) e' prevista la riduzione di 150 mld per il 1995, di 200 mld per il 1996; l'incremento di 350 mld nel 1997 delle autorizzazioni di spesa previste dalla legge n. 275/91 non garantisce l'effettiva erogazione dei fondi, essendo la rimodulazione caratterizzata da incertezze; per l'imprenditorialita' giovanile, inoltre, (Tesoro, cap. 7830) e' previsto lo slittamento di 100 mld del 1995 al 1996 delle autorizzazioni previste dall'articolo 1 del decreto-legge 478/94, decaduto e reiterato con il decreto-legge 559/94; per il credito agevolato al settore industriale ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 902/1976 e decreto-legge 62/1984 (Tesoro, cap. 9012) e' previsto lo slittamento al 1996 di 50 mld previsti per il 1995, con l'adozione del solito meccanismo delle rimodulazione; per l'intervento straordinario nel Mezzogiorno - legge 64/1986 (Tesoro, cap. 9012) sono previste riduzioni di 200 mld nel 1995 e di 1371 mld nel 1996, con incrementi di 846 mld nel 1997 e 725 mld nel 1998, ancora una volta resi aleatori dal criterio della rimodulazione; per gli incentivi industriali previsti dal decreto-legge 415/1992 (Tesoro, cap: 9012) e' prevista la riduzione di 825 mld nel 1995 con la rimodulazione degli stessi al 1997; la legge "Finanziaria" 95 ha inoltre operato una riduzione di 1075 mld al capitolo 9012 (Tesoro "Fondo da ripartire per gli interventi nelle aree depresse"), di 40 mld al capitolo 7802 (metanizzazione) e di 250 mld al capitolo 7230 (legge 44/86); il cofinanziamento dai programmi CEE (Quadro comunitario di sostegno), non risulta ancora determinato per quel che riguarda la quota parte dello stanziamento al cap. 9012 (Tesoro), che affluisce al fondo istituito con la legge 187/93. Non viene in tal modo garantito il Q.C.S., il quale prevede investimenti complessivi di 105.000 mld, di cui 85.000 mld per il conseguimento dell'obiettivo 1 (aree depresse) per il quinquennio 94-99; i finanziamenti relativi all'obiettivo 1 dalla C.E.E. previsti: a) per 41.000 mld a carico della unione Europea (con afflusso al Fondo di Rotazione ex articolo 5 L. 183/87); b) per 40.00 mld a carico delle risorse pubbliche (Stato e regioni) e private, non risultano chiaramente determinati; la posta relativa ai progetti strategici funzionali agli investimenti per i mutui da contrarre ai sensi della legge 488, risulta insufficiente; le regioni e gli enti locali del Mezzogiorno sono afflitti da una grave sofferenza finanziaria per la scarsita' delle risorse di cui dispongono rispetto alla qualita' dei servizi da fornire; i singoli Ministeri non hanno provveduto ad indicare le quote di propria competenza dei fondi da destinare alle aree depresse e al Mezzogiorno; la riduzione delle spese di investimento nel Mezzogiorno, la mancanza di un consistente fondo per l'occupazione e di una politica di sostegno del lavoro, della produzione e del reddito, la inadeguatezza dei fondi per l'innovazione tecnologica (legge 317/91, 110/86, 236 e 237/1993), la limitatezza delle risorse a disposizione delle regioni acuisce il divario tra "zone depresse" e restanti aree, rendono sempre piu' debole il Mezzogiorno rispetto alle altre zone geografiche; la politica governativa risulta essere sempre piu' carente di una valida strategia per lo sviluppo del Sud, il quale risulta ancora una volta considerato come mercato, come terreno di conquista del sistema economico dalle regioni del Centro Nord; impegna il Governo a presentare al piu' presto alla Camera un piano di politica industriale che sia capace di definire le linee strategiche e le opzioni di fondo per lo sviluppo del Mezzogiorno, finalizzate alla organizzazione del suo territorio e alla programmazione di un sistema industriale moderno e quindi in grado di imporsi competitivamente sul territorio; a rimuovere tutte le condizioni, soprattutto di carattere ambientale, che impediscono e frenano lo svilu'ppo delle aree depresse mediante massicci investimenti nei settori delle infrastrutture, dei sistemi di comunicazione, della innovazione tecnologica, della ricerca scientifica e della formazione professionale; ad accelerare il completamento delle opere pubbliche e a rimuovere le cause burocratiche e non che ne rallentano i tempi di realizzazione; a non procedere ad ulteriori privatizzazioni di societa' ex PP.SS,. ex EFIM, IRI, etc. senza aver definito le strategie di politica industriale, che non solo debbono costituire "un prius" rispetto ad ogni eventuale dismissione di aziende, ma debbono essere volte essenzialmente alla reindustrializzazione delle aziende stesse ed alla valorizzazione delle risorse e delle potenzialite' endogene che siano in grado di inserire competitivamente sul mercato le attivita' produttive presenti nelle aree depresse del paese; a porre in essere una politica di salvaguardia dei posti di lavoro attraverso interventi volti: - alla creazione di nuove imprese; - alla innovazione delle produzioni; - alla riqualificazione professionale; - al recupero delle attivite' produttive in crisi, da realizzarsi mediante la riconversione industriale e, ove possibile, tramite il trasferimento in proprieta' degli stabilimenti a societe' di operai; - ad accelerare i tempi di collaudo degli impianti sorti con gli incentivi delle leggi speciali (vedi L. 219/92) e a favorire in tempi brevi i trasferimenti delle proprieta' dei suoli su cui sono sorti gli stabilimenti, al fine di consentire, ai concessionari, l'accesso ai mutui bancari; a dotare il Quadro comunitario di Sostegno del necessario supporto finanziario, con l'esatta indicazione delle risorse nazionali per il cofinanziamento dei Fondi Strutturali Europei; ad assicurare la dotazione finanziaria necessaria all'accoglimento delle istanze presentate per la concessione degli incentivi industriali al Sud; ad avviare una diversa politica delle sovvenzioni e del credito per favorire la localizzazione di nuove imprese ed il risanamento di quelle gia' operanti; rifinanziando e dando rinnovato impulso anche alla Legge n. 49/85 (Legge Marcora); a ripristinare i trasferimenti di risorse alle regioni ed agli enti locali, in modo da assicurare i fondi necessari per il completamento degli interventi previsti dalle leggi speciali (eventi sismici, ricostruzione, metanizzazione, imprenditoria giovanile e interventi per i lavoratori forestali di cui alla legge 236/93, etc.). (1-00055)